Vita non quotata: rischi aumentati sui private market?

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I casi di Blackstone Kkr hanno riportato alla ribalta alcuni dei punti più critici dell’investimento nei mercati privati: l’analisi dell’Aifi

Più difficili da liquidare, ma anche meno volatili degli investimenti tradizionali, molti investimenti “alternativi” dovranno fare i conti con un ridimensionamento delle proprie valutazioni nella prima parte dell’anno. L’outlook economico si è fatto più fosco e parte di questo deterioramento deve essere ancora incorporato nelle partecipazioni in private equity. Questo potrebbe significare l’arrivo di buone opportunità di ingresso più in là nel 2023, per chi deve ancora affacciarsi su questo terreno – parliamo di investitori capaci di tollerare perdite e con molti anni a disposizione per far fruttare i propri denari. L’ultimo rapporto di BlackRock dedicato all’outlook dei mercati non quotati indica valutazioni in calo per il private equity che hanno spinto l’head of portfolio research presso il BlackRock Research Institute, Vivek Paul a sottopesare i private market nella visione strategica di quest’anno. Si parla di un sottodimensionamento dal 20% al 15-17% del portafoglio – comunque un livello più elevato rispetto a quello riscontrato in molti portafogli, anche istituzionali. Pur con tutti i dovuti avvertimenti su liquidità, trasparenza e orizzonti temporali la ricerca recente ha messo in luce come esporre il portafoglio a società non quotate possa, a lungo termine, offrire rendimenti più elevati – ragion per cui la quota di private market negli asset gestiti è passata dal 10%, nel 2005, al 17% nel 2021, secondo Bcg. In vista dei prossimi mesi, abbiamo fatto il punto su alcuni dei punti più critici dell’investimento in private market con l’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt (Aifi).

Blackstone e Kkr, i rischi sui private market sono aumentati?

I mercati privati possono essere una soluzione per moderare la volatilità del portafoglio, ma è così anche nel contesto attuale o è un assunto che potrebbe abbassare la percezione dei rischi tipici degli investimenti “non quotati”? 

Nel mondo degli investimenti alternativi, i private market sono comunque decorrelati rispetto ai public market e, inoltre, rispondono a trend di medio lungo periodo. Rappresentano quindi sempre un buono strumento di diversificazione.

Ultimamente ci sono stati segnali di nervosismo da parte degli investitori in fondi di grandi nomi legati ai private market (Blackstone, Rit Capital Partners): il fatto che si verifichino richieste di rimborso concentrate, in seguito a situazioni contingenti, può essere sintomatico di una non corretta allocazione da parte degli investitori?

All’interno dei private market ci sono asset molto diversi tra loro. Ad esempio, nel private equity e nel private debt parliamo anche di investimenti corporate, in capitale di rischio o di debito su aziende non quotate, poi abbiamo quelli nel comparto delle infrastrutture, o ancora nel settore immobiliare con i fondi di Real estate. Bisogna far quindi dei distinguo in funzione del sottostante. In generale queste asset class hanno tenuto. Essendo in molti casi sceso pesantemente il valore degli investimenti nel public market, il comparto dei cosiddetti private asset è risultato sovrappesato in alcuni portafogli solo perché non ha perso o ha perso di meno.


Man mano che il private equity diventa più diffuso nei portafogli della clientela hnw, diventa anche più difficile, per i gestori, aggiudicarsi quote azionarie delle società target a buon mercato per la maggiore “concorrenza”? 

Per come tecnicamente sono strutturati questi prodotti non è un problema. Infatti, non si acquistano sul mercato, ma di prassi vanno in collocamento per un arco di tempo prefissato e una volta chiusa la raccolta iniziano a investire la loro liquidità. Opportunità di investimento ce ne sono ancora parecchie, soprattutto nel nostro paese; quindi, non esiste un tema di eccesso di domanda. Il private equity italiano, al contrario, sconta un sottodimensionamento, quindi il tema è l’opposto: attrarre maggiori capitali verso questo mercato.


Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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