Space economy: un’opportunità sempre più concreta

Space economy: un'opportunità sempre più concreta

Le recenti evoluzioni nel campo della Space economy – come il lancio dell’IPO di SpaceX – rendono sempre più concrete le opportunità per gli investitori. Eccone sei, grazie alle quali lo spazio diventa meno fantascienza e più realtà

Dopo il lancio dell’offerta pubblica iniziale (IPO) di SpaceX e l’annuncio da parte di Elon Musk che un giorno la stessa SpaceX porterà i cittadini privati sulla Luna, su Marte e oltre, l’asticella della Space economy si è alzata non poco. E ha reso più concrete le opportunità per gli investitori. Gli esperti di Capital Group, gli analisti azionari Zach Alexander e Andrei Muresianu e il gestore di portafoglio azionario Michael Beckwith ne individuano sei, alcune a più breve e altre a più lungo termine.

1. Lo spazio è un insieme di mercati

Lo spazio è costituito da una moltitudine di mercati esistenti e potenziali. Muresianu identifica l’ecosistema dei viaggi spaziali come una vera e propria catena del valore, che parte dalla produzione e dal lancio dei razzi e comprende infrastrutture a terra e sviluppo dei satelliti. Tutto questo abilita a sua volta una serie di attività a valle, dalle comunicazioni satellitari all’osservazione della Terra, fino alla logistica, alla navigazione e ai sistemi di difesa. “La maggior parte delle opportunità di ricavo si trova in queste attività a valle, non nei lanci”, precisa l’esperto. E aggiunge: “Lo spazio potrebbe essere paragonabile al Nuovo Mondo quando l’Europa iniziò a esplorarlo 500 anni fa: all’inizio vi furono l’estrazione e il commercio a senso unico, poi la colonizzazione, la produzione e, infine, una società autosufficiente”.

Lo spazio rappresenta complessivamente un’economia da 630 miliardi di dollari e, secondo il World Economic Forum, dovrebbe raggiungere 1.800 miliardi di dollari entro il 2035.

2. I costi di lancio stanno diminuendo drasticamente

I lanci dei razzi stanno diventando sempre meno costosi e, di conseguenza, sempre più frequenti. SpaceX rappresenta oggi il 90% del carico utile complessivamente portato in orbita, rispetto al 5% di dieci anni fa. Questo grazie alla realizzazione di razzi parzialmente riutilizzabili, un’innovazione che, insieme ad altri progressi, ha ridotto il costo per raggiungere l’orbita terrestre bassa, passato dai 54.000 dollari per kg dell’epoca dello Space Shuttle agli attuali 2.700.

Inoltre, SpaceX sta testando il suo razzo di nuova generazione, Starship, un sistema di lancio orbitale completamente riutilizzabile in grado di trasportare fino a 100-150 tonnellate metriche nell’orbita terrestre bassa (rispetto alle 23 tonnellate circa dell’attuale razzo Falcon 9).

3. AI nello spazio: da fantascienza a realtà

Il posizionamento dei data center nello spazio potrebbe diventare realtà nei prossimi cinque-dieci anni. “Nello spazio, i data center potrebbero avere accesso ad abbondante energia solare, evitare la competizione per l’acqua e i terreni e non incontrare l’opposizione delle comunità locali”, spiega Alexander.

L’ostacolo principale è al momento rappresentato dai costi di lancio, “ma se Starship riuscisse a raggiungere i propri obiettivi in termini di costi e capacità di carico, i data center orbitali potrebbero diventare un nuovo livello dell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale”, spiega Beckwith.

4. Dai satelliti agli smartphone: una nuova frontiera della connettività

I servizi di connettività forniti tramite satelliti, quindi internet e comunicazioni che non passano necessariamente dalle infrastrutture terrestri tradizionali, servono oggi soprattutto per portare banda larga dove fibra e reti mobili sono assenti, costose o difficili da installare: aree rurali, navi, aerei, mercati emergenti. Starlink è l’esempio più evidente, tra gli altri operatori figurano Amazon Leo, AST SpaceMobile e OneWeb. Tuttavia, il calo dei costi e i progressi nello sviluppo dei satelliti potrebbero aiutare queste società ad ampliare la propria quota di mercato. “La banda larga satellitare sta già crescendo rapidamente e potrebbe diventare un mercato da circa 40 miliardi di dollari entro il 2030”, afferma Muresianu.

Un’interessante opportunità, seppur ancora nelle prime fasi di sviluppo, è rappresentata poi dal direct-to-device (D2D): invece di avere bisogno di una parabola o di un terminale dedicato, uno smartphone normale può collegarsi direttamente a un satellite. Questo potrebbe permettere, per esempio, di inviare messaggi, effettuare chiamate o utilizzare dati mobili anche in zone senza copertura cellulare terrestre.

5. Il terreno della competizione geopolitica potrebbe spostarsi nello spazio

Le potenze internazionali stanno considerando sempre più i sistemi di difesa situati nello spazio. Negli Usa la NASA ha piani di lungo termine per costruire una nuova stazione spaziale e una base permanente sulla Luna. Nel frattempo, la US Space Force punta a raddoppiare il proprio budget, portandolo a 70 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2027. Parallelamente, Donald Trump ha individuato nel sistema di difesa missilistica Golden Dome una priorità per il resto del suo mandato.

A questo si aggiunge lo sviluppo di intercettori missilistici con base nello spazio. “Questo progetto coinvolgerà numerose società, tra cui la maggior parte dei principali contractor della difesa”, afferma Alexander. Tra queste società figurano Lockheed Martin, Northrop Grumman e RTX.

6. Produzione e viaggi: ipotesi sempre meno inverosimili

La produzione e i viaggi nello spazio sono ipotesi sempre più plausibili nel lungo periodo. La produzione in assenza di gravità di trattamenti contro il cancro e voli da San Francisco a Tokyo in meno di 45 minuti non appaiono più come una mera utopia. “Nello spazio non ci sono polvere né pioggia, il calore si disperde per irraggiamento, l’energia è gratuita e illimitata e lo smaltimento dei rifiuti comporta costi minimi”, spiega Muresianu. “La microgravità modifica il modo in cui si formano i cristalli e si muovono i fluidi, trasformando il modo in cui vengono prodotti, per citare solo alcuni esempi, chip, fibre e prodotti farmaceutici”, osserva Muresianu. Secondo l’esperto, tuttavia, questi progressi potranno concretizzarsi solo nel lungo termine, in un orizzonte temporale compreso tra 10 e 30 anni.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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