UniCredit: doppia emissione di bond tra tassi variabili e misti

Vista fisheye di una vivace piazza urbana circondata da moderni grattacieli, tra cui l'iconica UniCredit Tower, sotto un limpido cielo serale. Le persone si radunano attorno a una fontana con l'edificio più alto al centro, illuminato da luci calde. Una tettoia copre parzialmente la scena.

Fino al 5 febbraio UniCredit offrirà al prezzo di emissione i suoi due nuovi bond decennali retail negoziabili direttamente sul MOT di Borsa Italiana e Bnd-X di EuroTLX. Entrambe le obbligazioni pagano cedole variabili, la prima a cadenza annuale e la seconda con frequenza trimestrale

Se il 2023 è stato l’anno di svolta dell’inflazione, in contrazione fin dalle prime battute dopo i record del secondo semestre 2022, il 2024 è stato l’anno in cui i bond sono finalmente tornati in campo, con le loro quotazioni che sono cresciute piano piano che la discesa del carovita si è consolidata, aprendo al taglio dei tassi da parte delle principali banche centrali, con la Bce come apripista. Anche nel 2025 la situazione dovrebbe continuare sulla stessa linea e i bond potrebbero rimanere in cima alle preferenze degli investitori perchè, nonostante i tassi d’interesse in discesa, continueranno ad offrire cedole interessanti e prezzi scontati.

In linea con la crescente domanda, UniCredit negli ultimi mesi ha lanciato sul mercato italiano diverse emissioni obbligazionarie dedicate al pubblico retail e anche il 2025 inizia sulla stessa linea. Cercando di offrire uno strumento diverso, dedicato a tutti gli investitori ancora interessati a continuare a investire a un tasso variabile nonostante il previsto – e già iniziato – calo dei tassi. In quest’ottica a partire dal 15 gennaio sono negoziabili direttamente sul mercato Mot e Bond-X di Borsa Italiana due nuovi bond, uno fixed to floater, che combina un tasso fisso al 5,75% al primo anno con uno variabile per il resto della vita del prodotto, e uno superfloater, a tasso variabile fin dall’inizio. Entrambe le obbligazioni, in offerta fino al 5 febbraio e con scadenza prevista al 15 gennaio 2035, prevedono il pagamento di cedole legate all’andamento del tasso Euribor 3 mesi. Per essere più chiari, l’Euribor a 3 mesi è il tasso di interesse al quale una selezione di banche europee si concede reciprocamente prestiti per un periodo di 3 mesi.

Dalla teoria alla pratica: come funzionano le nuove emissioni

In particolare, l’obbligazione a tasso misto (ISIN: IT0005631632), come dice il nome stesso, prevede un tasso ‘fixed’ al 5,75% per il primo anno (da gennaio 2025 a gennaio 2026) e poi ‘floater’ fino a scadenza. La partecipazione al 160%, che entra in gioco da gennaio 2026, permette di essere esposti all’andamento del tasso Euribor a 3 mesi – che viene rilevato il secondo giorno lavorativo antecedente alla data di inizio di ciascun periodo di interesse – e, allo stesso tempo, di migliorare il tasso di interesse che si ottiene, fino a un massimo (cap) previsto al 5,75% e un minimo pari allo 0%.

Ad esempio, a partire da gennaio 2026, se nell’ultimo trimestre il tasso di riferimento Euribor 3 mesi è del 4,00%, allora il tasso di interesse annuo lordo per la cedola dovrebbe essere del 6,00% (4,00% x 150%), ma essendo questo superiore al tasso massimo annuo, fissato al 5,75%, allora l’investitore riceverà un tasso di interesse annuo lordo del 5,75%.
Al contrario, se nell’ultimo trimestre il tasso di riferimento Euribor 3 mesi è negativo, ad esempio pari allo -0,40%, essendo questo inferiore al tasso minimo dello 0%, allora verrà applicato quello e l’investitore riceverà un tasso di interesse annuo lordo dello 0%.

Una tabella che mostra esempi semplificati per comprendere l'applicabilità dei tassi minimi e massimi. Include colonne per il tasso Euribor, il tasso Cubot 30% e il tasso di interesse annuo lordo. Tre scenari differiscono nelle applicazioni dei tassi.

