Nel mondo dell’alternative investing, la parola chiave è “accessibilità“. Dopo anni in cui il private equity è rimasto dominio esclusivo di grandi fondi istituzionali, nuovi strumenti si stanno facendo strada. È il caso dei fondi evergreen, strutture semi-liquide che consentono di affrontare in modo più efficiente la gestione del capitale e l’effetto J-curve, offrendo maggiore flessibilità, continuità operativa e controllo. Una trasformazione che non riguarda solo la struttura dei fondi, ma l’intera esperienza dell’investitore. Ce ne parlano gli esperti di Carmignac.
Dall’élite istituzionale alla democratizzazione del private equity
Per lungo tempo, l’accesso ai mercati privati è stato appannaggio esclusivo di investitori istituzionali dotati di ampie disponibilità, competenze interne e orizzonti temporali molto estesi. I fondi chiusi tradizionali, con soglie minime d’investimento elevate e una durata che può estendersi fino a 12 anni, sono stati poco compatibili con le esigenze di clienti privati, anche sofisticati.
Negli ultimi anni, tuttavia, l’interesse per gli asset alternativi è cresciuto sensibilmente anche nel segmento retail evoluto.
“L’emergere dei fondi semi-liquidi, noti anche come fondi evergreen – spiegano gli esperti di Carmignac – rappresenta una risposta concreta alla richiesta di accesso più flessibile e operativamente sostenibile al private equity“. Queste strutture, simili a fondi comuni d’investimento ma regolate come fondi d’investimento alternativi (AIF), offrono un’esposizione diretta al private equity, ma con modalità molto più agili e continuative.
Effetto j-curve: un limite strutturale, finalmente superabile
Chi investe in un fondo chiuso si trova esposto fin da subito all’effetto J-curve, un fenomeno ben noto nel private equity. Nei primi anni, i rendimenti netti sono tipicamente negativi: il capitale viene destinato a commissioni, costi d’avvio e investimenti che richiedono tempo per iniziare a generare ritorni.
“Questa curva di performance, che tocca il minimo tra il primo e il quarto anno, è spesso un deterrente per molti investitori – osservano gli esperti della casa parigina – soprattutto in presenza di un capitale bloccato a lungo e non immediatamente produttivo“.
La gestione delle tempistiche dei richiami di capitale e delle distribuzioni rappresenta un ulteriore onere per l’investitore, che deve anche gestire la liquidità inattiva nei periodi intermedi. A ciò si aggiunge l’impossibilità di uscita anticipata, rendendo l’esperienza d’investimento in un fondo chiuso spesso incompatibile con logiche di portafoglio più dinamiche.
Fondi evergreen: efficienza immediata e continuità operativa
I fondi evergreen cambiano radicalmente l’approccio: il 100% del capitale viene richiamato subito, e gli investitori sono immediatamente esposti a un portafoglio già operativo. Questo consente di ridurre drasticamente o annullare l’effetto J-curve, grazie alla presenza di asset che stanno già generando rendimenti.
“In questo modo – spiegano da Carmignac – gli investitori possono beneficiare fin da subito della rivalutazione degli attivi sottostanti, con un profilo di rendimento che può essere positivo anche nel primo mese.”
L’operatività è continua: non esiste un periodo di investimento iniziale, né una fase di distribuzione finale, ma un processo circolare di gestione, investimento e reinvestimento.
Il valore tattico degli investimenti secondari
Una delle leve più interessanti adottate dai fondi evergreen per aumentare l’efficienza è l’uso di operazioni secondarie. Acquistando partecipazioni già esistenti in fondi o società private a un prezzo inferiore rispetto al valore contabile (NAV), è possibile realizzare un guadagno latente immediato.
“Se compri un asset a 90 centesimi che vale 1 euro – spiegano gli esperti di Carmignac – stai ottenendo un rendimento implicito immediato del 10%. E se nel tempo l’asset cresce a 1,1 euro, il rendimento effettivo sale ulteriormente”.
