La sfida dell’azionario Usa: la risposta è in Europa e Asia

Una mappa del mondo in cui ogni paese è raffigurato con la propria bandiera nazionale, su uno sfondo viola. Le lettere corrono verticalmente lungo i bordi sinistro e destro dell'immagine.

Dopo anni al centro, le azioni statunitensi stanno perdendo parte del loro fascino, ma dove guardare? Ecco un’analisi dei Paesi più interessanti, dall’Europa fino all’Asia

Negli ultimi mesi il mercato sta andando incontro a un cambiamento che non si vedeva da anni, l’inizio di un nuovo paradigma. Gli Stati Uniti stanno perdendo la loro centralità e i titoli internazionali stanno invece tornando alla ribalta.

Mentre Trump, senza rendersene conto, ha aiutato ad affossare Wall Street, in Germania si è dato il via ad una nuova era con gli stimoli fiscali, le riforme aziendali stanno spingendo Giappone e Corea del Sud, il governo cinese sta investendo nella ripresa e il contesto politico europeo sta migliorando a vista d’occhio.

Dal centro del mondo, alla provincia: cosa sta succedendo al mercato americano?

Che si guardi ai mercati valutari o ai movimenti dei principali indici statunitensi, non ci sono molti dubbi: la possibilità di un rallentamento della crescita sembra sempre più probabile. In questo scenario di rallentamento della crescita, ci si aspetta tassi di interesse reali più bassi, costringendo la Federal Reserve a una politica monetaria più accomodante. Ma nonostante le incertezze, i titoli americani continuano ad essere molto costosi e, così, gli investitori cercano opportunità fuori dai confini a stelle e strisce.

D’altro canto, i titoli azionari non statunitensi hanno iniziato il 2025 con una rinnovata energia che non è scesa neppure con l’annuncio dei dazi. In effetti, come sottolineato da Gerald Du Manoir, equity portfolio manager di Capital Group, “Le valutazioni di partenza sono molto più basse rispetto agli Stati Uniti e molte società internazionali hanno attività nazionali non esposte alle perturbazioni politiche statunitensi”.

Riparte l’economia tedesca. La Germania trascinerà tutta l’Europa?

In Europa si è tornati a parlare del famoso motto ‘whatever it takes’, con gli Stati membri che sono concentrati sul rilancio dell’economia.

Sembra che la Germania, la più grande economia del vecchio continente, sia a buon punto. Dopo una storia di profonda austerità, a marzo è stato infatti annunciato un ampio stimolo fiscale, uno dei cambiamenti politici più significativi dalla riunificazione della Germania Est e Ovest nel 1990.

Proprio per la sua posizione centrale, gli stimoli tedeschi potrebbero andare a beneficio dell’intera Unione europea, dando il via a un nuovo ciclo industriale. Chiaramente servirà tempo, ma secondo l’esperto ci sono già titoli interessanti, in particolare nei settori assicurativo, delle telecomunicazioni e dei servizi pubblici. Questi comparti pagano dividendi e hanno un’esposizione tariffaria minima.

In generale, “il fatto che l’Europa si concentri sul sostegno alla propria economia, a fronte di quella che considera una politica statunitense avversa, avrà probabilmente ripercussioni positive per molte aziende”, spiegano da Capital Group.

L’Asia accelera: Giappone, Corea del Sud e Cina al comando

Le alleanze commerciali stanno cambiando e, soprattutto in un’ottica di dazi americani, il Giappone si trova in una situazione favorevole. Infatti, non solo negli ultimi anni Tokyo è emersa come una potenza del libero scambio, ma sembra sarà uno tra i Paesi meno impattati dalle tariffe di Trump. Nel frattempo, inizio a vedersi gli effetti delle riforme aziendali, iniziate nel 2023.

In una simile posizione si trova anche la Corea del Sud, dove il governo ambisce a spingere le aziende a concentrarsi sull’aumento del rendimento del capitale e del valore contabile.

Guardando invece verso la Cina, nonostante dazi alle stelle – per ora in pausa – e anni complessi, gli stimoli governativi stanno portando aria di primavera sul mercato. A beneficiarne è soprattutto il mercato interno e, indirettamente, anche i consumatori. Secondo Du Manoir, “è importante notare che la politica cinese si sta orientando verso una direzione più positiva per la sua economia imprenditoriale. I funzionari di alto livello, sono diventati più espliciti nel sostenere le aziende del settore tecnologico e dei veicoli elettrici”.

In conclusione

C’è un motivo se i titoli statunitensi sono stati a lungo costosi. Negli ultimi dieci anni, infatti, la crescita statunitense è stata molto forte, mentre in Europa questa è rimasta pressoché immobile. Questo, allo stesso tempo, significa che oggi i mercati internazionali godono di valutazioni più convenienti e nuovi catalizzatori – come stimoli fiscali, riforme e politiche di sostegno – stanno ridefinendo la narrativa globale, aprendo nuove opportunità per gli investitori.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su La sfida dell’azionario Usa: la risposta è in Europa e Asia

Qual è il principale cambiamento che sta interessando il mercato azionario globale secondo l'articolo?

Il mercato sta assistendo a un cambio di paradigma, con gli Stati Uniti che perdono la loro centralità e i titoli internazionali che tornano in primo piano. Questo indica un potenziale spostamento degli investimenti verso altre regioni.

In che modo la Germania sta contribuendo a questo cambiamento nel mercato europeo?

La Germania ha avviato una nuova era grazie a stimoli fiscali e riforme aziendali. Questo impulso economico tedesco potrebbe avere un effetto trainante sull'intera economia europea.

Quali paesi asiatici sono menzionati come leader nell'accelerazione economica?

Giappone, Corea del Sud e Cina sono indicati come i principali attori nell'accelerazione economica asiatica. Questi paesi stanno beneficiando di riforme e investimenti governativi.

Quale fattore è stato associato all'indebolimento di Wall Street secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce che le azioni di Trump, pur forse non intenzionalmente, abbiano contribuito a indebolire il mercato di Wall Street. Questo contrasta con le politiche di stimolo in altre regioni.

Quali sono le prospettive per gli investimenti internazionali alla luce di questi cambiamenti?

Con gli Stati Uniti che perdono centralità e altre economie in ripresa, i titoli internazionali stanno tornando alla ribalta. Questo suggerisce un'opportunità per gli investitori di diversificare e considerare mercati al di fuori degli USA.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Come diversificare il portafoglio guardando fuori dai confini statunitensi?