Azimut, le quote dei fondi diventano token. I benefici per chi investe

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Giorgio Medda, ceo del Gruppo Azimut: “La tokenizzazione permette di rendere liquidi e trasferibili gli asset illiquidi. E superare i costi tipici dell’intermediazione”

Indice

Il Gruppo Azimut, attraverso Azimut Investments, ha realizzato una delle prime tokenizzazioni di quote di un fondo a livello europeo

L’iniziativa punta a facilitare il processo di trasferimento di quote tra gli investitori nei fondi Azimut nell’ecosistema blockchain offerto da Allfunds Blockchain

Medda: “La tokenizzazione permette di rendere liquidi e trasferibili gli asset illiquidi, consentendo di raggiungere una diversificazione di portafoglio reale e democratica”

Azimut tokenizza le quote di un fondo d’investimento lussemburghese, in collaborazione con Bnp Paribas Securities Services e Allfunds Blockchain. Si tratta di Az Raif I – absolute non-performing assets, una delle strategie di private debt del gruppo, focalizzata su un portafoglio diversificato di asset backed securities con sottostanti che consentono varie esposizioni ai crediti deteriorati. We Wealth ha intercettato Giorgio Medda, ceo e global head of asset management e fintech del Gruppo Azimut, per capire cosa cambia per clienti e consulenti. E quali sono i vantaggi della finanza decentralizzata, dalla possibilità di rendere liquidi asset illiquidi al superamento dei costi tipici dell’intermediazione.

L’operazione si inserisce in un percorso intrapreso da Azimut tre anni fa, quando la rete ha lanciato un security token di un portafoglio di prestiti alle piccole e medie imprese italiane. La nuova iniziativa punta in particolare a facilitare il processo di trasferimento di quote di fondi tra gli investitori all’interno dell’ecosistema blockchain offerto da Allfunds Blockchain. “La portata dell’innovazione permessa dalla tokenizzazione è, secondo noi, assimilabile a quella introdotta con i primi fondi comuni di investimento negli anni Ottanta”, dichiara Medda. “In un futuro non molto lontano rivoluzionerà l’industria dell’asset management”.

Perché tokenizzare un fondo? Ecco i vantaggi

La tokenizzazione, continua il ceo, permette infatti di rendere liquidi e trasferibili gli asset illiquidi, ricercati per la loro capacità di generare performance positive, consentendo di raggiungere una diversificazione di portafoglio reale e democratica, accessibile a tutti gli investitori. “Siamo convinti che questa via porterà anche diretti benefici ai mercati dei capitali, rendendoli più equi ed efficienti, oltre che alla diversificazione dei patrimoni”. Inoltre, la possibilità di frazionare il diritto di proprietà di un asset finanziario e assicurarne la trasferibilità agli investitori in modo immediato grazie all’attivazione della Dlt (Distributed ledger technology) permetterà di superare i limiti e i costi tipici dell’intermediazione, spiega.

Azimut, Medda: “Così formiamo i consulenti”

“Siamo in un processo di education continua con i consulenti affinché possano trasferire ai clienti il senso delle opportunità legate alla tecnologia”, racconta Medda. “Questa innovazione, considerata anche la fase di sviluppo, può generare timori e diffidenza. Riteniamo tuttavia che la trasformazione tecnologica della nostra industria sia talmente profonda da avere un impatto anche sul contenuto di investimento, che non può essere ignorato nell’ambito di un’asset allocation di una pianificazione finanziaria di lungo termine”. Il prossimo passo, per Azimut, sarà lanciare un fondo con quote native tokenizzate. “In estrema semplificazione significa sviluppare sulla blockchain l’intero ciclo di investimento, in particolar modo digitalizzando gli aspetti legati a registro degli investitori, servizi di pagamento e custodia. Questo comporterà una compressione istantanea delle tempistiche di operatività, che nel ciclo tradizionale richiedono fino a tre giorni per il regolamento delle operazioni”, precisa Medda.

Intanto, come anticipato, il Gruppo Azimut ha già tokenizzato prestiti alle aziende ed è stato accettato all’interno di una Sandbox per la tokenizzazione di investimenti di private equity. “Gli asset reali rappresentano la frontiera di sviluppo della diversificazione evoluta dei portafogli dei nostri clienti”, esordisce Medda. Poi conclude: “Le capacità gestionali nell’ambito dei private asset – real estate, infrastrutture e vetture sportive da collezione, per esempio – sono una prospettiva importante per accelerare il nostro sviluppo su questo percorso”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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