Maternità obbligatoria, come funziona? Tutte le regole sul congedo

Una donna con occhiali e cardigan beige tiene in grembo un bambino mentre utilizza un computer portatile, conciliando lavoro e maternità obbligatoria. Il bambino guarda lo schermo e si avvicina alla tastiera mentre la donna sorride e indica il computer portatile.

La maternità obbligatoria – meglio nota come “congedo di maternità” – è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e il puerperio. Ecco come funziona e a chi spetta

  • La maternità obbligatoria è sancita dal Testo Unico sulla maternità e paternità, che disciplina i congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori
  • Il calcolo dell’indennità viene effettuato sulla base dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo di maternità

Il peso della cura, anche noto in inglese come caregiver burden, grava ancora in gran parte sulle spalle delle donne. Secondo il più recente Eurobarometro, il 44% degli europei ritiene che il ruolo più importante per una donna sia quello di occuparsi della casa e della famiglia. Le responsabilità tra uomini e donne, all’interno del contesto familiare, sono determinate infatti non soltanto dalla loro libera scelta ma anche da stereotipi di genere che faticano a essere sradicati. In questo scenario, le misure a sostegno della genitorialità possono rappresentare un aiuto importante per le neo mamme, a partire dalla cosiddetta “maternità obbligatoria”. Ma come funziona tecnicamente, a chi spetta e come richiederla?

Maternità obbligatoria: cos’è e come funziona

Con maternità obbligatoria, meglio conosciuta come “congedo di maternità”, si intende il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e il puerperio. Qualora la madre non potesse beneficiare del congedo, al verificarsi di determinate condizioni, l’astensione spetta al padre (in questo caso si parla di “congedo di paternità alternativo”).

Il Testo Unico sulla maternità e paternità

La maternità obbligatoria è sancita dal Testo Unico sulla maternità e paternità (Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151) che disciplina “i congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori connessi alla maternità e paternità di figli naturali, adottivi e in affidamento, nonché il sostegno economico alla maternità e alla paternità”. È proprio tale Testo Unico che ne definisce il carattere obbligatorio, in quanto diritto cui la lavoratrice non può rinunciare.

A chi spetta il congedo di maternità

A beneficiare del congedo di maternità sono le:

  • lavoratrici dipendenti assicurate all’Inps anche per la maternità, incluse le lavoratrici assicurate ex Ipsema (ente pubblico italiano che si occupava della previdenza e dell’assistenza per i lavoratori del settore marittimo e, in parte, della navigazione aerea);
  • apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti con un rapporto di lavoro in corso all’inizio del congedo;
  • disoccupate o sospese;
  • lavoratrici agricole a tempo indeterminato o determinato che, nell’anno di inizio del congedo, siano in possesso della qualità di bracciante con iscrizione negli elenchi nominativi annuali per almeno 51 giornate di lavoro agricolo;
  • lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari;
  • lavoratrici a domicilio;
  • lavoratrici operanti in attività socialmente utili o di pubblica utilità;
  • lavoratrici dipendenti da amministrazioni pubbliche (incluse le lavoratrici dipendenti ex Inpdap ed Enpals).

Quanto dura il congedo per maternità

Il congedo di maternità obbligatoria dura complessivamente cinque mesi. L’art. 16 del Testo Unico in materia di sostegno della maternità e della paternità stabilisce che debba essere usufruito durante i due mesi precedenti la data presunta del parto e durante i tre mesi dopo il parto. Qualora il parto avvenisse oltre la data presunta, il congedo può essere usufruito nel periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva.

Nel caso in cui invece il parto avvenisse prima della data presunta, il Testo Unico vieta di adibire al lavoro le donne “durante i giorni non goduti prima del parto”; ciò significa che la durata del congedo sarebbe di tre mesi più i giorni non goduti, anche qualora la somma dei tre mesi successivi al parto e dei giorni compresi tra la data effettiva e quella presunta superasse il limite di cinque mesi complessivi.

