DeepSeek sfida OpenAI: l’effetto sui mercati (e lo stop in Italia)

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Primo piano dello schermo di uno smartphone che mostra due icone di app: DeepSeek con un simbolo astratto blu e ChatGPT con un motivo a incastro. Lo sfondo è una carta da parati con texture verde-blu.

DeepSeek lancia il guanto di sfida a OpenAI con il suo nuovo, efficiente ed economico modello R1. Cosa significa per il futuro dell’Intelligenza Artificiale e per gli investimenti nel settore tech?

Dal 29 gennaio 2025, DeepSeek non è più disponibile per i nuovi download negli store online in Italia. Una decisione, quella della società cinese che il 20 gennaio 2025 ha sconvolto il mondo della tecnologia svelando il suo modello di AI generativa R1, che giunge in seguito alla richiesta di informazioni inoltrata dal Garante per la Privacy italiano il giorno precedente alla rimozione dell’applicazione da App Store e Play Store.

Indipendentemente da ciò, l’arrivo di quello che si prospetta come il principale competitor di OpenAI (e l’eco mediatica che tale evento ha suscitato) rappresenta un momento storico per il comparto tecnologico mondiale, oltre che per il mondo degli investimenti. Tanto che c’è chi ha profetizzato l’arrivo di una nuova era per l’intelligenza artificiale: secondo Marc Andreessen, venture capitalist e informatico tra i più influenti della Silicon Valley, il modello R1 rappresenta “il momento Sputnik dell’AI”.

Un momento storico per l’AI: DeepSeek come lo Sputnik dell’AI?

La ‘profezia’ di Andreessen aveva preso vita con un post (che oggi supera i 5,6 milioni di visualizzazioni), pubblicato il 26 gennaio scorso sul social network X, in cui l’imprenditore faceva riferimento a un momento storico per la rivalità fra Usa e Urss che ha caratterizzato il secondo Novecento: il lancio dello Sputnik 1.

La messa in orbita del primo satellite artificiale al mondo, avvenuta il 4 ottobre 1957, diede infatti avvio a una florida stagione di progresso tecnologico e crescita degli investimenti. Sebbene oggi l’oggetto della corsa non sia più lo spazio, ma l’Intelligenza Artificiale più intelligente ed efficiente fra tutte, e un protagonista sia cambiato (l’Urss ha ceduto il posto alla Repubblica Popolare Cinese), immutata è l’epicità di questa sfida. Oltre che la sua capacità di trasformare il mondo così come lo conosciamo ora, anche nel campo degli investimenti. Ecco il punto di vista di Alex Stauffacher, Equity analyst e Marc Bindschädler, Client portfolio manager di Vontobel Institutional Clients.

Il modello R1 e la sfida a OpenAI: cosa significa per gli investimenti?

Il modello R1 di DeepSeek, rilasciato il 20 gennaio scorso, mostra prestazioni simili ai principali modelli di linguaggio di grandi dimensioni (Llm) statunitensi, ma a una frazione del costo” spiegano gli esperti. Tale situazione ha scatenato diverse preoccupazioni negli addetti ai lavori Usa, tanto da farli dubitare circa l’effettiva potenza computazionale (e di conseguenza, gli investimenti) necessaria per sviluppare nuovi modelli di intelligenza artificiale. Un timore “che ha fatto precipitare le azioni di Ndivia e ASML fra il 24 e il 27 gennaio scorsi”, spiegano gli esperti di Vontobel IC.

DeepSeek ha infatti dimostrato di poter costruire un Llm “dalle prestazioni sbalorditive principalmente attraverso una combinazione di ottimizzazioni nell’architettura […] e schemi di comunicazione ad hoc tra diversi chip. Un progresso tecnologico che spiega quanto sia possibile una maggiore efficienza di costi negli sviluppi futuri dell’AI”. Tuttavia, “è improbabile che questo provochi un rallentamento negli investimenti complessivi nell’intelligenza artificiale, almeno per il momento, poiché la corsa verso l’Intelligenza artificiale generale (Agi) è in pieno svolgimento” proseguono Stauffacher e Bindschädler. Infatti, “Meta ha recentemente annunciato un aumento di oltre il 50% delle spese in conto capitale per progetti di intelligenza artificiale nel 2025, e il Project Stargate di OpenAI/Oracle/SoftBank, rivelato durante il World Economic Forum, dovrebbe valere 500 miliardi di dollari”.

