Giappone e azionario: dai fattori macro ai fondamentali

Giappone e azionario: dai fattori macro ai fondamentali

La nuova amministrazione Takaichi ha portato, oltre che a una minore incertezza politica, a una serie di riforme strutturali che potrebbero favorire la qualità aziendale attraverso miglioramenti in termini di redditività ed efficienza del capitale. Per gli investitori questi cambiamenti suggeriscono di spostare il focus dei portafogli dagli shock macroeconomici all’analisi dei fondamentali

Hiroaki Amemiya, Investment Director presso Capital Group, analizza il rinnovato panorama degli investimenti azionari giapponesi sotto il nuovo governo.

Mercato valutario e politica fiscale

Prima del 2023 la politica monetaria ultra accomodante del Giappone ha contribuito a rendere meno attraenti gli asset denominati in yen. Tuttavia, anche dopo l’avvio della normalizzazione monetaria lo yen ha proseguito lungo la traiettoria di indebolimento.

“Questo fenomeno può riflettere una maggiore cautela degli investitori nei confronti di una politica fiscale orientata al breve termine”, spiega Amemiya.

Tuttavia, a seguito delle elezioni che hanno consegnato all’amministrazione Takaichi una maggioranza stabile, l’incertezza politica si è ridotta significativamente. Il nuovo primo ministro sostiene una “politica fiscale proattiva responsabile”, caratterizzata da investimenti orientati alla crescita ma contemporanea attenzione al rapporto debito/PIL.

Il governo ha individuato alcune aree proritarie di investimento con lo scopo di affrontare alcune vulnerabilità strutturali, come la fragilità delle catene di approvvigionamento, le dipendenze esterne e le pressioni demografiche.

“Dopo le elezioni, il ritmo della svalutazione dello yen si è attenuato e non sono mancati episodi di temporaneo apprezzamento, segnale di una diversa valutazione del mercato sulla qualità e sulla sostenibilità della politica fiscale” osserva l’esperto.

Opportunità di investimento orientate alla qualità aziendale

Le riforme strutturali potrebbero favorire miglioramenti in termini di redditività ed efficienza del capitale attraverso ristrutturazioni aziendali e attività di M&A. “Un focus maggiore su margini operativi e rendimento del capitale investito (ROIC) potrebbe rafforzare i flussi di cassa”.

In secondo luogo, la riforma del mercato del lavoro si sta affermando come un elemento sempre più decisivo per sostenere la crescita nel lungo periodo.

“Agevolare il trasferimento della forza lavoro verso i comparti più dinamici richiederà una maggiore flessibilità nelle regole sugli orari di lavoro, accompagnata da politiche di riqualificazione capaci di conciliare mobilità professionale e protezione sociale” sostiene l’esperto. E aggiunge: “un impiego più efficiente del capitale umano in settori strategici come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori, la difesa e la transizione verde potrebbe inoltre contribuire ad incrementare il potenziale di crescita dell’economia giapponese”.

Conclusioni per il portafoglio

In periodi di elevata incertezza come quello attuale, lo specialista di Capital Group suggerisce di spostare l’attenzione da scenari macro ai fondamentali di aziende specifiche.

“Affidarsi troppo a determinati scenari macroeconomici può finire, paradossalmente, per esporre maggiormente il portafoglio. Più che costruire strategie fondate su movimenti lineari dei cambi o su letture semplificate dell’andamento dei tassi, diventa quindi essenziale privilegiare imprese capaci di adattarsi a contesti differenti e di mantenere traiettorie di crescita solide anche in ambienti mutevoli” completa Amemiya.

L’esperto conclude: “il mercato azionario giapponese potrebbe passare da una fase in cui i rendimenti sono guidati principalmente da variabili macro (come cambi e tassi) a una che rifletterà in misura crescente la qualità intrinseca delle singole imprese”.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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