Come funziona in caso di gravidanza a rischio

Come precisato dall’Inps in una nota, il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per maternità può riguardare anche periodi di gestazione precedenti ai due mesi in caso di interdizione anticipata disposta dall’Azienda sanitaria locale (in caso di gravidanza a rischio) o dall’Ispettorato territoriale del lavoro (in caso di mansioni incompatibili con la gravidanza, come condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino).

I casi particolari: dal parto gemellare all’adozione

In caso di parto gemellare, la durata del congedo di maternità resta invariata. In caso di adozione o affidamento si aprono invece tre scenari:

  • se si tratta di un’adozione o un affidamento preadottivo nazionale, la maternità obbligatoria si applica per cinque mesi a partire dall’ingresso in Italia del minore;
  • se si tratta di un’adozione o un affidamento preadottivo internazionale, il congedo di maternità spetta per cinque mesi a partire dall’ingresso in Italia del minore, ma può essere utilizzato anche parzialmente prima del suo arrivo;
  • se si tratta di un affidamento non preadottivo o di un collocamento temporaneo, la durata del congedo obbligatorio scivola a tre mesi, da usufruire entro i cinque mesi successivi all’affidamento anche in maniera frazionata.

La flessibilità del congedo di maternità

L’art. 20 del Testo Unico introduce tra l’altro un’ulteriore finestra di flessibilità del congedo di maternità. “Ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità, le lavoratrici hanno la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro”, si legge infatti nel decreto.

La circolare numero 148 del 12 dicembre 2019 dell’Inps stabilisce a sua volta la facoltà per le neo mamme di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto ed entro i cinque mesi successivi “a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla loro salute”. In alternativa, lo stesso diritto è riconosciuto a condizione che venga attestato che “tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro”.

L’indennità di maternità: quanto spetta alle neo mamme?

Alle lavoratrici neo mamme spetta un’indennità pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera. Il calcolo viene effettuato sulla base dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo di maternità; in genere, si tratta dell’ultimo mese di lavoro antecedente al mese di inizio del congedo.

Come presentare la domanda di maternità obbligatoria

La domanda di congedo di maternità deve essere inviata:

  • prima dei due mesi che precedono la data presunta del parto;
  • mai oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile.

Può essere inoltrata direttamente online attraverso il servizio dedicato sul sito dell’Inps, oppure tramite contact center o enti di patronato e intermediari dell’istituto di previdenza, tramite i servizi telematici offerti dagli stessi.

I documenti necessari

La lavoratrice deve inoltre inviare all’Inps il certificato medico di gravidanza attraverso un medico del Servizio sanitario nazionale o un medico convenzionato, che procederà all’invio telematico dello stesso. Inoltre, deve comunicare all’istituto la data di nascita del figlio o della figlia e le relative generalità entro 30 giorni dal parto.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

Domande frequenti su Maternità obbligatoria, come funziona? Tutte le regole sul congedo

Qual è la legge che regola la maternità obbligatoria in Italia?

La maternità obbligatoria è regolata dal Testo Unico sulla maternità e paternità, che disciplina i congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Come viene calcolata l'indennità di maternità?

L'indennità di maternità viene calcolata sulla base dell'ultimo periodo di paga precedente l'inizio del congedo di maternità.

A chi spetta il congedo di maternità?

L'articolo indica che il Testo Unico sulla maternità e paternità disciplina i congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, quindi il congedo spetta a chi rientra in queste categorie.

L'articolo menziona il 'caregiver burden'. Cosa significa?

Il 'caregiver burden', o peso della cura, si riferisce al carico di responsabilità che grava, secondo l'Eurobarometro, in gran parte sulle donne in Europa.

Quali sono alcuni dei casi particolari trattati riguardo al congedo di maternità?

L'articolo menziona casi particolari come il parto gemellare e l'adozione, che possono influenzare la durata e le modalità del congedo di maternità.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth