1973-2022, un déjà-vu? Lo slancio della riapertura fa la differenza

Un’analisi degli esperti di T. Rowe Price ha evidenziato diverse analogie tra il periodo attuale e il 1973. Oggi, però, la recessione potrebbe essere evitata

L’impennata dei prezzi di petrolio e materie prime agricole che stiamo vivendo riporta la mente degli investitori più senior al 1973. Allora, i prezzi dei generi alimentari erano saliti alle stelle a causa di problemi a livello mondiale di produzione di grano. Una situazione di inflazione elevata, aggravata in seguito dalla decisione dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) di istituire l’embargo petrolifero. Oggi, aprile 2022, di fronte a variazioni annuali pari al +52,48% del Bloomberg commodity index e del +77,63% dei future sul frumento, una domanda sorge spontanea: si ripeterà uno scenario simile al 1973?
A differenza di allora, lo slancio della riapertura potrebbe mantenere gli Stati Uniti fuori dalla recessione. Lo sostengono Sebastien Page e Cesare Buiatti, rispettivamente Head of global Multi-asset e multi-asset quantitative investment analyst di T. Rowe Price. “Attualmente, la crescita sta decelerando, ma non siamo così in ritardo nel ciclo economico e non dobbiamo affrontare tante interruzioni come nel 1973. Forze economiche positive di riapertura possono fornire supporto”.

Analogie con il 1973

Un’analisi condotta dagli esperti di T. Rowe Price ha preso in considerazione i rendimenti delle asset class e le tendenze macroeconomiche verificatesi a seguito di sette shock geopolitici e delle materie prime dai primi anni ’70 a oggi. “La nostra analisi di scenario ha rivelato che questi eventi non hanno generalmente innescato una sottoperformance delle azioni”, spiegano. “Il duplice shock del 1973 è l’unica analogia preoccupante. Nei 12 mesi successivi all’impennata del prezzo del petrolio dell’ottobre 1973, le azioni hanno sottoperformato le obbligazioni del 30%”.
La domanda, allora, sorge spontanea: l’invasione russa dell’Ucraina e l’impennata dei prezzi delle materie prime faranno sì che il mercato azionario statunitense sottoperformerà significativamente le obbligazioni?


Fonte: T. Rowe Price

 

Cosa succede oggi

Entrambi i periodi, quello passato e quello attuale, ricordano che gli shock petroliferi e delle materie prime spingono l’inflazione più in alto e possono “rovinare” la crescita.
Rispetto al 1973, gli esperti hanno elencato tre principali differenze che potrebbero tenere gli Stati Uniti (Usa) lontano dalla recessione. In primo luogo, oggi gli Stati Uniti sono un esportatore netto di petrolio, e non più un importatore. In secondo luogo, “il consumo dipendeva del 50% in più dai prodotti petroliferi rispetto a oggi”. In terzo e ultimo luogo, “il dollaro oggi è forte”, mentre all’epoca era svalutato.
“Dopo lo shock petrolifero del 1973, il prodotto interno lordo (Pil) reale è diminuito di poco più dell’1,0% nei successivi 12 mesi e la recessione è durata due anni”, aggiungono da T. Rowe Price. “Non pensiamo che sia uno scenario realistico per l’ambiente attuale, dati i bilanci incontaminati dei consumatori e delle imprese, nonché le inevitabili forze economiche positive della riapertura”. Tuttavia, in quasi tutti gli shock storici esaminati, l’inflazione è rimasta estremamente elevata nei 12 mesi successivi. Il che significa che i portafogli potrebbero dover considerare un posizionamento tattico nei confronti dell’aumento dei tassi: titoli a breve termine protetti dall’inflazione, prestiti bancari e titoli value potrebbero accordarsi a un contesto inflazionistico.

Domande frequenti su 1973-2022, un déjà-vu? Lo slancio della riapertura fa la differenza

Quali sono le principali analogie tra la situazione attuale (aprile 2022) e il 1973 in termini di impatto sui prezzi?

Sia nel 1973 che ad aprile 2022, si è assistito a un'impennata dei prezzi del petrolio e delle materie prime agricole. Nel 1973, questo fu causato da problemi di produzione di grano e successivamente dall'embargo petrolifero dell'OPEC, mentre oggi si registrano variazioni annuali del +52,48% per queste commodity.

Quali fattori hanno contribuito all'aumento dei prezzi nel 1973?

Nel 1973, l'aumento dei prezzi dei generi alimentari fu inizialmente dovuto a problemi globali nella produzione di grano. Successivamente, la situazione inflazionistica fu aggravata dalla decisione dell'OPEC di imporre un embargo petrolifero.

Qual è la variazione annuale dei prezzi delle materie prime registrata ad aprile 2022?

Ad aprile 2022, l'articolo riporta una variazione annuale dei prezzi delle materie prime pari al +52,48%. Questo dato evidenzia un significativo aumento rispetto all'anno precedente.

Come viene descritta la reazione degli investitori senior di fronte all'attuale impennata dei prezzi?

L'impennata dei prezzi di petrolio e materie prime agricole riporta alla mente degli investitori più senior il periodo del 1973. Questo suggerisce un parallelismo storico che suscita ricordi e potenziali preoccupazioni.

Qual è la differenza chiave tra la situazione del 1973 e quella attuale, secondo il titolo dell'articolo?

Il titolo suggerisce che, nonostante le analogie con il 1973, lo 'slancio della riapertura' fa la differenza nella situazione attuale. Questo implica che i fattori economici post-pandemia potrebbero influenzare l'andamento in modo distinto rispetto al passato.

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