PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Platfond da 500 milioni per le pmi. Parola a Federconfidi

Platfond da 500 milioni per le pmi. Parola a Federconfidi

Salva
Salva
Condividi
Rita Annunziata
Rita Annunziata

30 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • I confidi potranno accedere a una piattaforma di provvista dedicata per sostenere le pmi con meno di 250 dipendenti

  • Nunzio Tartaglia, responsabile della divisione Cdp Imprese: “Nel panorama imprenditoriale nazionale, dove oltre il 95% delle imprese registra un fatturato inferiore ai cinque milioni di euro, anche le aziende di minori dimensioni possono beneficiare, per il tramite dei confidi vigilati, del nostro supporto”

  • Rosario Caputo, presidente di Federconfidi: “Siamo soddisfatti di veder accresciuto il nostro raggio d’azione ma occorre ancora lavorare per rendere operative le misure approvate”

Cdp e Assoconfidi annunciano un accordo per un nuovo platfond di liquidità da 500 milioni di euro a supporto dell’accesso al credito delle pmi italiane. Di cosa si tratta e come si è evoluto il ruolo dei confidi in questi mesi? Ne parliamo con Rosario Caputo, presidente di Federconfidi

Mentre dalla Commissione europea arriva il via libera alla proroga della moratoria sui finanziamenti per le piccole e medie imprese e della connessa garanzia della sezione speciale del fondo pmi fino al 31 gennaio 2021, Cassa depositi e prestiti e Assoconfidi annunciano la sottoscrizione di una convenzione per un nuovo platfond di liquidità del valore massimo complessivo di 500 milioni di euro. Un platfond di provvista, spiega una nota ufficiale, che potrà essere utilizzato dai confidi per sostenere l’accesso al credito delle pmi italiane, attraverso la concessione di nuovi prestiti garantiti. “Un importante passo in avanti”, dichiara Nunzio Tartaglia, responsabile della divisione Cdp Imprese, che consentirà alla società di “ampliare ulteriormente la presenza sul territorio e di essere ancora più vicina al tessuto imprenditoriale del Paese”. Ma di cosa si tratta esattamente? We Wealth ne ha parlato con Rosario Caputo, presidente di Federconfidi, la federazione che riunisce i 22 confidi di matrice confindustriale distribuiti sull’intero territorio nazionale.

“La convenzione Plafond Confidi rappresenta per il sistema dei confidi vigilati riunito in Assoconfidi un risultato importante che, alla luce delle novità normative introdotte dal Parlamento, permetterà di beneficare di una provvista pubblica considerevole volta a favorire l’ampliamento dell’operatività dei confidi verso l’erogazione del credito diretto alle micro e piccole imprese. Questo accordo consolida la collaborazione con Cdp avviata circa un anno fa e rappresenta un ulteriore strumento operativo che permetterà ai confidi vigilati di rafforzare la concessione di credito diretto a medio e lungo termine a supporto delle esigenze di liquidità e degli investimenti delle imprese di minori dimensioni, in modo complementare rispetto al sistema bancario. Tale attività, peraltro già avviata a partire dal 2019, potrà essere potenziata attraverso questo strumento di funding caratterizzato da una standardizzazione delle modalità operative di accesso e di gestione del plafond che faciliterà l’utilizzo delle risorse”.

Nel corso dell’ultima intervista, nel mese di giugno, aveva dichiarato che il sistema dei prestiti garantiti era congestionato e chiedeva al governo più voce ai confidi per coprire quella nicchia di imprese rimasta scoperta dal credito bancario. Cosa è cambiato da allora?

“Ormai da tempo sottolineiamo, tramite Assoconfidi, gli accresciuti bisogni della piccola impresa e ci fa piacere constatare che la politica ne abbia tenuto conto. Oggi più di allora possiamo riscontrare, e ne siamo lieti, che il governo e la politica abbiano valorizzato ciò che i confidi possono fare per le piccole e microimprese per l’accesso al credito. Siamo soddisfatti di veder accresciuto il nostro raggio d’azione ma occorre ancora lavorare per rendere operative le misure approvate.  Mi riferisco in particolare alla misura di patrimonializzazione su cui abbiamo accolto con favore la recente iniziativa parlamentare avviata per comprendere lo stato dell’arte rispetto alla notifica alla Commissione europea. Su un altro fronte, la semplificazione delle procedure di affidamento della gestione di fondi pubblici comunitari e regionali rappresenta un importante passo avanti rispetto all’eccesiva burocratizzazione riscontrata nella gestione fondi pubblici anche se la soglia di rilevanza resta un ostacolo. Forse si poteva fare di più…”

In che modo, secondo lei, la convenzione tra Cdp e Assoconfidi potrà supportare ulteriormente il tessuto imprenditoriale del Paese?

“Dai dati più recenti emerge che la crisi innescata dall’epidemia comporterà un abbassamento notevole dei consumi e del pil nazionale. Ciò purtroppo si rifletterà negativamente sulle dinamiche dei finanziamenti alle piccole imprese e, nel medio periodo potrebbe portare ad un deterioramento dei crediti per il possibile incremento delle insolvenze. L’accordo tra Cdp e Assoconfidi rappresenta un importante passo in avanti nella realizzazione degli obiettivi che la federazione sta perseguendo per sostenere l’accesso al credito delle pmi italiane, in particolare quelle di piccole dimensioni che in banca non entrano proprio.  I confidi, grazie alla loro radicata conoscenza dei territori in cui operano, mediante il plafond di 500 milioni previsto dalla convenzione, potranno accrescere ulteriormente la loro attività di sostegno alle imprese e supportarle in modo ancora più concreto nel rapporto bancario”.

Quali iniziative ha in cantiere Federconfidi per sostenere ulteriormente le pmi nell’accesso al credito?

“La federazione ha ormai da tempo avviato un percorso di modernizzazione volto ad accrescere il ruolo dei confidi a favore delle pmi. Non intendiamo, infatti, fare una mera difesa di ufficio dei nostri interessi ma vogliamo essere strumento utile e vivace per il tessuto produttivo. In questa direzione, risulta importante avviare un percorso di cambiamento della relazione con il sistema bancario che dovrebbe trovare nel confidi un partner in grado di garantire la liquidità alle impese più fragili ma comunque meritevoli. In tale ambito, considerato che le risorse private non sono inesauribili, abbiamo attivato un progetto di provvista anche attraverso il sistema bancario su prodotti specifici”.

Rita Annunziata
Rita Annunziata
Condividi l'articolo
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.
ALTRI ARTICOLI SU "Imprese e startup"
ALTRI ARTICOLI SU "Liquidità"
ALTRI ARTICOLI SU "PMI"