Ma vi è un’altra preoccupazione scatenata dal DeepSeek per i big Usa dell’intelligenza artificiale. “Lo sviluppo [di R1] suggerisce che gli ingegneri cinesi specializzati in intelligenza artificiale abbiano trovato un modo per aggirare i divieti di esportazione imposti dagli Stati Uniti sulle tecnologie avanzate dei semiconduttori”. Infatti, la società cinese “dichiara di aver utilizzato i chip Nvidia H800 per l’addestramento, una versione con specifiche ridotte dell’H100 destinata al mercato cinese. Tuttavia, non è chiaro se siano stati utilizzati chip H100 acquistati prima delle restrizioni [in vigore da ottobre 2023, ndr] o se l’azienda abbia noleggiato ulteriore capacità di calcolo con chip di fascia alta da data center nel Sud-Est asiatico. L’inasprimento delle restrizioni sulle esportazioni, recentemente proposto dall’amministrazione Biden, mirerebbe a contrastare quest’ultima possibilità, e ulteriori restrizioni sembrano probabili” continuano da Vontobel IC.

DeepSeek, le implicazioni per gli investitori

Come possono prepararsi gli investitori, ora? “Questi sviluppi hanno implicazioni di investimento significative” spiegano Stauffacher e Bindschädler, dato che “le solide performance delle società operanti nell’hardware tecnologico nell’ultimo trimestre del 2024 sono state trainate principalmente dalla domanda di chip AI personalizzati più efficienti in termini di costo, come dimostrato da Amazon”. Aspettative elevate nei confronti di ulteriori ottimizzazioni potrebbero tuttavia portare a maggiore volatilità, cosa “che ci ha portato a ridurre l’esposizione all’hardware nel 2025”.

Sebbene ci si possa aspettare “un impatto iniziale sui titoli di queste società, […] consideriamo questo fatto una opportunità di acquisto, poiché il miglioramento dell’efficienza dei costi dovrebbe alla fine favorire l’adozione delle applicazioni AI e avvantaggiare un’ampia parte della supply chain tecnologica”. D’altra parte, il lancio di R1 potrebbe poi aprire nuove prospettive per gli investitori, che “potrebbero iniziare a vedere valore nella diversificazione dei loro portafogli oltre i titoli centrati sugli Stati Uniti, considerando anche mercati come la Cina”.

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su DeepSeek sfida OpenAI: l’effetto sui mercati (e lo stop in Italia)

Qual è l'evento principale che ha coinvolto DeepSeek in Italia?

A partire dal 29 gennaio 2025, DeepSeek non è più disponibile per il download in Italia dagli store online. Questa decisione è stata presa in seguito a una richiesta di informazioni da parte del Garante per la Privacy italiano.

Quale modello di AI ha lanciato DeepSeek e quando?

DeepSeek ha svelato il suo modello di AI generativa R1 il 20 gennaio 2025. Questo evento ha avuto un impatto significativo nel mondo della tecnologia.

Come viene percepito l'arrivo di DeepSeek nel contesto dell'intelligenza artificiale?

L'articolo suggerisce che l'arrivo di DeepSeek potrebbe essere paragonato allo Sputnik dell'AI, implicando un momento storico e potenzialmente rivoluzionario per il settore.

Quali sono le implicazioni per gli investitori legate all'introduzione del modello R1 di DeepSeek?

L'articolo evidenzia che il modello R1 di DeepSeek rappresenta una sfida a OpenAI e che questo ha delle implicazioni dirette per gli investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale.

Qual è stato il ruolo del Garante per la Privacy italiano nella vicenda di DeepSeek?

Il Garante per la Privacy italiano ha richiesto informazioni a DeepSeek, il giorno precedente alla rimozione dell'applicazione dagli store online italiani, portando alla decisione di interrompere i download in Italia.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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