Il fondo può così costruire un portafoglio robusto e rivalutabile nel tempo, contenendo il rischio tipico del private equity early stage. Inoltre, le operazioni secondarie contribuiscono a ridurre la volatilità complessiva del fondo, aumentando la visibilità sui flussi.
Capitalizzazione e rendimento annuale: una metrica più lineare
Un altro elemento distintivo dei fondi evergreen è la possibilità di reinvestire sistematicamente le distribuzioni, mantenendo costante il capitale produttivo e aumentando l’effetto compounding. Questo meccanismo genera performance più stabili e, nel tempo, massimizza il rendimento totale per l’investitore.
Mentre i fondi chiusi usano come metrica di riferimento l’IRR calcolato sul capitale effettivamente investito, spesso solo il 60% di quello impegnato – sottolineano gli esperti di Carmignac – i fondi evergreen utilizzano il rendimento annuale su tutto il capitale investito fin dal primo giorno, offrendo una misurazione coerente con la struttura stessa dello strumento.
Liquidabilità e gestione attiva in un quadro regolato
I fondi evergreen si distinguono anche per una caratteristica oggi sempre più rilevante: la liquidabilità periodica. Sebbene non si tratti di fondi aperti quotidiani, offrono finestre di sottoscrizione e rimborso regolari, rendendo possibile una gestione dinamica dell’esposizione ai mercati privati.
“In un contesto in cui la gestione patrimoniale richiede flessibilità, strumenti di questo tipo diventano fondamentali – osservano da Carmignac –. La presenza di un team di investimento dedicato, unita a un processo di gestione del rischio rigoroso, consente la creazione di portafogli solidi, diversificati e orientati al lungo termine.”
Carmignac Private Evergreen: accesso, selezione e visione strategica
Il fondo Carmignac Private Evergreen, oggi disponibile con una soglia minima d’ingresso di 10.000 euro, rappresenta una delle soluzioni più avanzate nell’universo europeo dei fondi semi-liquidi. La strategia si basa principalmente su operazioni secondarie selezionate e su una gestione attiva orientata alla valorizzazione progressiva del portafoglio.
“In un contesto come quello del 2025, in cui gli investitori richiedono più che mai strumenti liquidi, controllabili e trasparenti – concludono gli esperti di Carmignac – i fondi evergreen si impongono come una risposta concreta, già operativa e testata, offrendo una leva efficace per accedere con efficienza al mondo del private equity.”
Per maggiori informazioni, si prega di far riferimento alla pagina del fondo Carmignac Private Evergreen.
DISCLAIMER
CARMIGNAC PRIVATE EVERGREEN A EUR Acc
Indicatore di Rischio*: 6/7 • Periodo Minimo di Investimento Consigliato: 5 anni • Classificazione SFDR**: Articolo 8
Principali rischi del Fondo
Liquidità: Nel caso in cui si verifichino rimborsi eccezionalmente grandi, che costringano il Fondo a vendere, la natura illiquida delle attività potrebbe richiedere al Fondo di liquidare le attività a sconto, in particolare in condizioni sfavorevoli come volumi anormalmente limitati o spread denaro-lettera insolitamente ampi. Valutazione: Il metodo di valutazione, che si basa in parte su dati contabili (calcolati trimestralmente o semestralmente), e la differenza di tempistiche con cui i NAV vengono ricevuti dai Partner Generali, potrebbero impattare sul NAV con un ritardo. Inoltre, il NAV è sensibile alla metodologia di valutazione adottata. Gestione discrezionale: Gli investitori si basano esclusivamente sulla discrezione dei Gestori e sul livello di trasparenza delle informazioni disponibili per selezionare e realizzare investimenti adeguati. Non vi è alcuna garanzia del risultato finale degli investimenti. Controllo limitato sugli investimenti secondari: Quando il Fondo effettua un investimento nel secondario, in genere non si ha la possibilità di negoziare le modifiche ai documenti costitutivi di un fondo sottostante, stipulare accordi separati o negoziare in altro modo i termini legali o economici nel fondo sottostante che viene acquisito. I fondi sottostanti in cui il Fondo investirà generalmente investono in modo completamente indipendente. L’investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale.
Costi
Costi di ingresso: 4,00% Max. dell’importo pagato al momento della sottoscrizione dell’investimento. Questa è la cifra massima che può essere addebitata. Carmignac Gestion non applica alcuna commissione di sottoscrizione. La persona che vende il prodotto vi informerà del costo effettivo. Costi di uscita: 5,00% Max. del vostro investimento prima che vi venga pagato. Il 5% potrebbe essere l’importo massimo che potrebbe essere addebitato a te. Per le classi d’azione A e I, un ulteriore 5% potrebbe essere l’importo massimo che potrebbe esservi addebitato come Commissione di rimborso anticipato se chiedete di riscattare le vostre Azioni entro diciotto (18) mesi dal lancio del Comparto. Commissioni di gestione e altri costi amministrativi o di esercizio: 2,64% del valore dell’investimento all’anno. Si tratta di una stima basata sui costi effettivi dell’ultimo anno. Commissioni di performance: 15,00% della performance positiva del Comparto, subordinatamente a un Hurdle Rate del cinque per cento (5%). L’importo effettivo varia in funzione della performance dell’investimento. Costi di transazione: 0,03% del valore dell’investimento all’anno. Si tratta di una stima dei costi sostenuti per l’acquisto e la vendita degli investimenti sottostanti per il prodotto. L’importo effettivo varierà a seconda dell’importo che viene acquistato e venduto.
*Scala di Rischio del KID (Documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l’investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Il Regolamento SFDR (Regolamento sull’informativa di sostenibilità dei mercati finanziari) 2019/2088 è un regolamento europeo che impone agli asset manager di classificare i propri fondi in tre categorie: “Articolo 8”: fondi che promuovono le caratteristiche ambientali e sociali, “Articolo 9” che perseguono l’investimento sostenibile con obiettivi misurabili o “Articolo 6” che non hanno necessariamente un obiettivo di sostenibilità.
COMUNICAZIONE DI MARKETING. Si prega di consultare il KID/prospetto prima di prendere una decisione finale di investimento. La decisione di investire nel fondo promosso deve tenere conto di tutte le sue caratteristiche o obiettivi descritti nel prospetto informativo. Il presente documento non può essere riprodotto, totalmente o parzialmente, senza la previa autorizzazione della società di gestione. Non si tratta né di un’offerta di sottoscrizione né di una consulenza d’investimento. Le informazioni contenute nel presente documento possono essere incomplete e potrebbero subire modifiche in qualsiasi momento senza preavviso. La Società di gestione può interrompere la promozione nel Suo paese in qualsiasi momento. Gli investitori possono accedere a un riepilogo dei loro diritti in italiano ai seguenti link (paragrafo 5): https://www.carmignac.com/it-it/informazioni-sulla-regolamentazione. Le performance passate non sono un’indicazione delle performance future. Le performance sono calcolate al netto delle spese (escluse eventuali commissioni di ingresso applicate dal distributore). Il rendimento può aumentare o diminuire a causa di oscillazioni valutarie per le quote senza copertura valutaria. Carmignac Private Evergreen si riferisce al comparto Private Evergreen della SICAV Carmignac S.A. SICAV – PART II UCI, registrata presso l’RCS del Lussemburgo con il numero B285278. Alcuni soggetti o paesi potrebbero subire restrizioni di accesso al Fondo. Il Fondo non può essere offerto o venduto, in maniera diretta o indiretta, a beneficio o per conto di una “U.S. Person”, secondo la definizione della normativa americana “Regulation 5” e/o FATCA. L’investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale. I rischi e le spese sono descritti nel KID (documento contenente le informazioni chiave). Il KID aggiornato deve essere fornito o messo a disposizione dell’investitore. In Italia, i prospetti, il KID e i rapporti di gestione annui del Fondo sono disponibili sul sito www.carmignac.it e su semplice richiesta presso la Società di Gestione.

