Perché ridurre il rischio di credito in portafoglio in 5 step

In questa analisi per punti di Ken Orchard di T. Rowe Price analizziamo il mercato del credito e i motivi che stanno dietro la necessità di ridurre il rischio in portafoglio

Pressioni inflazionistiche, riduzione degli spread, politiche restrittive, allerta sui cds, incertezza sulla crescita. Sono queste cinque delle ragioni che dovrebbero spingere gli investitori a riconsiderare il proprio posizionamento verso il mercato del credito globale e multisettoriale. Una riduzione del rischio che sarà propedeutica ad un riposizionamento al mutare delle condizioni di mercato.

Rendimenti destinati a salire

Le pressioni inflazionistiche sono aumentate. I mercati del lavoro si stanno surriscaldando in USA, Canada, Regno Unito ed Eurozona, e la Fed ha già segnalato che inizierà ad alzare i tassi a marzo. Le banche centrali stanno iniziando a capire che l’inflazione è un grande problema e che le loro attuali politiche stanno peggiorando la situazione.
“Negli ultimi mesi sono stati prezzati più rialzi nella parte anteriore della curva, ma temo che le banche centrali decideranno di dover inasprire la politica anche prima del previsto per evitare un tightening eccessivo più avanti”.
Quindi, le politiche e lo slancio del mercato indicano rendimenti più elevati.

Differenziali sul credito troppo stretti

Gli spread del credito sono molto stretti su base storica. Tale situazione è sostenibile in concomitanza con: politiche molto accomodanti e/o una crescita economica solida e stabile. È per questo che gli spread sono sempre stati stabili o in restringimento durante i cicli di rialzo delle banche centrali, che a loro volta hanno avviato i rialzi perché la crescita era solida e quindi gli spread erano stabili. La situazione oggi è differente: le banche centrali stanno alzando i tassi perché l’inflazione è elevata, non perché la crescita è solida. Ciò significa che le politiche di supporto stanno venendo meno in una fase di crescita traballante.
“Le mie assunzioni potrebbero essere sbagliate se dopo Omicron vedremo un rimbalzo della crescita o se vedremo stimoli in Cina, ma queste sembrano più speranze che attese reali”.
Di conseguenza è probabile che gli spread dovranno ampliarsi per riflettere i maggiori rischi posti dalla prossima fase economica e politica.

Pochi limiti all’ampliamento degli spread

Le banche centrali stanno rapidamente riducendo i loro programmi di quantitative easing. Tuttavia, sebbene il sentiment sia ribassista, gli indicatori chiave mostrano che i posizionamenti non sono cambiati molto. Il consensus sembra indicare che se dovesse verificarsi un sell-off sarebbe nella seconda metà dell’anno e che quindi abbia poco senso muoversi ora.
“La mia preoccupazione è che ci sarà probabilmente una certa compiacenza dopo circa 22 mesi di rendimenti accettabili”.
In ultima istanza sarà quindi necessaria una combinazione di crescita più forte, valutazioni più elevate e forse una risposta delle banche centrali per fermare l’ampiamento degli spread e non c’è garanzia che ciò accadrà nel breve periodo.

Mercati esagerati quando si spaventano

La strada verso valutazioni positive è lunga. Anche se gli spread dell’indice sui credit default swap investment grade sono al di sotto della loro mediana di lungo termine di circa 15 punti base, sarebbe molto strano che rimanessero in prossimità di un livello adeguato in caso di un sell-off.
“Se guardiamo al passato, dovremmo aspettarci un ampliamento di 35-45 punti base”.
Gli spread sui cash bond dovrebbero ampliarsi ancora di più, dato che al momento i differenziali corporate BBB e BB statunitensi sono ben al di sotto dei loro livelli medi. È chiaro che c’è il potenziale per una reazione esagerata.

Banche centrali difficili da prevedere

Oggi le banche centrali sono più preoccupate per l’inflazione che per la crescita, il che significa che le misure di tightening sono inevitabili. Naturalmente, le banche centrali non vogliono inasprire le condizioni finanziarie troppo in fretta o in modo disordinato, quindi a un certo punto allenteranno la stretta.
“Il problema è che non sappiamo né quando né come ciò avverrà”.
Ad esempio la Fed potrebbe rimandare il rialzo dei tassi di uno o due meeting se gli spread creditizi si ampliassero di 50 pb, ma è solo un’ipotesi. Il punto è che non sappiamo cosa faranno le banche centrali.

“Se la mia analisi si rivelerà corretta, ciò darà il via alla prossima fase toro del mercato del credito. Non penso che vedremo una recessione nel breve periodo, con i tassi USA a breve sotto l’1% e il petrolio attorno agli 85 dollari al barile, quindi qualsiasi sell-off del credito probabilmente avrà vita breve, circa uno o due mesi. Voglio essere pronto ad assumermi maggiori rischi creditizi in una fase di sell-off con spread più ampi, ma sarà più facile a dirsi che a farsi”.

Domande frequenti su Perché ridurre il rischio di credito in portafoglio in 5 step

Quali sono le principali pressioni che potrebbero portare a un aumento dei rendimenti nel mercato del credito globale?

Le crescenti pressioni inflazionistiche sono un fattore chiave che suggerisce un potenziale aumento dei rendimenti. Questo scenario è ulteriormente aggravato da politiche monetarie restrittive che le banche centrali potrebbero implementare.

Perché i differenziali sul credito sono considerati troppo stretti e quali implicazioni comporta questo per gli investitori?

I differenziali sul credito troppo stretti indicano che il compenso per il rischio di credito potrebbe essere insufficiente rispetto ai rischi attuali. Questo suggerisce che gli investitori potrebbero non essere adeguatamente remunerati per l'esposizione al rischio di default.

In che modo le banche centrali influenzano il rischio di credito e perché la loro prevedibilità è un problema?

Le decisioni delle banche centrali, come l'inasprimento delle politiche monetarie, hanno un impatto diretto sui mercati del credito. La loro difficoltà nel prevedere le mosse future aumenta l'incertezza per gli investitori riguardo alla stabilità dei rendimenti e alla gestione del rischio.

Qual è il ruolo dell'incertezza sulla crescita economica nel contesto della riduzione del rischio di credito?

L'incertezza sulla crescita economica globale è una delle ragioni che spingono gli investitori a riconsiderare il proprio posizionamento. Una crescita debole o incerta può aumentare il rischio di default delle aziende, rendendo più prudente la riduzione dell'esposizione al credito.

Cosa significa che i mercati possono esagerare quando si spaventano e come questo si collega alla gestione del rischio di credito?

Quando i mercati si spaventano, tendono a reagire in modo eccessivo, portando a movimenti di prezzo amplificati e potenzialmente a una maggiore volatilità. Questo comportamento può creare opportunità per ridurre il rischio di credito, anticipando correzioni o sovra-reazioni.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Uomo con occhiali, copertina rivista "WE WEALTH", titolo "Il WEALTH è un gioco di squadra".
Magazine N°92 – luglio/agosto 2026
Uomo in giacca e cravatta sorride, copertina rivista "WE Wealth" con titolo "Perché i mercati non hanno paura".
Magazine N°91 – giugno 2026
Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier giugno 2026
Dossier aprile 2026