Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere

Una pila di carte bianche con un punto interrogativo nero sulla carta superiore si trova su uno sfondo giallo chiaro, catturando l'essenza di investire incertezza.

La volatilità e le persistenti tensioni geopolitiche, unite all’impatto delle politiche commerciali Usa e alla debolezza del dollaro, hanno creato un quadro (molto) complesso per chi investe. Ma come orientarsi nell’era dell’incertezza? Lo raccontano gli esperti di Jupiter AM

Nel linguaggio comune l’incertezza viene definita come una mancanza di sicurezze, di fondamenti e uno stato di conoscenza limitata. Sebbene questo concetto sembri chiaro e lineare, quando l’incertezza entra nel perimetro dei mercati finanziari prende altre forme e sfumature diverse. Diventa multidimensionale e si riflette non solo sull’andamento dei mercati, ma anche sui comportamenti degli investitori e – soprattutto – nelle scelte di portafoglio.

Gli eventi più recenti del 2025, tra cui l’annuncio dei dazi statunitensi e l’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente, hanno contribuito a creare un contesto di incertezza e volatilità che gli esperti di Jupiter Asset Management suggeriscono di affrontare con strategie alternative e ben diversificate. Come raccontano Amadeo Alentorn, head of systematic equities, Mark Nash, investment manager, obbligazionario & alternativi, e Ned Naylor-Leyland, investment manager, Gold & Silver di Jupiter AM.

Come gli eventi globali influenzano i mercati

Che i mercati siano esposti a fluttuazioni, cadute – ma anche rialzi – non è una novità. Sono fenomeni quasi intrinsechi che occasionalmente, per cause esterne, possono raggiungere dimensioni più ampie e fare molto più “rumore”. È accaduto, per esempio, nel 2008, con la crisi finanziaria globale, a marzo 2020, l’anno della pandemia, e anche nel 2025, dopo l’annuncio delle “tariffe reciproche” da parte di Trump. Tutte occasioni in cui la volatilità sui mercati azionari ha toccato livelli record.

“L’8 aprile 2025 il Vix ha chiuso a 52, ovvero il terzo livello più alto dalla sua nascita nel 1990. Non è così alto come quello raggiunto durante la crisi finanziaria globale o nell’anno del Covid, ma si tratta comunque di un picco significativo. La causa è legata ai timori per lo scoppio di una guerra commerciale cresciuti dopo gli annunci di Donald Trump durante il Liberation Day del 2 aprile. Anche se dopo qualche giorno la Casa Bianca ha fatto una parziale retromarcia sui dazi, questi provvedimenti potrebbero ancora frenare il commercio globale e rallentare l’economia Usa”, spiega Amadeo Alentorn.

Usa: dazi e dollaro sotto l’amministrazione Trump

La differenza fra i tre eventi menzionati è che mentre i primi due (la crisi finanziaria e la pandemia) sono stati causati da fattori esterni, le turbolenze commerciali generate dall’amministrazione Usa sono state “volute”. Insomma, dietro le mosse di Trump c’è stata, in qualche modo, consapevolezza.

“È proprio per questo motivo che gli investitori in asset statunitensi dovrebbero agire con prudenza e studiare molto bene il rischio della politica e delle prossime mosse del governo a stelle e strisce. A parer nostro sono una delle maggiori fonti di incertezza, ad oggi, senza dimenticare la volatilità sui mercati azionari, di cui questa incertezza è un amplificatore”, aggiunge Mark Nash.

Inoltre, c’è un altro aspetto da considerare, ovvero lo stato di salute del dollaro statunitense. Nel 2025 ha subito numerose pressioni, registrando un -8% da inizio anno e ad oggi continua a mantenersi piuttosto debole nei confronti delle altre principali valute.

“Considerando un debito pubblico che ha ormai raggiunto i 37.000 miliardi di dollari e un costo annuo per gli interessi superiore ai 1.000 miliardi, il rischio di un possibile default degli Stati Uniti non può escludersi a priori”, spiega Naylor-Leyland. “Il Department of Government Efficiency (DOGE), creato con l’intento di generare risparmi significativi, non ha centrato gli obiettivi prefissati, perdendo anche la direzione di Elon Musk. Nel frattempo, l’approvazione del piano fiscale di Trump (One Big Beautiful Bill) prevede che nei prossimi dieci anni il debito nazionale degli Stati Uniti aumenterà di ulteriori migliaia di miliardi di dollari.”

Diversificazione (e strategie) per navigare i mercati volatili

In questo clima di incertezza e di previsioni future che non lasciano troppo spazio a un miglioramento delle sorti del biglietto verde – almeno nei prossimi mesi – la chiave è sempre una sola: diversificare. Ancor di più se alcuni investitori temono di aver dato all’azionario statunitense più spazio di quello che si sarebbe dovuto meritare. Soprattutto se si considera la tendenza al ribasso registrata da inizio 2025.

Il grafico a barre in italiano confronta l'intervallo di performance 2025 di vari asset, come l'oro, le azioni europee e il petrolio. I punti indicano i rendimenti da un anno all'altro; l'oro e le azioni europee presentano i rendimenti positivi più elevati.

Fonte: Refinitiv, Jupiter, al 29/05/2025

Come bilanciare il portafoglio?

“Noi riteniamo che un portafoglio composto esclusivamente da azioni tradizionali e obbligazioni long-only oggi non sia più sufficiente. Gli investitori dovrebbero considerare di ampliare la loro diversificazione includendo asset alternativi, come per esempio oro o argento. Ma anche strategie obbligazionarie absolute return e azioni market neutral. L’oro continua a essere il bene rifugio per eccellenza e un’ottima fonte di stabilità e rendimento in portafoglio, anche in momenti di forte incertezza sui mercati. Questo anche grazie al suo duplice ruolo: funge, da un lato, da riserva di valore, dall’altro da diversificatore strategico in portafoglio. Ancor di più se affiancato all’argento e ad altre azioni di società minerarie”, chiarisce Naylor-Leyland.

“Per quanto riguarda la strategia obbligazionaria absolute return, invece, riteniamo sia molto utile per costruire un portafoglio diversificato e generare rendimenti positivi con una volatilità inferiore rispetto ai mercati obbligazionari o azionari più tradizionali”, aggiunge Nash. 

“Infine, una strategia azionaria market neutral che si concentra sull’ottenere alfa, permette di generare rendimenti che non sono correlati ai movimenti dei mercati finanziari, equilibrando le posizioni lunghe e quelle corte”, spiega Alentorn.

“Solo combinando più strumenti e strategie gli investitori possono riuscire a costruire un portafoglio ben diversificato e pronto a sfidare un mercato incerto e sempre più volatile”, conclude.

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

Domande frequenti su Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere?

Quando si investe in Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere?

I rischi associati a Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere?

Le prospettive future per Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere?

La valutazione della performance degli investimenti in Investire nell’era dell’incertezza: le opportunità da cogliere richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

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