Mentre i mercati restano alle prese con le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente e con l’incertezza sulla gestione dello Stretto di Hormuz, inflazione, prezzo del petrolio e traiettorie delle banche centrali continuano a essere tra i principali elementi da monitorare per gli investitori. Sullo sfondo, anche i negoziati tra Iran e Oman per la definizione di un corridoio di navigazione attraverso lo Stretto contribuiscono a mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione dello scenario geopolitico.
In questo contesto, la nuova emissione obbligazionaria di UniCredit guarda al mercato del debito sovrano italiano, legando parte della remunerazione all’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato a dieci anni. Ecco cosa sapere.
Le caratteristiche della nuova obbligazione UniCredit
La nuova obbligazione UniCredit Tasso Misto Index-linked in EUR (ISIN: IT0005730152) è negoziabile direttamente sul MOT di Borsa Italiana e sul Bond-X di EuroTLX. Il titolo ha una durata di 15 anni, con scadenza fissata all’8 settembre 2041, e prevede un valore nominale e un investimento minimo di 1.000 euro. Il prezzo di emissione è pari al 100% del valore nominale.
La struttura combina un tasso fisso nei primi quattro anni con una componente successiva legata all’andamento dell’indice SOITA10Y, benchmark che misura il rendimento dei titoli di Stato italiani a dieci anni. La frequenza di pagamento degli interessi è annuale e il rimborso a scadenza è pari al 100% del valore nominale, salvo il rischio di credito dell’emittente.
Nei primi quattro anni una cedola fissa dell’8,40%
Dal settembre 2026 al settembre 2030 l’obbligazione riconosce un tasso fisso annuo lordo dell’8,40%. Per un investimento di 1.000 euro, questo corrisponde a 84 euro lordi all’anno, con pagamento annuale. Le prime quattro cedole, quindi, non dipendono dall’andamento del mercato o dall’indice SOITA10Y: il tasso resta invariato per tutta la prima fase di vita del titolo.
La prima fase si conclude con il pagamento della quarta cedola nel settembre 2030. Dal quinto anno cambia invece il meccanismo di remunerazione e l’importo dell’interesse diventa condizionato all’andamento dell’indice di riferimento.
Dal quinto anno la cedola è legata al SOITA10Y
A partire da settembre 2030 e fino alla scadenza, il bond prevede un importo aggiuntivo condizionato dell’8,40% annuo lordo. Il pagamento dipende dal valore ufficiale del Solactive BTP 10Y Annual Comp. 11am Yield Index (SOITA10Y) rilevato alla rispettiva data di osservazione annuale.
La condizione è definita da una barriera fissata al 4,50%. Se, nella data di osservazione, l’indice è pari o inferiore a questo livello, l’investitore riceve l’importo aggiuntivo dell’8,40% lordo. Se invece il SOITA10Y supera il 4,50%, per quell’anno l’importo aggiuntivo è pari a zero.
Quanto può pagare il bond fino alla scadenza
Se la condizione sul SOITA10Y fosse rispettata in tutti gli undici anni successivi ai primi quattro, l’investitore riceverebbe 15 cedole complessive dell’8,40%: 84 euro lordi per ciascun anno, per un totale di 1.260 euro lordi su un investimento nominale di 1.000 euro. Alla scadenza si aggiungerebbe il rimborso del capitale di 1.000 euro, per un importo complessivo lordo di 2.260 euro.
Nel caso opposto, se dal quinto anno l’indice risultasse sempre superiore al 4,50%, verrebbero pagate soltanto le quattro cedole fisse iniziali, pari complessivamente a 336 euro lordi. Alla scadenza verrebbe comunque rimborsato il 100% del valore nominale, salvo il rischio di credito dell’emittente.
Alla sua scadenza (8 settembre 2041) l’obbligazione prevede il rimborso del 100% del valore nominale, pari a 1.000 euro per ciascuna obbligazione. La protezione del valore nominale opera quindi a scadenza e non elimina il rischio legato alla solidità finanziaria dell’emittente.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di UniCredit

