Gli investimenti alternativi immobiliari stanno assumendo un ruolo crescente nel wealth management, diventando una leva strategica per diversificare i portafogli e puntare a rendimenti decorrelati dai mercati quotati.
Una tendenza che riflette la ricerca di stabilità e di strumenti legati all’economia reale.
In questo scenario si colloca Yeldo Group, realtà specializzata nel private credit immobiliare. Quali sono oggi le opportunità e le prospettive di questa asset class? Lo racconta Antonio Borgonovo, founder & ceo della società.
Rendere accessibile il private credit immobiliare
“Per noi accessibilità significa permettere a un investitore qualificato di partecipare a operazioni di private debt con sottostante real estate attraverso un processo rapido e trasparente – spiega Borgonovo – Non si tratta solo di abbattere barriere operative, ma di consentire l’accesso a operazioni di livello istituzionale, con rendimenti double-digit e un sottostante reale”.
Investimenti alternativi immobiliari: opportunità in una fascia poco presidiata
La mission di Yeldo è democratizzare l’accesso agli investimenti immobiliari attraverso un processo digitale e offrire finanziamenti alternativi agli sviluppatori per ottimizzare la struttura del capitale.
Tre sono le principali caratteristiche che contraddistinguono i progetti di Yeldo rispetto agli altri.
La prima riguarda la fascia di mercato in cui operano. “Ci concentriamo su operazioni immobiliari tra i 10 e i 50 milioni di euro, troppo grandi per i singoli investitori privati e spesso poco attraenti per i grandi fondi: è in questo segmento che vediamo le opportunità più interessanti”, chiarisce Borgonovo.
Il secondo elemento distintivo riguarda la struttura dei prodotti: “L’investitore non sottoscrive un “mattone”, ma strumenti di private credit con real estate collateral. Si tratta di soluzioni che uniscono rendimenti double-digit a pacchetti di garanzie strutturati a tutela del capitale”.
Infine, il terzo, ha a che fare con il processo di selezione dei progetti. “Analizziamo centinaia di operazioni l’anno e ne approviamo solo una piccola parte – sottolinea il ceo di Yeldo – Il nostro team proviene da investment banking, private equity e real estate. È questo rigore del processo che ci consente di offrire opportunità comparabili agli standard istituzionali”.
Decorrelazione e legame con l’economia reale
Uno dei vantaggi più rilevanti è la decorrelazione dai mercati finanziari. “I ritorni dei nostri strumenti non dipendono dall’andamento dei mercati quotati, ma da progetti immobiliari concreti. Gli investitori accedono infatti a strumenti di private credit con garanzia reale, in cui i flussi sono legati all’avanzamento e al successo dell’operazione sottostante – spiega Borgonovo – In pratica, il rendimento deriva dalla capacità di un progetto immobiliare di generare valore attraverso: sviluppo, trasformazione o rigenerazione urbana. È questo legame diretto con l’economia reale che rende gli investimenti di Yeldo decorrelati rispetto alla volatilità dei mercati finanziari tradizionali”.
I nuovi trend degli investitori nel mercato immobiliare
Negli ultimi anni gli investitori professionali hanno cambiato approccio ai private market. “Vediamo tre trend principali – racconta Borgonovo – Primo: una crescente allocazione verso il private credit immobiliare, spinta dalla ricerca di rendimenti stabili e decorrelati. Secondo: una maggiore attenzione alla diversificazione geografica e settoriale, con focus su residenziale, living e hospitality. Terzo: una domanda sempre più forte di trasparenza e protezioni strutturate, con chiari pacchetti di garanzie a tutela dell’investitore”.
Il ritardo dell’Italia nei private market
Se in Europa il private credit è una realtà consolidata, in Italia questo mercato resta ancora marginale. Secondo Aifi, infatti, il private credit pesa meno del 2% del mercato del credito, contro una media europea molto più alta.
Come mai? “La ragione è duplice: da un lato la forte dipendenza dal canale bancario, dall’altro la scarsa familiarità con strumenti alternativi”, evidenzia Borgonovo.
È qui che entra in gioco Yeldo: “Ci posizioniamo proprio in quel segmento intermedio che né le banche né i grandi fondi coprono in modo efficace, offrendo a investitori professionali opportunità immobiliari strutturate e trasparenti. Non si tratta di un’alternativa “esotica”, ma di un modo concreto per colmare un gap reale di mercato”.
Il futuro: standardizzazione e crescita del private credit
Guardando ai prossimi 5-10 anni, Borgonovo non ha dubbi sul futuro degli investimenti alternativi immobiliari: “Gli investimenti alternativi in real estate, soprattutto tramite il private credit, stanno assumendo un peso crescente. Il mercato globale ha superato i 1.500 miliardi di dollari e in Europa cresce l’interesse per asset resilienti come residenziale, living e logistica», dice il ceo.
La ricerca di rendimento decorrelato e la progressiva riduzione del credito bancario spingeranno sempre più capitali verso questa asset class. “Yeldo ha già avviato un percorso per facilitare l’accesso a questo tipo di operazioni. Ma guardando avanti, vogliamo contribuire a portare maggiore standardizzazione e trasparenza, aggregare deal flow cross-border e contribuire alla costruzione di un ecosistema regolamentato più maturo. È su queste direttrici che immaginiamo il nostro ruolo nei prossimi 10 anni”, conclude Borgonovo.

