Febbraio è iniziato in salita per il mercato azionario statunitense, dopo che l’app cinese DeepSeek ha conquistato le vette, spingendo Nvidia e Micorsoft al ribasso. Eppure Nvidia, la star dell’intelligenza artificiale statunitense, si è velocemente ripresa e ha battuto tutte le stime per la sua performance dell’ultimo trimestre. Infatti, mentre Barron’s si aspettava un fatturato trimestrale di 38,1miliardi di dollari, i ricavi sono saliti a 39,3miliardi.
Questo però non significa per forza che il futuro della società statunitense sarà sempre così luminoso, modelli come quelli di DeepSeek rappresentano una sfida di lungo termine, essendo addestrati da molti meno chip. Allo stesso tempo, anche i dazi imposti da Trump potrebbero non avere gli effetti sperati per il mercato statunitense.
Insomma, il nervosismo dei mercati azionari, innescato dai nuovi dazi di Trump e dalle recenti scoperte nel campo dell’intelligenza artificiale da parte dell’azienda tecnologica cinese, ci ricorda che anche i mercati toro più forti possono inciampare, soprattutto quando alcuni titoli sono quotati alla perfezione.
Il potente rally del mercato è destinato a continuare? Senza dubbio le aspettative per l’economia statunitense rimangono ottimistiche, ma altri mercati dovranno affrontare diverse difficoltà, dall’impatto dell’amministrazione di Trump alle incertezze geopolitiche.
Come possono gli investitori trovare un equilibrio in questo nuovo mercato? Ecco quattro aspetti chiave da ricordare:
Contesto positivo, ma quanto può crescere ancora?
Mentre gli investitori si preparavano ad una recessione, nel 2022 i titoli azionari hanno registrato un’impennata, con l’indice S&P 500 che è cresciuto del 26,2% nel 2023 e del 25% nel 2024. Segnando, solo per la seconda volta nella sua storia, una crescita superiore al 20% per due anni di fila.
Anche guardando a quest’anno, il contesto economico rimane positivo, sostenuto da una crescita dei salari e tassi di interesse stabili. La principale incognita è legata al mondo dei dazi e gli effetti che questi avranno anche all’interno dei confini statunitensi, per questo è lecito aspettarsi rendimenti più bassi in futuro.
Mercato in bilico: la crescita non può essere infinita
“Sono cresciuto in un mondo in cui il nostro mantra era che gli alberi non crescono fino al cielo. Anche se credo ancora che sia vero, penso che oggi ci troviamo in un paradigma diverso. Sono fiducioso che alcune di queste aziende abbiano una pista lunga, mentre altre sono meno interessanti in base alla valutazione o alle mie preoccupazioni circa il loro fossato competitivo”, ha spiegato Martin Romo, Investment Officer di Capital Group.
Gli alberi di cui parlava l’esperto potrebbero essere i giganti tecnologici statunitensi che hanno portato panico sul mercato il 27 gennaio, quando la startup cinese DeepSeek è entrata sul mercato, facendo affondare del 17% sia Nvidia che Broadcom.
Senza guardare avanti di molti anni, ma anche solo ai prossimi mesi, le incertezze per le bigtech sono molte, dall’arrivo di DeepSeek all’introduzione di dazi sulle merci provenienti da Canada, Messico e Cina. È anche bene ricordare che i titoli con valutazioni elevate sono quelli più sensibili a notizie negative.
Volatilità e crollo del mercato: un nemico all’agguato
Negli ultimi anni, nonostante le tensioni geopolitiche e le problematiche legate alla pandemia, la volatilità del mercato è stata relativamente moderata. Nel 2024, ad esempio, il più ampio calo dell’S&P500 è stato di circa l’8% e sono bastati pochi giorni al mercato per riprendersi.
Ma uno sguardo più ampio mostra che le flessioni del mercato sono normali ed eventi piuttosto regolari: “gli investitori prudenti dovrebbero essere preparati alla possibilità di una correzione nel 2025”, spiega l’esperto.
Una nuova era di equilibrio: dove trovarlo
Il mercato americano risulta fortemente concentrato, ma se questo ha portato ad un anno ricco per la borsa, per gli investitori potrebbe essere una scelta troppo rischiosa. Oggi è importante tornare ad avere uno sguardo ampio, perseguendo attività di crescita e di valore, statunitensi e internazionali, ma anche a piccola e grande capitalizzazione. Selezionare aziende forti e con grandi possibilità di crescita è la chiave: non solo intelligenza artificiale, ma anche energia e consulenza.
Probabilmente è tornato il momento di “optare su un approccio più difensivo e incentrato sul ruolo che i dividendi possono svolgere nei portafogli” conclude Romo.

