La recente Global Developer Conference di Shanghai, kermesse dedicata ai protagonisti del settore tech, con un focus particolare sui temi dell’innovazione digitale, ha messo in luce il fermento attorno ai modelli di intelligenza artificiale in Cina, con i riflettori puntati sul modello di DeepSeek. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo e il sostegno governativo, persistono dubbi sulla sostenibilità economica e le reali opportunità di monetizzazione, ce ne parlano in dettaglio Zhen Li e David Souccar, rispettivamente Investigative AnalystPortfolio Manager di Vontobel Institutional Clients.
DeepSeek sulla cresta dell’onda…ma per quanto ancora?
Per capire l’importanza e l’attrattività d DeepSeek, basta riflettere su una dinamica che ha caratterizzato la GDC di Shangai. “Sebbene DeepSeek non fosse fisicamente presente all’evento – spiega Li – l’azienda è stata al centro delle discussioni tra gli sviluppatori di applicazioni AI verticali, produttori di hardware, fornitori di infrastrutture e utenti finali. Ciò che è emerso è che la concorrenza nel settore è intensa e i dubbi sulla monetizzazione del modello DeepSeek sono significativi, mettendo in discussione la sostenibilità a lungo termine”.
Al di là della Grande Muraglia, infatti, DeepSeek si è rapidamente imposto come il principale modello AI fondamentale. Con un team di sviluppo limitato e limitata esperienza commerciale, la sua rapida crescita è stata favorita da un forte endorsement governativo e dal coinvolgimento di una vasta comunità di sviluppatori e produttori hardware.
“Questa collaborazione sta portando alla nascita di un ecosistema che potrebbe accelerare significativamente l’adozione del modello DeepSeek da parte di istituzioni governative e grandi imprese statali, complice anche il forte sostegno offerto da Pechino”.
Il ruolo delle infrastrutture di AI e quello dei chip
“L’adozione diffusa del modello DeepSeek – commenta Souccar – avrà importanti ripercussioni sugli investimenti in infrastrutture AI da parte di aziende e attori pubblici. Aziende come Huawei stanno adattando rapidamente i propri chip per soddisfare le richieste specifiche del modello DeepSeek, più accessibile i termini di potenza di calcolo per l’addestramento inferenza, riducendo la dipendenza dai più costosi chip GPU di Nvidia”.
Tuttavia, per i principali fornitori di servizi cloud come Alibaba e Tencent, la situazione è più complessa: le grandi aziende statali cinesi preferiscono soluzioni cloud private, limitando così il potenziale profitto immediato per i fornitori cloud tradizionali.
Dazi, concorrenza e le altre incognite
Le piccole imprese in Cina preferiscono adottare l’IA tramite servizi API offerti dagli hyperscaler, grazie a prezzi molto bassi, spesso inferiori ai costi reali. Questa politica di prezzo mira a fidelizzare i clienti ed evitare che migrino verso soluzioni private. I chip cinesi a basso costo e i minori requisiti computazionali dei nuovi modelli AI, come DeepSeek, favoriscono questa dinamica.
“Il mercato cinese dell’IA è estremamente competitivo: i principali attori come ByteDance, Baidu, Alibaba e Tencent – osserva Li – stanno sviluppando propri modelli, insieme a numerose startup sostenute da capitali pubblici e privati. La competizione per attrarre sviluppatori e clienti è fondamentale per la sopravvivenza di questi modelli. Per far fronte all’enorme domanda da parte di PMI e singoli sviluppatori, DeepSeek è stato reso disponibile da tutti i principali fornitori cloud, anche se la società non può gestire direttamente il carico a causa dei limiti infrastrutturali”.
Le big tech non rinunciano comunque ai propri modelli: Alibaba punta su TongyiQwen, Baidu ha reso open source il suo modello, e Tencent ha rilasciato una soluzione AI prima riservata all’uso interno. Questi modelli offrono prestazioni elevate e prezzi competitivi, spesso migliori di quelli di DeepSeek.
Tuttavia, la monetizzazione resta problematica: i clienti sono riluttanti a pagare per funzionalità AI, mentre molte applicazioni verticali sono ancora in fase sperimentale. “Gli sviluppatori – aggiunge Souccar – lamentano problemi nell’adattare i prodotti al mercato, dovuti a prestazioni limitate, design inadeguato e difficoltà d’uso, aggravate dalla mancanza di formazione degli utenti. Alcune imprese preferiscono soluzioni pronte all’uso anziché investire in versioni di prova poco promettenti”.
Nonostante tutto, i partecipanti più ottimisti alla conferenza ritengono che i finanziamenti governativi potranno accelerare l’adozione di DeepSeek, con possibili sviluppi positivi nella seconda metà dell’anno, inclusa la comparsa di app AI avanzate e modelli di monetizzazione più chiari.
Implicazioni per le aziende tecnologiche cinesi
In sintesi, sebbene DeepSeek goda di un forte sostegno governativo, la sua posizione di leadership non è garantita: la concorrenza tra modelli di AI in Cina è in rapida evoluzione, con altri attori che offrono prestazioni superiori.
“Gli sviluppatori – spiega Li – possono passare facilmente da un modello all’altro, riducendo il vantaggio competitivo di DeepSeek. Inoltre, si sollevano dubbi sulla sostenibilità della sua cultura aziendale, legata alla figura carismatica del fondatore. Nel frattempo, Alibaba e Tencent stanno adattando le loro strategie: la prima si distingue per il suo ecosistema open source e gli investimenti in AI, la seconda ha registrato un forte aumento di traffico grazie a WeChat, ma resta incerta la sua volontà di investire ulteriormente per sostenere la crescita”.
Implicazioni per gli investimenti
Nonostante l’interesse verso i titoli legati all’intelligenza artificiale e ai grandi modelli linguistici, il settore resta altamente competitivo e ancora immaturo dal punto di vista della monetizzazione. Secondo gli esperti di Vontobel, DeepSeek potrebbe portare benefici in termini di efficienza e stimolare l’adozione del cloud in Cina, soprattutto per player come Tencent e Alibaba.
“Tuttavia – concludono gli Li e Souccar – le decisioni di investimento si basano ancora principalmente sulle attività core solide di queste aziende, mentre l’IA è considerata solo un potenziale driver aggiuntivo. Per questo, adottiamo un approccio prudente, privilegiando aziende tecnologiche con fondamentali stabili in cui l’IA rappresenta un vantaggio incrementale, non esclusivo”.

