Supply chain: dove investire (e perché conviene all’ambiente)

Mentre il mondo insegue un vaccino il cambiamento climatico non arresta la sua corsa. A dare il buon esempio per un’economia a zero emissioni e in linea con gli Accordi di Parigi sono le imprese a mega capitalizzazione. Con un focus: la supply chain

Se una buona notizia per il pianeta poteva esserci in questo 2020, era quella relativa a come i lockdown generalizzati della scorsa primavera avrebbero rallentato l’esponenziale crescita dei gas serra. La brutta notizia? Nemmeno un mondo temporaneamente in stallo per alcune settimane è riuscito a frenare la corsa del cambiamento climatico. Nel 2020, infatti, le concentrazioni di diossido di carbonio nell’atmosfera terrestre hanno raggiunto il livello massimo in tre milioni di anni, secondo l’ultimo rapporto sul clima delle Nazioni Unite.
Come limitare i danni legati al climate change? Una soluzione potrebbe arrivare dal miglioramento delle supply chain delle aziende. “Il rallentamento delle attività produttive dovuto alla pandemia non ha praticamente avuto effetto sulla quantità di emissioni”, spiegano gli esperti di Lombard Odier Investment Managers (LOIM). “Per questo motivo, le aziende devono assolutamente prepararsi ad affrontare i continui danni legati ai cambiamenti climatici e a ridurre le emissioni lungo le rispettive supply chain”.

Il problema: ancora troppe emissioni

“Mentre le emissioni giornaliere di CO2 sono diminuite del 17% rispetto allo scorso anno in aprile, queste erano comunque alla pari con quelle del 2006. Ciò sottolinea quanto le emissioni siano cresciute negli ultimi anni. All’inizio di giugno, man mano che gli uffici e le fabbriche riaprivano, le emissioni giornaliere di CO2 rimbalzavano fino al 5% in meno rispetto al 2019”.
Sono questi i dati dell’ultimo report delle Nazioni Unite, pubblicato il 9 settembre scorso. E se le aspettative per il 2020 stimano comunque dei livelli inferiori rispetto agli anni precedenti, tuttavia questi sono ben al di sopra della soglia considerata sicura dagli scienziati: 414,36 parti di CO2 per milione in luglio contro un massimo di 350 ppm (limite superato già nel 1988).

Una soluzione: migliorare le supply chain

Una buona notizia per il pianeta nel 2020, però, potrebbe comunque esserci. Sono sempre di più le imprese che cominciano a sfruttare il loro potere e la loro influenza per combattere il cambiamento climatico. Soprattutto quelle a mega capitalizzazione, che “perseguono l’obiettivo dello zero netto nelle rispettive supply chain. Le società iniziano finalmente a riconoscere i legami fra i settori e a capire che l’unico modo per arrivare a un’economia a emissioni zero è seguire un percorso conforme all’Accordo di Parigi in tutte le categorie di emissioni”, commentano gli esperti di LOIM. A dare il buon esempio, tra le altre, Apple, Google e Tesla.

Supply chain, come investire

Secondo LOIM “l’attenzione alla sostenibilità dell’intera catena logistica è destinata a proseguire in futuro e in tutti i settori. Ad esempio, i costi delle tecnologie verdi sono in calo in molte aree – in particolare per quanto riguarda le batterie dei veicoli elettrici e i settori esposti a problemi di sostenibilità come l’edilizia, l’agricoltura e l’industria pesante. Ravvisiamo opportunità d’investimento nei nuovi combustibili e nelle nuove tecnologie, che oggi sono più costosi delle alternative a più alta intensità di carbonio ma stanno diventando sempre più competitivi in termini di costi e sempre più investibili. Con economie di scala e un quadro normativo di sostegno, molte tecnologie alternative potrebbero sostituire la domanda di quelle esistenti”.

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Supply chain: dove investire (e perché conviene all’ambiente)

Qual è il problema principale evidenziato dall'articolo riguardo alle emissioni?

L'articolo sottolinea che, nonostante i lockdown del 2020 abbiano temporaneamente rallentato la crescita dei gas serra, le concentrazioni di diossido di carbonio nell'atmosfera hanno raggiunto livelli record in tre milioni di anni. Questo indica che le emissioni continuano a rappresentare una sfida significativa per il pianeta.

Quale soluzione viene proposta dall'articolo per affrontare il problema delle emissioni?

La soluzione principale proposta dall'articolo è il miglioramento delle supply chain. Investire in supply chain più efficienti è visto come un modo per ridurre l'impatto ambientale legato alla produzione e distribuzione di beni.

Dove suggerisce l'articolo di investire per ottenere benefici ambientali?

L'articolo suggerisce di investire nel miglioramento delle supply chain. Questo tipo di investimento è presentato come una strategia che non solo può portare benefici economici, ma anche contribuire positivamente all'ambiente.

Perché conviene all'ambiente investire nelle supply chain, secondo l'articolo?

Investire nelle supply chain conviene all'ambiente perché un miglioramento in questo settore può portare a una riduzione delle emissioni di gas serra. L'articolo collega direttamente l'efficienza delle supply chain a un impatto ambientale più positivo.

Qual è il contesto temporale in cui si inserisce la discussione sulle emissioni e le supply chain?

La discussione si inserisce nel contesto del 2020, un anno in cui i lockdown hanno avuto un impatto temporaneo sulle emissioni. Nonostante questo, l'articolo evidenzia che le concentrazioni di CO2 hanno raggiunto livelli storici, rendendo urgenti soluzioni come il miglioramento delle supply chain.

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