Osservare i mercati con un orizzonte trimestrale mette in luce soprattutto i rischi. Se invece si indossano lenti per guardare orizzonti decennali, si vedono cose più complesse: le forze che alimentano la volatilità sono le stesse che stanno riscrivendo la crescita globale.
L’intelligenza artificiale è certamente una delle principali forze strutturali che stanno rimodellando i mercati con un ciclo di investimento che crea volatilità, ma anche opportunità per gli investitori. Nel 2025 è stato il tema dominante del mercato azionario, in particolare negli USA. Oggi, però, gli investitori hanno spostato l’attenzione sui ritorni delle spese in conto capitale del mondo AI e le preoccupazioni sulle valutazioni alimentano i timori di possibili bolle.
In aggiunta a questo, i crescenti investimenti da parte dei governi di molti paesi in difesa e infrastrutture, così come i cambiamenti demografici in atto, hanno un impatto sempre più determinante su molte economie. Non va meglio dal punto di vista geopolitico, dove l’instabilità è dilagante e la resilienza che finora i mercati hanno mostrato agli shock geopolitici potrebbe non bastare: la costante incertezza influenza i rendimenti futuri. Non esiste più, infatti, una narrativa economica o politica dominante, ma vi è una crescente dispersione – tra aree geografiche, settori e singole aziende – che per una gestione attiva incrementa sia il rischio sia il potenziale di aggiungere valore.
Come cogliere opportunità sui mercati a fronte di questi scenari? Per gli esperti di BNP Paribas Asset Management occorre adottare un approccio proattivo e costruire portafogli in grado di trarre beneficio dalle modifiche strutturali in atto, ma con la necessaria flessibilità per rispondere a cambiamenti sempre più rapidi.
Perché il tradizionale approccio binario non funziona più
Gli investitori in cerca di alfa, suggeriscono gli esperti di BNP Paribas Asset Management, devono andare oltre il vecchio approccio binario, cioè evitare valutazioni sommarie come la distinzione tra mercati sviluppati e emergenti, USA vs resto del mondo oppure growth vs value. Il punto è non perdere di vista i fondamentali.
Un esempio? È opinione comune che i titoli tecnologici siano cari e quelli value economici. Ma se si presta maggiore attenzione ai dati, emerge uno scenario diverso. Infatti, mentre le preoccupazioni sulle valutazioni dei titoli growth sono note, meno discusso è il fatto che anche alcuni mercati e indici orientati al value appaiono oggi sopravvalutati rispetto alle medie storiche. Questo vuol dire che dietro queste etichette si possono nascondere rischi di concentrazione e dinamiche cicliche sottostanti. Per evitare di scambiare un rischio di concentrazione con un altro, quindi, è meglio avere un approccio dinamico: puntare su flussi di utili solidi e duraturi a prezzi ragionevoli, diversificando al contempo tra i fattori strutturali che stanno ridisegnando il panorama degli investimenti.
Di conseguenza può rivelarsi utile anticipare i cambiamenti strutturali e l’allocazione di capitale nelle aziende che guidano trasformazioni a lungo termine – attraverso aree geografiche, settori e capitalizzazioni di mercato – piuttosto che reagire all’andamento dei titoli o affidarsi a rotazioni di stile che potrebbero non garantire la diversificazione promessa.
4 Megatrend e 7 categorie d’investimento per il lungo periodo
Come affrontare in modo più efficace la volatilità a breve termine e, potenzialmente, capitalizzare le tendenze che si profilano nel lungo periodo?
Il primo passo è identificare le tendenze che sono in atto. Demografia, innovazione, ambiente e geopolitica sono quattro megatrend destinati ad incidere su mercati e prezzi degli asset in una visione di lungo periodo, a loro volta supportati da sette categorie d’investimento che offrono un ampio spettro di opportunità di investimento: energia pulita, capitale naturale, uguaglianza sociale, trasformazione digitale, innovazione sanitaria, consumer, sovranità e sicurezza.
Su questo scenario si modella la strategia Global Megatrends gestita dal team di investimenti in Global Equity di BNP Paribas Asset Management, con oltre 20 anni di esperienza e il supporto di esperti su una vasta gamma di temi: dalla transizione energetica, all’health care e al benessere, dalla tecnologia alla sostenibilità. È una strategia di investimento a lungo termine con l’aspettativa che i quattro megatrend possano essere fattori significativi per almeno due decenni e che le sette categorie di investimento siano valide per un arco temporale di almeno sette anni.
Più in dettaglio, la selezione degli investimenti viene fatta attraverso modelli di finanza comportamentale e un approccio dinamico multi-tematico che limita significativi bias di stile, area geografica o settore e necessita di revisioni continue di gestione e portafoglio per ridurre il rischio di concentrazioni indesiderate. Senza mai dimenticare che la volatilità a breve termine è parte integrante dei mercati azionari e l’obiettivo di una strategia di investimento efficace è andare oltre le turbolenze temporanee e identificare le fonti di valore a lungo termine più probabili.
Europa e Giappone tra le opportunità di investimento
Espansione fiscale attraverso la spesa per la difesa e le infrastrutture, politica monetaria stabile della Banca Centrale Europea e settori aziendali adattati con successo alle interruzioni degli ultimi anni. Così l’Europa offre una combinazione di valutazioni ragionevoli e venti favorevoli strutturali che diventa sempre più difficile trovare altrove per gli investitori. Al tempo stesso, non può essere trascurata anche la capacità dei mercati emergenti di beneficiare di grandi cambiamenti strutturali, in particolare in relazione alle catene di approvvigionamento tecnologiche: Taiwan, Corea del Sud e sempre più Cina sono fondamentali nella produzione di semiconduttori e nello sviluppo di hardware per l’AI.
Infine, concludono da BNP Paribas AM, anche il Giappone merita attenzione: l’economia è uscita dal suo ciclo deflazionistico e le riforme societarie stanno creando valore per gli azionisti. Tuttavia, le valutazioni sono elevate rispetto allo storico e quindi è essenziale l’attività di selezione.

