Servizi immobiliari, il salvagente del real estate

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Nel 2020, in Italia il mercato real estate dovrebbe chiudere in calo di oltre il 15%. Il fatturato dell’industria dei servizi immobiliari, invece, è atteso in crescita del 4,5%

Il settore dei servizi immobiliari dei cinque principali paesi europei (Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna) dovrebbe segnare, nel 2020, un incremento del fatturato dell’1,3%, a 379 miliardi

Il comparto delle attività immobiliari nel nostro Paese risulta caratterizzato, più che altrove, dalla presenza di micro e piccole imprese e dalla quasi totale assenza di grandi imprese

 

Il mercato dei servizi finanziari salva il settore real estate, europeo ed italiano. Secondo il “Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia” realizzato da Scenari Immobiliari con la collaborazione delle principali società di servizi italiane, nel 2020 il settore dei servizi immobiliari dei cinque principali paesi europei (Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna) dovrebbe segnare un incremento del fatturato dell’1,3%, a 379 miliardi, a fronte di un calo del fatturato immobiliare del 13,8 %, a 705,4 miliardi, dagli 817,9 miliardi del 2019.
In questo scenario, l’Italia si classifica seconda, con una crescita stimata del 4,5%, che dovrebbe portare il giro d’affari a 44 miliardi, preceduta solo dalla Francia, protagonista del maggiore incremento (+5,6% a 90 miliardi), mentre al terzo posto si colloca la Spagna (+4,2 a 30 miliardi). In territorio negativo invece Germania e Regno Unito, che dovrebbero accusare un calo rispettivamente dell’1,7 e dell’1,1%.
Fonte: Scenari Immobiliari
Ma qual è il peso della filiera delle costruzioni, dello sviluppo immobiliare e delle attività immobiliari sul Pil? “Queste tre aree hanno oscillato sempre tra 17-18% del Pil italiano, ma lo scorso anno, e ancora di più quest’anno, si avvicineranno al 19%”, ha risposto Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, spiegando che questo è legato al fatto che il Pil del paese sta scendendo, mentre queste attività rimangono stabili e crescono leggermente.

“Il settore delle attività immobiliari nel nostro Paese risulta caratterizzato, più che altrove, dalla presenza di micro e piccole imprese e dalla quasi totale assenza di grandi imprese”, ha poi aggiunto Breglia, ricordando che questa situazione ha visto negli ultimi anni qualche trasformazione, soprattutto tra le principali società del settore, con alcuni importanti processi di aggregazione. “Questo processo sottolinea l’importanza delle dimensioni aziendali nell’affrontare i cambiamenti strutturali del mercato, insieme alla crescita del livello e della complessità dei servizi offerti, spinta anche dalla presenza di società e investitori internazionali”, ha aggiunto. Secondo Breglia, questa industria si conferma in grande sviluppo sia di tipo quantitativo che qualitativo. “Grandi opportunità arrivano dalla riqualificazione urbana e dai processi locali di valorizzazione immobiliare”, ha poi dichiarato.

Una cosa è certa: lo scenario attuale è completamente diverso da quello di inizio anno. “Fino a nove mesi fa il mondo era diverso da oggi e il settore immobiliare si confrontava con tutt’altro genere di sfide e di problemi”, ha commentato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari, che poi ha concluso dicendo. “Il processo di digitalizzazione già in atto ha permesso, infatti, alle aziende di essere innovative nell’affrontare l’emergenza e le nuove esigenze, non solo per la gestione dei beni fisici ma anche per il benessere degli utilizzatori. Comprendere le esigenze dei clienti permette di creare servizi a valore aggiunto”.

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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