Cosa accadrà dopo la pandemia? Il punto di vista dei mercati

La pandemia è tutt’altro che superata: così il Covid-19 (ri)torna al centro delle previsioni per gli scenari futuri, anche dal punto di vista dei mercati. Cosa aspettarsi? La view di BNP Paribas Asset Management nell’Outlook di metà anno 2021

“La pandemia è tutt’altro che superata. Lo dimostrano la corsa dei governi ai vaccini e la diffusione di varianti ancora più infettive”. Così il Covid-19 (ri)torna al centro delle previsioni per gli scenari futuri, anche dal punto di vista dei mercati, spiega Daniel Morris, Chief market strategist di BNP Paribas Asset Management nell’Outlook di metà anno 2021. “Le opinioni degli investitori sulle future prospettive di crescita sono passate da un’accelerazione a un’anticipazione del prossimo picco. Coinvolta è anche l’inflazione: l’idea di una ripresa (transitoria o meno) ha ceduto il posto al timore che le banche centrali possano dimostrarsi meno tolleranti di quanto auspicato verso un superamento dei loro target”. Cosa aspettarsi, dunque, per il secondo semestre dell’anno?

Cosa aspettarsi dall’obbligazionario Usa …

L’andamento dei Treasury US sarà determinato da due principali fattori: la durata delle recenti pressioni inflazionistiche e le tempistiche di intervento della Federal Reserve (Fed) per ridurre il proprio sostegno all’economia nazionale. Non va dimenticato, poi, il mercato del lavoro, necessario per stabilire se continuerà o meno il rincaro dei prezzi. Se la generosa politica fiscale e monetaria riporterà l’economia alla piena occupazione nella prima metà del 2022, secondo gli esperti “potrebbe verificarsi un cospicuo aumento delle retribuzioni nell’ordine del 3,5% annuo, che si tradurrà a sua volta in un periodo prolungato di inflazione ciclica”.
Quale sarà la reazione della Fed? Se la banca centrale americana dovesse mostrarsi meno tollerante al superamento del target di inflazione, saranno tre le implicazioni principali. In primis, “un atteggiamento più aggressivo potrebbe far vacillare la logica secondo cui è necessario scontare un superamento dell’inflazione anche nelle obbligazioni a più lunga scadenza o un premio al rischio sull’inflazione. I tassi breakeven a 10 anni dovrebbero quindi essere più vicini al 2,3% che al 2,6% e i rendimenti nominali sui Treasury a più lunga scadenza dovrebbero essere inferiori”, aggiunge Miller. “Servirà poi una più rapida normalizzazione della politica per scongiurare i rischi al rialzo dell’inflazione. Il potenziale di rialzo si concentrerà quindi nella parte frontale della curva dei rendimenti”. In ultima, “i mercati diventeranno sempre più sensibili ai dati sull’occupazione e sull’inflazione, mentre gli investitori terranno monitorate le condizioni necessarie ad avviare un tapering delle misure di Quantitative Easing (QE). A nostro avviso”, proseguono gli esperti, “la riduzione del QE comincerà all’inizio del 2022, mentre per un aumento dei tassi bisognerà attendere marzo 2023”.

… e dall’europeo

Miglioramento dell’occupazione, rafforzamento del sentiment, proroga delle misure fiscali dei governi e piani di spesa del fondo Next Generation EU: sono questi gli spunti per la ripresa della domanda nell’Eurozona, che a dire degli esperti, “dovrebbe accelerare nei prossimi mesi”. In quanto a inflazione, le aspettative della società per l’Eurozona consistono in un “superamento del target del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea (BCE). In un’ottica di più lungo periodo, però, il margine di capacità economica e la correzione al ribasso delle aspettative potrebbero pesare sull’inflazione”, chiariscono da BNPP AM.
Infine, alla luce del miglioramento dell’attività economica, “il rallentamento degli acquisti di asset nell’ambio dei QE da parte della BCE dovrebbe spingere al rialzo i rendimenti, che tuttavia resteranno verosimilmente contenuti a causa dei volumi netti negativi di emissioni obbligazionarie, della scarsa liquidità di trading e delle crescenti preoccupazioni per la diffusione della variante Delta”, affermano gli esperti. Occhi puntati anche sulle imminenti elezioni in Germania e in Francia, “che potrebbero mettere a repentaglio l’approccio europeista dei due paesi”, con possibili conseguenze sul rallentamento della domanda di obbligazioni dell’Europa periferica.

E per l’azionario? La view di BNPP AM

La view sull’azionario degli esperti resta generalmente positiva: “grazie alle ottime prospettive sugli utili ci aspettiamo un rialzo generalizzato delle azioni, malgrado alcune divergenze fra singoli paesi, settori e stili, ascrivibili ai movimenti dei tassi di interesse”. Per quanto riguarda i titoli value statunitensi, “i cui rendimenti sono piuttosto scarsi già da metà maggio, quando le aspettative di crescita economica e inflazione si sono stabilizzate, il ritardo nella riapertura delle economie sostiene la sovraperformance di questo stile. La presunta ripresa degli utili è, infatti, destinata a proseguire ancora per molto tempo, trainando al rialzo le rispettive stime a lungo termine. Anche le valutazioni giocano a loro favore”, aggiungono dalla società.
Passando ai titoli delle small cap Usa, “i dubbi sulle aspettative inflazionistiche potrebbero limitare la sovraperformance. In Europa, invece, questi potrebbero registrare un rialzo maggiore, favorito dal sostegno duraturo fornito al momentum ciclico da una più lenta riapertura delle economie regionali”.
Per il secondo semestre del 2021, tuttavia, le azioni statunitensi restano le favorite: “dovrebbero infatti moderatamente superare quelle europee, date le prospettive di crescita più brillanti per gli Usa e la più vigorosa crescita degli utili”.
Da ultimo, i paesi con orientamento più ciclico, come il Giappone e i mercati emergenti, potranno sovraperformare grazie “all’accelerazione dei vaccini e alle riaperture complete dell’economia, che dovrebbero imprimere ulteriore slancio alla crescita degli utili societari nei mercati emergenti in generale”.

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Cosa accadrà dopo la pandemia? Il punto di vista dei mercati

Qual è la principale preoccupazione riguardo alla pandemia dal punto di vista dei mercati, secondo Daniel Morris di BNP Paribas Asset Management?

La principale preoccupazione è che la pandemia non sia ancora superata, come dimostrato dalla corsa ai vaccini e dalla diffusione di varianti più infettive. Questo scenario influenza le previsioni per il futuro, anche per i mercati finanziari.

Come sono cambiate le opinioni degli investitori sulle prospettive di crescita economica nel periodo considerato dall'articolo?

Le opinioni degli investitori sono passate da un'aspettativa di accelerazione della crescita a un'anticipazione di un rallentamento. Questo cambiamento riflette le incertezze legate alla pandemia.

Quali settori di mercato vengono specificamente menzionati nell'articolo per le previsioni future?

L'articolo menziona specificamente le aspettative per il mercato obbligazionario statunitense e quello europeo. Viene inoltre citata la 'view' di BNPP AM per il mercato azionario.

Qual è la fonte principale delle previsioni di mercato discusse nell'articolo?

Le previsioni discusse nell'articolo provengono dall'Outlook di metà anno 2021 di BNP Paribas Asset Management, presentato da Daniel Morris, Chief market strategist.

In che modo la diffusione di varianti del virus impatta le previsioni di mercato?

La diffusione di varianti ancora più infettive contribuisce a mantenere la pandemia al centro delle previsioni, influenzando le aspettative degli investitori sulle future prospettive di crescita economica.

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