Sanae Takaichi, primo ministro giapponese ed esperta di politiche fiscali, è la prima donna al governo del Giappone dopo 64 uomini. Questo passaggio storico segna un traguardo molto importante per il Giappone, che sembra prendere la direzione di una società più open-minded e meritocratica, nonostante ci siano ancora notevoli passi avanti da fare: basti pensare che il posizionamento del paese nel Gender Gap Report del World Economic Forum rimane estremamente basso: 118° su 148. Ma si tratta già di un passo avanti, considerando la netta approvazione delle generazioni più giovani. Questa è la prospettiva di Akira Horiguchi, Equity Portfolio Manager di Capital Group, che ha analizzato nel dettaglio la situazione attuale e le prospettive future del paese.
Le principali azioni del nuovo governo dovrebbero includere la crescita dei salari reali, il controllo dell’inflazione e il contenimento dell’ulteriore indebolimento dello yen.
Azionario giapponese: l’impatto delle nuove riforme e della fine della deflazione
Nel mese di ottobre il Nikkei 225 è salito del 16%: i primi beneficiari sono state le aziende legate alla sicurezza nazionale, cioè titoli della difesa e dell’intelligenza artificiale. “Questo ci fa pensare che esistono ancora interessanti opportunità d’investimento a lungo termine, in particolare nelle small e mid cap”, afferma Horiguchi.
Un altro elemento rilevante riguarda la storica tendenza delle aziende giapponesi a mantenere ingenti riserve di liquidità: il nuovo governo potrebbe introdurre una tassazione specifica per incentivare l’impiego di questo capitale. Ciò potrebbe favorire una maggiore distribuzione di dividendi e un incremento degli investimenti da parte delle imprese locali, sostenuti anche dalla fine della deflazione.
Le aziende stanno già iniziando a impiegare il capitale in modo più efficiente, sostenute anche dal nuovo contesto post-deflazione, ma una pressione normativa potrebbe accelerare il processo.
Le prospettive sul tasso di cambio nel mercato giapponese
Attualmente, quasi il 40% del cibo consumato in Giappone e la maggior parte delle materie prime energetiche sono importate. Il forte indebolimento dello yen, quindi, ha aggravato l’inflazione interna. Il malcontento per lo yen debole è un fattore cruciale e da monitorare. Ma lo yen potrebbe rafforzarsi contro il dollaro, infatti “ci si aspetta che la Bank of Japan adotti una posizione più restrittiva, aumentando i tassi nel 2026” sostiene Horiguchi. Una stretta monetaria attirerebbe capitali verso il Paese, sostenendo l’apprezzamento dello yen e riducendo il divario con il dollaro.
I dissapori con la Cina
La tensione geopolitica, in particolare con la Cina, potrebbe peggiorare sotto il governo Takaichi. La nuova premier si considera l’erede politica di Shinzo Abe, politico dalla linea molto assertiva sulla sicurezza nazionale e sulle questioni storiche tra Giappone e Cina. Secondo Horiguchi le azioni di Takaichi potrebbero irritare la Cina più di quanto fece Abe, non a caso i due Paesi sono già entrati in conflitto per alcune affermazioni su Taiwan del nuovo primo ministro.
In conclusione
Il Giappone si trova in un momento molto importante di transizione storica, caratterizzato da un nuovo dinamismo politico, da un quadro macroeconomico in evoluzione e da trasformazioni profonde nel comportamento delle imprese. Le sfide non mancano, in particolare quelle sul fronte salariale, valutario e geopolitico. Tuttavia il potenziale di crescita e riforma potrebbe sostenere una fase di rinnovato interesse per i mercati giapponesi.

