Credito europeo senza vincoli, il valore della flessibilità

Un aeroplanino di carta rosso si distingue da una fila di aeroplanini bianchi, seguendo una traiettoria tratteggiata.

In un momento in cui la volatilità costituisce sia un catalizzatore sia un rischio per la creazione di valore, gli investitori del reddito fisso dovrebbero guardare anche al settore corporate europeo. Il punto degli esperti di BNP Paribas AM

Non solo diversificazione dall’esposizione in titoli USA. L’investimento nel credito europeo si avvantaggia di condizioni macro favorevoli e di fondamentali resilienti nel settore corporate. Tuttavia, non mancano condizioni di incertezza che portano volatilità. E una strategia per gestire tale volatilità può essere la gestione attiva delle esposizioni al credito e alla duration senza vincoli, sostengono i gestori di BNP Paribas Asset Management.

Quando domina l’incertezza, infatti, la flessibilità può offrire valore e, in un contesto che può facilmente mutare, chi può muoversi liberamente vince su chi è vincolato a un indice. Un banco di prova importante è la capacità di anticipare la volatilità meglio del mercato mentre, inevitabile rovescio della medaglia, può diventare un rischio l’incapacità di leggere in anticipo i cambiamenti in atto.

Attrattività dei titoli del Vecchio continente e volatilità

Nel 2025 grandi flussi di investimenti si sono diretti sui titoli europei a reddito fisso. Principalmente a causa del miglioramento del contesto macroeconomico e dei fondamentali societari generalmente solidi nel vecchio continente, oltre che per la sovra-ponderazione degli investimenti in titoli USA. Lo scorso anno i fondi obbligazionari europei hanno registrato afflussi netti per oltre € 360 miliardi, secondo i dati Morningstar, che dimostrano l’interesse per i titoli di quest’area. Ma non solo. I rendimenti investment grade hanno chiuso l’anno scorso intorno al 3% e quelli high yield oltre il 5%, valori che rendono ancora più appetibile la diversificazione sui titoli europei.

Non va però trascurato che l’imprevedibilità delle politiche statunitensi potrebbe determinare una perdurante volatilità dei mercati creditizi europei e, al tempo stesso, favorire la domanda da parte degli investitori in valute diverse dal dollaro sia per obiettivi di diversificazione che di rendimenti positivi.

Rispetto all’inizio del 2026, oggi, superata la boa di metà anno, gli scenari macro sono diventati di lettura più difficile poiché su questi pesano non soltanto gli interessi economici, ma anche i pesanti equilibri di tipo militare: basti pensare alla questione dello Stretto di Hormuz e all’impatto sulle catene di approvvigionamento mondiale, soprattutto energetico. Il conflitto in Medio Oriente ha spinto in alto i prezzi dell’energia con tutto quello che ne consegue in termini di inflazione. E in questo scenario la Bce ha aumentato i tassi l’11 giugno scorso, a circa tre anni di distanza dall’ultimo rialzo del 2023, e a fronte di una previsione dell’inflazione del 3% per quest’anno e di una revisione al ribasso delle proiezioni di crescita dell’Eurozona per un impatto più marcato della guerra sui mercati delle materie prime, su redditi reali e su fiducia.

I vantaggi di una strategia senza vincoli in Europa

La volatilità crea opportunità per gli investitori in grado di sfruttarle e il valore di una strategia di credito senza vincoli è dato dalla libertà di manovra dei gestori per cogliere opportunità nei momenti in cui i mercati cambiano rotta o reagiscono in modo eccessivo.

I gestori di portafoglio hanno la libertà di selezionare emittenti di diversi settori, aree geografichee rating, nel tentativo di ottimizzare i rendimenti e diversificare i rischi. Senza le restrizioni imposte da un benchmark, possono orientare il portafoglio verso settori più difensivi (come le utility o le telecomunicazioni) o aree cicliche (ad esempio, finanziari, immobiliare e industriali) per riflettere le prospettive economiche. Possono inoltre utilizzare derivati per coprire o aggiungere rischi specifici al portafoglio in modo efficiente sotto il profilo del capitale, spiegano gli esperti del reddito fisso di BNP Paribas Asset Management .

Nella maggior parte dei settori corporate europeo, le società hanno reagito agli shock causati dall’ascesa di tassi e prezzi energetici riuscendo a mantenere bilanci e margini solidi. In particolare sono aumentate le valutazioni del settore bancario grazie alla crescente fiducia nelle loro performance. Il debito bancario, soprattutto quello subordinato, offre anche il plus di una certa protezione dall’impatto diretto dei dazi statunitensi sul commercio globale, caratteristica apprezzabile per gli investitori nel reddito fisso.

Ma anche se i fondamentali dei titoli di credito europeo offrono prospettive incoraggianti, l’incertezza globale rimane a livelli molto elevati e quindi occorre individuare le strategie più efficienti per gestire tale volatilità che è al tempo stessi sia un catalizzatore che un rischio per la creazione di valore.

La strategia senza vincoli di BNP Paribas AM, cioè senza riferimento a benchmark, permette al gestore un’ampia libertà di combinazione di qualità creditizia per ottimizzare i rendimenti: l’allocazione del rischio può spaziare dalle obbligazioni investment grade nelle economie core dell’eurozona, agli emittenti di paesi come Italia e Spagna, fino a quelle sub-investment grade. Inoltre, permette una gestione attiva delle duration, cioè della sensibilità del portafoglio alle variazioni dei tassi d’interesse, per tenere a bada tale rischio. Questo vuol dire accorciare la duration e posizionarsi, quindi, su titoli con scadenze più vicine, quando si attendono tassi in salita, in modo da proteggere il capitale dalla perdita di valore e allungarla nell’ipotesi di un’attesa diminuzione dei tassi.

Donna con capelli scuri, giacca scura, tiene occhiali in mano.

di Maria Giovanna Arena

Maria Giovanna Arena è una giornalista specializzata in economia, investimenti e gestione patrimoniale. Collabora con We Wealth, dove segue temi legati ai mercati finanziari, al wealth management, alla pianificazione patrimoniale e alle strategie di investimento, con particolare attenzione ai trend che influenzano famiglie, investitori e professionisti della consulenza finanziaria.

In passato ha maturato una lunga esperienza nel giornalismo economico-finanziario, collaborando anche con testate specializzate come Milano Finanza.

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