Su un orizzonte temporale di tre anni, l’indice MSCI Emerging Markets ha registrato un rendimento cumulato del 90%, rispetto al 76% dell’S&P 500, continuando a superarlo anche nel 2026. Questo accende i riflettori sul mercato azionario delle economie emergenti. Aziende tecnologicamente più avanzate e competitive si stanno facendo strada nei mercati globali, ma per gli investitori rimane fondamentale restare ancorati ai principi della diversificazione e della selettività. Ne parlano gli esperti di Capital Group: il gestore azionario e multi-asset Arthur Caye e i gestori azionari Brad Freer e Kent Chan.
Non solo “Emergent Seven”
Gli esperti di Capital Group hanno ribattezzato le sette aziende tecnologiche leader dei mercati emergenti “Emergent Seven”, tracciando un parallelismo con le “Magnificent Seven”. Un confronto che appare efficace, perché queste aziende rappresentano circa il 33% dell’indice MSCI Emerging Markets e rivestono un ruolo essenziale nella catena globale del valore della tecnologia. Si tratta di Taiwan Semiconductor Manufacturing Co., Samsung Electronics, SK Hynix, Alibaba, Tencent e dei due nomi meno conosciuti MediaTek e Delta Electronics.
Come nel caso delle omologhe statunitensi, gli esperti invitano però a guardare oltre questi grandi nomi. È vero, infatti, che trattano a sconto rispetto alle Magnificent Seven, ma anche tra le Emergent Seven il mercato potrebbe iniziare a manifestare una maggiore dispersione delle performance.
I gestori suggeriscono quindi di bilanciare gli investimenti nei leader dell’AI dei mercati emergenti con opportunità presenti in altri settori, seguendo il principio della diversificazione.
Corea: opportunità oltre le riforme societarie
L’attrattiva della Corea si manifesta in primo luogo sul fronte delle riforme societarie, attraverso il miglioramento della governance e delle pratiche di allocazione del capitale favorito dal programma governativo Value-Up.
Ma non c’è solo il miglioramento della governance societaria: il Paese ospita numerose aziende che beneficiano delle tendenze legate a difesa, gas naturale liquefatto, cantieristica navale, infrastrutture energetiche e investimenti connessi all’AI.
Inoltre, la Corea potrebbe beneficiare della riconfigurazione delle catene di approvvigionamento, grazie al suo ruolo di fornitore strategico di tecnologie avanzate in diversi settori.
Cina: potenziali vantaggi competitivi, ma cautela e selettività restano centrali
In Cina, una maggiore attenzione alla disciplina nell’allocazione del capitale e alla remunerazione degli azionisti sta sostenendo il recupero della redditività di diverse aziende, soprattutto nei settori tecnologici e orientati all’export. I progressi nell’intelligenza artificiale, nella farmaceutica e nella robotica confermano la capacità innovativa del Paese, mentre gruppi come BYD e CATL continuano a rafforzare la propria presenza internazionale.
La transizione verso un’economia più orientata ai consumi e alle attività ad alto valore aggiunto resta però graduale: la debolezza del mercato immobiliare, della crescita salariale e della fiducia dei consumatori suggerisce di mantenere un approccio selettivo e prudentemente ottimista.
America Latina: ciclo favorevole delle materie prime
L’America Latina potrebbe essere tra le principali beneficiarie di un ciclo più favorevole delle materie prime, soprattutto di quelle essenziali per le infrastrutture legate all’AI. Un esempio è il Brasile, Paese esportatore di greggio e minerale di ferro, che potrebbe registrare una ripresa degli afflussi di capitale, soprattutto con l’attenuarsi dell’incertezza elettorale.
Tuttavia, anche in questo caso la selettività all’interno dell’America Latina resta fondamentale, a fronte di rischi politici, differenti condizioni economiche e volatilità valutaria.
In conclusione
Fondamentali aziendali più solidi, differenti livelli di esposizione all’AI, la riconfigurazione delle catene di approvvigionamento e un dollaro più debole contribuiscono a ridefinire l’universo delle opportunità, assegnando ai mercati emergenti una posizione di rilievo.
Tuttavia, rischi e volatilità rimangono: diversificazione e selettività restano le parole chiave per gestire questi mercati.

