Wall Street, record di prime volte. Ma attenzione

L’utile per azione discrimina le aziende in un anno complesso per i mercati. E se i titoli growth si comportano meglio degli omologhi value, nel confronto tra Paesi ad averla vinta sono ancora gli Stati Uniti. Quali insegnamenti dall’analisi degli Eps?

Il mercato a stelle e strisce continua a inanellare record di prime volte e, con indici arrivati sui massimi di sempre, chiude il più rapido bear market della storia (appena sei mesi) ad un ritmo di crescita che non si vedeva dal 1984. Guardando al di sotto della superficie, tuttavia, alcune dinamiche assumono un’importanza fondamentale.

Grandezza non è sinonimo di performance

Come sottolineato da Andrew McCaffery, Global Cio, Asset Management di Fidelity International, “l’Eps aggregato delle aziende value è diminuito del 50% su base annua, contro una diminuzione del 15% registrata dalle società growth”. Un’ulteriore differenza emerge dal confronto tra Stati Uniti e resto del mondo, con gli utili per azione a stelle e strisce in calo di un terzo rispetto a circa il 50% registrato altrove.
Se lo stile resta un fattore chiave nelle scelte di portafoglio, il crollo delle valutazioni di marzo ha smentito un’altra credenza che associa una miglior resilienza ad aziende più grosse (e, dunque, più liquide).
La fase di crisi ha aperto “una gamma più ampia di opportunità nelle società a piccola e media capitalizzazione, a condizione che gli investitori considerino parametri cruciali come la solidità del bilancio, la traiettoria di crescita e la valutazione”.

Partecipare alla crescita aziendale

Sebbene la fase di crisi abbia rallentato il trend delle offerte pubbliche iniziali (Ipo), un aumento del 150% dei diritti di prelazione sui titoli quotati (utilizzati dalle aziende stesse per “riparare” i propri bilanci) hanno aperto “nuove possibilità di partecipare alla crescita aziendale attraverso i mercati”, specie nel mondo del digital.
A queste condizioni, è invece difficile “assicurarsi di pagare il giusto prezzo per la crescita” hanno aggiunto da Fidelity. “Per la prima volta nella storia, abbiamo un ambiente di tassi globali a zero (o quasi), oltre a una grande quantità di stimoli monetari” due elementi che, assieme, hanno il potenziale per “gonfiare i prezzi delle azioni molto al di sopra del loro valore intrinseco, creando una pericolosa divergenza per gli investitori a lungo termine”. Il valore presente e quello futuro di un’azione competono infatti tra loro poiché le aspettative di entrate tra cinque anni sono valutate come se si stessero già verificando. Ciò si porta dietro la compiacenza del mercato e aumenta la suscettibilità degli investitori a brusche inversioni qualora le aspettative non vengano soddisfatte.

Le opportunità del futuro

Data la portata dell’intervento monetario e fiscale, non sorprende che i prezzi di alcune attività risultino “gonfiati”. Resta da vedere se ciò si tradurrà in nuova inflazione sui beni e, dunque, sull’economia reale, ipotesi che al momento resta poco probabile.
La debolezza del dollaro, unita al sostegno monetario della Federal Reserve, potrebbe invece indirizzare nuovi capitali là dove il carry è più alto (ad esempio, verso le obbligazioni cinesi).
“La domanda è se le tendenze del dollaro e dei rendimenti obbligazionari possano rimanere stabili nel medio termine. Se lo fanno, è probabile che l’Asia e l’Europa trarranno vantaggio dal flusso di capitali verso di loro”.
Un “se” che è sempre più grande.

Domande frequenti su Wall Street, record di prime volte. Ma attenzione

Quali sono i segnali di performance del mercato azionario statunitense menzionati nell'articolo?

Il mercato statunitense sta registrando un numero record di 'prime volte' e gli indici hanno raggiunto massimi storici. L'articolo evidenzia anche un rapido bear market di soli sei mesi, seguito da un ritmo di crescita che non si vedeva dal 1984.

Cosa suggerisce l'articolo riguardo alla relazione tra grandezza aziendale e performance?

L'articolo, citando Andrew McCaffery di Fidelity International, sottolinea che la grandezza di un'azienda non è necessariamente sinonimo di performance. Questo implica che gli investitori dovrebbero guardare oltre le dimensioni per valutare il potenziale di rendimento.

Quali dinamiche sottostanti sono considerate fondamentali nonostante i record di mercato?

Nonostante i massimi storici e la rapida ripresa, l'articolo suggerisce che è importante analizzare le dinamiche sottostanti del mercato. Queste dinamiche, sebbene non completamente dettagliate nel frammento fornito, assumono un'importanza fondamentale per una comprensione completa.

Qual è il contesto temporale del rapido bear market menzionato?

Il mercato a stelle e strisce ha attraversato un bear market estremamente rapido, durato appena sei mesi. Questo periodo è stato seguito da una fase di crescita a ritmi che non si osservavano dal 1984.

Quali sono le opportunità future che l'articolo intende esplorare?

L'articolo menziona 'Le opportunità del futuro' come una delle sue intestazioni, suggerendo che verranno analizzate prospettive di investimento e potenziali aree di crescita per gli investitori. Questo indica un focus sulle prospettive a lungo termine del mercato.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.