Bill-Melinda Gates, nemmeno la fondazione regge al divorzio

Teresa Scarale
Teresa Scarale
1.12.2021
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Che impatto avrebbe avuto il divorzio dell'anno sulla fondazione filantropica più celebre e influente del pianeta? Molti scommettevano che i suoi 50 miliardi di dollari in dotazione sarebbero stati un deterrente sufficiente alla sua spaccatura. Ma così non è stato
Forse c'era da fidarsi dell'intuito di Warren Buffet, uscito dal consiglio di amministrazione della allora Bill & Melinda Gates Foundation all'indomani del pubblico annuncio del loro divorzio, lo scorso giugno 2021. In quell'occasione, il magnate di Berkshire lasciava la scena dopo aver donato gli ultimi 3,2 miliardi di dollari alla fondazione (per un totale di 33 miliardi di versamenti). Sei mesi dopo, l'ente benefico dei due ex coniugi – istituito nel 2000 – si spacca a metà. O meglio: Melinda lascia. Cosa succederà ora?
Nel 2010 l'allora coppia firmava la congiunta Giving Pledge (promessa di donare), ovvero una dichiarazione in cui prometteva di donare in vita (o nelle ultime volontà) la maggior parte di tutte le fortune accumulate nella sua esistenza (ricchezza derivante per lo più da Microsoft, come noto). Ma da martedì 30 novembre 2021, sul sito della fondazione sono apparse due dichiarazioni distinte. Bill Gates dichiara che continuerà a focalizzarsi sul lavoro filantropico della Foundation: «Sono fiero di quanto abbiamo ottenuto finora, dal supporto alle vaccinazioni di oltre 800 milioni di bambini nel mondo alla loro scolarizzazione. La missione della fondazione si è accresciuta nel tempo, ma resta focalizzata sulla creazione di opportunità per le persone più povere del pianeta e sul miglioramento dell'istruzione negli Usa».
Melinda French invece dichiara polemicamente di aver contribuito a fondare l'ente e di volersi dedicare d'ora in poi alla sua Pivotal Ventures, società di investimento imperniata sull'uguaglianza di genere. «Voglio far più che firmare assegni», dichiara la signora French. «Voglio impegnare il mio tempo, la mia energia e i miei sforzi a combattere la povertà e ad aumentare l'uguaglianza per donne, ragazze, gruppi marginalizzati, non solo negli Usa ma nel mondo. Le mie donazioni mireranno sempre più ad abbattere i muri della diseguaglianza».

E in Italia, sarebbe potuta succedere qualcosa di simile? Lo abbiamo chiesto all'avvocato Eugenio Briguglio, partner dello Studio Biscozzi Nobili. «Nel nostro paese gli enti non commerciali – nati incentrandosi sui diritti della persona – vivono di poche norme, per lo più pattizie, statutarie. La disciplina italiana non è certo articolata, ma si può prevedere che in una fondazione il patrimonio in dotazione la cui gestione sia indipendente rispetto ai fondatori. Ma è anche prevedibile che fino a quando chi ha fondato un ente benefico resta in vita, voglia averci un qualche ruolo gestorio».

Al momento, secondo il Bloomberg Billionaires Index, il patrimonio netto personale di Bill Gates ammonta a 136,8 miliardi di dollari, mentre quello di Melinda French si aggiorna intorno agli 11,7 miliardi. I prossimi mesi diranno se l'ex signora Gates devolverà freneticamente tutti i suoi averi, come sta facendo MacKenzie Scott, ex moglie del fondatore di Amazon Jeff Bezos.
Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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