Un fondo che si muove da oltre 20 anni tra il Nord e il Sud Italia: Aureo è il fondo pensione aperto di BCC Risparmio e Previdenza SGR, distribuito su tutto il territorio nazionale per dialogare con le comunità locali. A tracciare il bilancio di questa attività e analizzare i nuovi scenari è Filippo Correnti, Responsabile Commerciale Fondo Pensione di BCC Risparmio & Previdenza, la società di gestione del risparmio del Gruppo BCC Iccrea.
Oltre i luoghi comuni: la spinta della Gen Z
Negli ultimi anni è stata raccontata una storia semplice: ai giovani non interessa la previdenza complementare perché tendono ad avere una visione di breve periodo. Tuttavia, i dati smentiscono questo racconto. “La partecipazione non solo c’è, ma cresce anno per anno”, spiega Filippo Correnti. “Per il nostro Fondo Pensione Aureo è così: negli ultimi due anni abbiamo raddoppiato la raccolta e incrementato sensibilmente gli iscritti, raggiungendo quota 223.000.”
Secondo l’ultima relazione Covip, in Italia si registrano circa 800.000 nuove adesioni all’anno. In questo contesto, la Gen Z ha rappresentato la percentuale più alta dei nuovi iscritti negli ultimi cinque anni: il 46% dei lavoratori dipendenti e il 25% degli autonomi. L’adesione cresce soprattutto dove il fondo riesce a “diffondere il verbo” nelle comunità locali, lontano dai grandi centri urbani.
Analisi dei tassi di adesione e welfare familiare
Non tutti partecipano allo stesso modo: il fondo è più diffuso tra chi ha più risorse, istruzione o lavora in aziende strutturate. Durante il recente webinar “Previdenza complementare nel nuovo scenario normativo”, sono stati analizzati i tassi di adesione ed è stato rilevato che non c’è un’uniforme distribuzione tra Nord e Sud, città e provincia, donne e uomini, giovani e adulti.
“In alcune regioni il passaggio del patrimonio avviene anticipatamente in vita, non solo al momento della successione”, osserva Correnti. “Più le persone si sentono sicure da legami familiari forti, meno aderiranno a strumenti complementari. In un contesto di mutuo appoggio, anche i nonni assolvono a un ruolo di welfare familiare, permettendo di usufruire di un patrimonio aggiuntivo. Questo cambia l’atteggiamento del cliente nell’essere previdente durante il proprio ciclo di vita”.
Le novità del Decreto Pnrr e la portabilità
Rispetto alla Legge di Bilancio 2026, il recente Decreto Legge Pnrr ha previsto il rinvio dell’entrata in vigore della portabilità del contributo datoriale al 31 ottobre 2026 (rispetto al 1° luglio 2026). Questa importante novità permette al lavoratore di trasferire la propria posizione – comprensiva del contributo del datore di lavoro – verso forme pensionistiche diverse da quella negoziale di riferimento (come fondi aperti o PIP), mantenendo il beneficio contrattuale.
“La portabilità apre a nuovi scenari per i fondi pensione”, commenta Correnti. “Rappresenta un passo necessario per il libero mercato della previdenza complementare che ancora non è stato ben interiorizzato da alcune platee, ma che permetterà al lavoratore una maggiore libertà di scelta tra le diverse forme pensionistiche.”
Efficienza e trasparenza per il mercato del futuro
Per una SGR che ha nel suo codice genetico la missione all’educazione previdenziale, la maggiore concorrenza è vista come un fattore positivo. Una maggior possibilità di confronto tra forme pensionistiche, a parità di condizioni, porterà a una diffusione superiore delle informazioni.
“L’aumento dell’efficienza del mercato e della concorrenza si traduce in una maggior probabilità di iscrizione. È un’evoluzione che permetterà di aumentare nel tempo sia l’efficacia degli strumenti che il tasso di adesione tra i lavoratori”, conclude Correnti.

