Gli ETF sono diventati una delle innovazioni di punta nel panorama globale degli investimenti. Nati negli anni ’90 come strumenti a basso costo per replicare l’andamento degli indici, oggi sono un punto fermo sia per gli investitori istituzionali che per quelli privati. Con la loro trasparenza, liquidità ed efficienza, hanno creato una nuova modalità di accesso ai mercati.
Ma gli ETF non sono altro che una struttura. Mentre i primi erano completamente passivi, oggi il mercato si sta trasformando rapidamente. Gli ETF a gestione attiva si basano sullo stesso formato quotato, che arricchiscono con decisioni di investimento deliberate – prese da gestori di portafoglio o modelli sistematici – volte a cogliere rendimenti e a gestire il rischio in modo più efficace. Gli investitori possono così beneficiare di efficienza e acume, in un periodo in cui i portafogli devono affrontare ondate di volatilità e rischi di concentrazione.
Chiarire gli equivoci
Un equivoco comune è che gli ETF sono investimenti passivi. Non è vero.
Un ETF è un contenitore. In un ETF attivo, la strategia è guidata dalla ricerca e da scelte attive, con l’obiettivo di generare alfa o di gestire il rischio in modo più preciso.
Un altro punto spesso frainteso riguarda la liquidità. Gli ETF più piccoli possono dare l’impressione di essere poco negoziati, ma la vera liquidità scaturisce dai titoli sottostanti. I market maker creano e riacquistano azioni di ETF per soddisfare la domanda, facendo sì che gli ETF attivi siano altrettanto liquidi degli asset detenuti da questi fondi.
Slancio in Europa
L’innovazione nel campo degli ETF è stata guidata dagli Stati Uniti, ma l’Europa sta recuperando terreno velocemente. Negli ultimi anni le allocazioni in ETF attivi sono aumentate sensibilmente, passando da circa un quinto degli investitori in ETF a più o meno la metà oggi. Questo cambiamento è il frutto di un contesto normativo favorevole, dell’interesse degli investitori istituzionali per esposizioni attive a basso costo e di una più diffusa adozione tra distributori e consulenti.
Per gli investitori, ciò significa che gli ETF attivi non sono più un prodotto di nicchia, bensì una presenza crescente nel panorama europeo dei fondi di investimento.
Gestire il rischio dove serve
Data la preponderanza di mega cap come le Magnifiche Sette all’interno degli indici, la concentrazione è un problema da non sottovalutare. Un’esposizione passiva crea un legame pressoché totale con questi titoli.
Gli ETF attivi danno agli investitori la possibilità di aumentare la diversificazione, orientarsi verso fattori comprovati o incorporare criteri di sostenibilità. L’obiettivo è costruire un portafoglio resiliente, non replicare un indice. Per gli asset allocator, questa flessibilità è sempre più preziosa.
Performance e costi
Le strategie attive possono davvero sovraperformare al netto delle commissioni? Molte sì. Gli ETF attivi mantengono i costi su livelli competitivi, esplicitando al contempo ciò per cui si paga: la ricerca e il capitale intellettuale alla base della strategia.
Gli approcci sistematici, in particolare, sono ideati per ridurre il turnover e i costi di negoziazione, puntando su fonti consolidate di extra-rendimento. Il risultato? Un costo totale degli investimenti competitivo e una serie di strategie con la capacità comprovata di generare alfa netto nell’arco dei cicli economici.
Uno strumento che si presta a un uso flessibile
Essendo negoziati su base infragiornaliera, gli ETF sono spesso considerati strumenti tattici. In realtà, sono prodotti versatili. Gli ETF attivi possono fungere da posizioni core, esposizioni satellite o allocazioni tattiche. Sta all’investitore scegliere che uso farne.
In prospettiva
Il successo degli ETF attivi non riflette solo una buona innovazione di prodotto. Dimostra che gli investitori desiderano sia efficienza che visione: liquidità e trasparenza da un lato, un processo decisionale attivo dall’altro.
Di fronte alla crescente complessità dei mercati e all’accorciamento dei cicli, questa duplice capacità diventerà sempre più importante. Gli ETF attivi permettono di beneficiare della disciplina della gestione attiva, senza perdere i vantaggi operativi che hanno reso in primo luogo popolari gli ETF.
Per noi di Robeco, gli ETF attivi sono una naturale ramificazione dei nostri 25 anni di esperienza nell’investimento sistematico. Inserendo nel formato dell’ETF strategie comprovate e basate sulla ricerca, miriamo a fornire soluzioni trasparenti e scalabili per aiutare gli investitori a realizzare i propri obiettivi con fiducia.
Il prossimo capitolo degli ETF è già cominciato e gli ETF attivi offrono un modo diretto per parteciparvi.
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