Lo scorso 15 agosto, in occasione dei festeggiamenti dell’Indipendence Day, il Primo ministro indiano Narendra Modi, ha annunciato l’arrivo di un’importante riforma fiscale. Un “regalo di Diwali” storico, così come l’ha definito lo stesso Modi, che arriva un po’ in anticipo rispetto alla festa delle luci indiana (celebrata solitamente tra ottobre e novembre). Ma che è destinato a semplificare l’intero sistema fiscale, favorire i consumi e la crescita economica del paese e, soprattutto, supportare le piccole e medie imprese.
L’entrata in vigore della riforma è prevista per il 22 settembre, a distanza di circa un mese dalla decisione del presidente Trump di raddoppiare le “tariffe reciproche” per l’India dal 25 al 50%, e in un contesto globale di forte tensione commerciale. Ma quale sarà l’impatto di questa operazione sul mercato indiano? E quali porte si apriranno per gli investitori? Ne abbiamo parlato con gli esperti di UTI International.
Cosa prevede la riforma fiscale indiana
Con un PIL di 4,2 trilioni di dollari e un tasso di crescita reale che nel 2024 si è attestato al 7%, l’India resta uno dei mercati emergenti più promettenti e dinamici a cui rivolgere lo sguardo. Le stime di Bloomberg parlano di una crescita che manterrà il ritmo sostenuto dell’ultimo anno e che potrebbe attestarsi al 6,4% anche per il 2025 e il 2026.
La Next-Gen GST Reform è un tassello che si inserisce perfettamente nel percorso di crescita a lungo termine che sta coinvolgendo la quarta potenza mondiale.

Ma cosa prevede, nel dettaglio questa riforma? Innanzitutto una revisione della GST (Good & Services Tax) e una successiva riduzione delle aliquote su beni e servizi essenziali, a fronte di un aumento che riguarderà alcuni beni di lusso e i cosiddetti “sin goods” come auto di grossa cilindrata, bevande gassate, sigarette, gioco d’azzardo e gaming online.
Contestualmente, la tassazione su alcuni beni di lusso e “beni peccaminosi” salirà dal 12 e 28% al 40%. Nel complesso, quasi 400 tra prodotti e servizi vedranno una riduzione o addirittura un azzeramento – come nel caso delle forniture scolastiche e del materiale didattico – delle aliquote previste dalla precedente riforma fiscale.
L’impatto sulla crescita del mercato indiano
L’entrata in vigore, a ridosso del periodo delle festività indiane, è un forte (e chiaro) indizio della volontà del Primo ministro Modi di accelerare la crescita economica del Paese, aumentando il potere d’acquisto dei cittadini, generando un aumento importante della domanda e sostenendo i consumi.
“L’aumento dei consumi dovrebbe compensare parte della perdita dovuta al calo delle aliquote” – spiegano gli esperti di UTI International – “e nel complesso ci si attende un impatto positivo, con una crescita economica più elevata e un aumento delle opportunità per gli investitori, oltre a un possibile contenimento dell’inflazione.”
Secondo le stime, infatti, questa riforma contribuirà a generare un risparmio annuo per le famiglie pari a circa 1,8 trilioni di rupie indiane (circa 20 miliardi di dollari), che equivale allo 0,6% del PIL.
Quali opportunità per gli investitori?
Cittadini e pmi hanno accolto positivamente l’annuncio di questa manovra fiscale, anche se per “toccare con mano” gli effetti concreti della riforma bisognerà aspettare il prossimo trimestre. Nel frattempo, per gli investitori si apre una nuova porta d’accesso sul mercato indiano e si intravedono nuove strade per avvicinarsi a tutti quei settori e quelle società che beneficeranno maggiormente di questa riforma.
“Per quanto riguarda le società in portafoglio della strategia IDEF (India Dynamic Equity Fund), ci aspettiamo un impatto favorevole, considerando che la stessa strategia è orientata alla crescita e che le nuove misure che entreranno in vigore il 22 settembre hanno l’obiettivo di sostenere il PIL indiano”, spiegano gli esperti di UTI. “Il nostro fondo ha una forte esposizione ai settori legati ai consumi domestici, con un peso rilevante su beni e servizi essenziali, una forte esposizione sul settore automobilistico, bancario e finanziario (in crescita grazie all’aumento dei consumi) e sul settore sanitario che beneficerà dell’eliminazione del GST sulle polizze salute e della riduzione dei costi di input per i servizi diagnostici”. In sintesi, la riforma non solo rafforza la traiettoria di crescita dell’India, ma apre nuove opportunità per chi investe nei settori trainanti.