Mentre nel caso dell’obbligazione “Superfloater” (ISIN: IT0005631657) non è previsto un tasso fisso iniziale, ma viene offerta una leva superiore sul tasso Euribor 3 mesi (160%) e anche un cap più elevato, ovvero al 6,00%.

In questo caso, prendendo in considerazione gli stessi scenari visti in precedenza, a partire da gennaio 2026, se nell’ultimo trimestre il tasso di riferimento Euribor 3 mesi è del 6,00%, allora il tasso di interesse annuo lordo per la cedola dovrebbe essere del 6,40% (4,00% x 160%), ma essendo questo superiore al tasso massimo annuo, fissato al 6,00%, allora l’investitore riceverà un tasso di interesse annuo lordo del 6,00%. Dal momento che questa emissione prevede cedole trimestrali, allora l’investitore otterrà un tasso di interesse trimestrale lordo dell’1,50%.
Al contrario, se nell’ultimo trimestre il tasso di riferimento Euribor 3 mesi è negativo, ad esempio pari allo -0,40%, essendo questo inferiore al tasso minimo dello 0%, allora verrà applicato quello e l’investitore riceverà un tasso di interesse annuo lordo dello 0%.

Una tabella che mostra esempi semplificati per comprendere i tassi di interesse, tra cui il tasso ipotetico Euribor 3M, il fattore di partecipazione, il tasso di interesse lordo annuo e tre scenari con condizioni e tassi diversi. Il testo è in italiano.

Cosa accade a scadenza

In entrambi in casi, a scadenza, ovvero al 15 gennaio 2035, l’importo di rimborso sarà pari al 100% del valore nominale, ovvero 1.000 euro, mentre durante la vita dell’obbligazione il prezzo seguirà le condizioni di mercato e potrà essere differente rispetto al valore nominale. Bisogna infatti ricordarsi che i prezzi delle obbligazioni dipendono da vari fattori, come i tassi d’interesse sul mercato, il merito creditizio dell’emittente e il livello di liquidità. Se, ad esempio, i tassi di interesse dovessero muoversi al contrario rispetto a quanto il mercato si aspetti, ovvero al rialzo, ne corrisponderebbe una diminuzione del prezzo sul mercato secondario delle obbligazioni.


La nuova gamma di bond è rivolta a tutti gli investitori che potranno negoziarla direttamente dal proprio conto titoli indipendentemente dalla banca di appoggio.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su UniCredit: doppia emissione di bond tra tassi variabili e misti

Qual è la tipologia delle nuove emissioni di bond di UniCredit?

UniCredit ha annunciato una doppia emissione di bond. Queste emissioni sono caratterizzate da tassi variabili e misti, offrendo diverse strutture di rendimento agli investitori.

Quali fattori hanno contribuito al ritorno dei bond nel 2024?

Nel 2024, il ritorno dei bond è stato favorito dal consolidamento della discesa dell'inflazione, iniziata nel 2023. Questa contrazione del carovita ha aperto la strada a potenziali tagli dei tassi da parte delle principali banche centrali.

Come si è evoluta l'inflazione e quale impatto ha avuto sui tassi d'interesse?

Il 2023 ha segnato una svolta per l'inflazione, che ha iniziato a contrarsi dopo i record del secondo semestre 2022. Questa discesa ha consolidato le aspettative per un taglio dei tassi da parte delle banche centrali, con la BCE come apripista.

Quali sono le prospettive per il mercato dei bond nel 2025?

Nel 2025, la situazione dovrebbe continuare sulla stessa linea osservata nel 2024. Si prevede che i bond possano rimanere un'opzione rilevante, beneficiando del contesto di discesa del carovita.

Qual è il ruolo della BCE nel contesto attuale del mercato obbligazionario?

La Banca Centrale Europea (BCE) è indicata come apripista per il taglio dei tassi d'interesse. Le sue azioni sono attese in risposta al consolidamento della discesa dell'inflazione, influenzando positivamente le quotazioni dei bond.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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