Prima Alphabet, poi Intel e, a seguire, un po’ tutto l’universo dei titoli azionari collegati al boom dell’intelligenza artificiale. Fra giovedì e venerdì è stato possibile osservare la reazione degli investitori a risultati trimestrali non più largamente positivi, almeno rispetto alle aspettative. A innescare le vendite su Alphabet è stato il rallentamento della crescita dei ricavi pubblicitari del motore di ricerca Google, anche a causa della minore redditività delle ricerche effettuate tramite le nuove funzionalità AI. Il titolo ha ceduto il 12,6% giovedì, bruciando circa 500 miliardi di dollari di capitalizzazione: la seconda maggiore perdita di valore mai registrata da una società in una sola seduta. Anche Amazon, dopo la pubblicazione dei conti, è arrivata a perdere circa il 7% nelle contrattazioni precedenti all’apertura, per poi contenere i danni a un -2% nel corso della seduta.
Venerdì il grosso delle vendite ha colpito il titolo Intel. Il produttore di chip ha comunicato un indebolimento del mercato dei computer, accompagnato dalla volontà di aumentare ulteriormente gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Una combinazione che ha spinto il titolo a perdere oltre il 30% durante la seduta, mentre l’indice Philadelphia Semiconductor, che raccoglie i principali produttori statunitensi di semiconduttori, è arrivato a registrare un ribasso superiore al 7%.
La lista delle azioni tecnologiche finite nel mirino delle vendite è estesa, con perdite particolarmente pesanti per AMD, CoreWeave e Reddit. Il Nasdaq 100, che nella sola seduta di venerdì è arrivato a cedere oltre il 3%, nell’ultimo mese ha accumulato un ribasso vicino al 6,5%. Proprio mentre Anthropic si prepara alla quotazione in Borsa, il trade sull’intelligenza artificiale sta attraversando una delle più brusche crisi di fiducia degli ultimi anni.
“Le aspettative incorporate nei prezzi delle azioni tecnologiche vengono messe in discussione e si stanno ora ridimensionando”, ha osservato Hank Calenti, global markets strategist di SMBC. “La debolezza deriva da una combinazione di fattori: alcune società non stanno generando gli utili attesi, mentre altre stanno spendendo per investimenti in conto capitale più di quanto previsto”.
A rendere più violento il movimento potrebbe aver contribuito anche il posizionamento degli investitori professionali. Secondo i dati delle divisioni di prime brokerage citati da Charlie McElligott, strategist di Nomura, gli hedge fund avevano accumulato esposizioni importanti alle Magnifiche Sette in vista della stagione delle trimestrali. Posizioni che ora vengono liquidate rapidamente, anche per evitare di compromettere i risultati annuali.
Scricchiola la scommessa sull’AI
La nuova ondata di vendite colpisce le Borse tecnologiche globali, dai produttori di semiconduttori ai grandi investitori nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
| Indice / titolo | Variazione | Mercato / periodo |
|---|---|---|
| Gli indici | ||
| Nasdaq 100 | -3,0% | USA, intraday |
| Philadelphia Semiconductor (SOX) | -7,0% | USA, intraday |
| Nasdaq Composite | -2,48% | USA, intraday |
| S&P 500 | -1,56% | USA, intraday |
| Kospi | -3,48% | Corea del Sud, chiusura |
| Nikkei 225 | -2,12% | Giappone, chiusura |
| Settore tecnologico europeo | -1,8% | Europa, intraday |
| Le azioni legate all’AI | ||
| Intel | -29,0% | 30 ottobre |
| -28,0% | 30 ottobre | |
| Alphabet (Google) | -12,6% | 29 ottobre, chiusura |
| AMD | -10,0% | 30 ottobre |
| CoreWeave | -8,9% | 30 ottobre |
| SK Hynix | -7,1% | 30 ottobre, chiusura |
| SoftBank | -6,0% | 30 ottobre, chiusura |
| ASML | -4,9% | 30 ottobre |
| Nvidia | -3,7% | 30 ottobre |
| Amazon | -2,0% | 30 ottobre |
Dati al 30 ottobre 2026. Variazioni rispetto alla seduta precedente, salvo diversa indicazione. Per Alphabet è riportata la chiusura del 29 ottobre. Le quotazioni intraday sono indicative e soggette a variazioni fino alla chiusura.
Bolla AI, il problema è il costo degli investimenti
È veramente arrivato il momento in cui la tanto paventata bolla dell’intelligenza artificiale rischia di avvicinarsi al collasso? A preoccupare gli investitori non sono tanto i ricavi registrati nelle trimestrali, che continuano a mostrare una crescita significativa soprattutto nel cloud, quanto la dimensione degli investimenti necessari per sostenerli. E, soprattutto, la capacità di trasformare questi investimenti in flussi di cassa e utili futuri.
“Analizzando i risultati dei colossi tecnologici (Big Tech), emerge una crescita solida nel settore cloud, sostenuta però da investimenti ingenti. Nel solo terzo trimestre, Amazon, Google, Microsoft e Meta hanno speso complessivamente oltre 200 miliardi di dollari in investimenti in conto capitale. Il totale per i primi nove mesi dell’anno supera così i 500 miliardi di dollari, con una spesa annua prevista che dovrebbe attestarsi intorno ai 735 miliardi. La corsa all’intelligenza artificiale sta diventando estremamente costosa”, ha commentato Ipek Ozkardeskaya, analista senior di Swissquote.
“Di conseguenza, il flusso di cassa disponibile (free cash flow) è sotto pressione: Google ha registrato un flusso di cassa trimestrale negativo, mentre Amazon ha riportato un dato fortemente negativo negli ultimi 12 mesi. Ciò prospetta una maggiore dipendenza dall’emissione di azioni e debito per finanziare gli investimenti futuri”, ha aggiunto Ozkardeskaya.
Le grandi società tecnologiche, tradizionalmente caratterizzate da un’elevata capacità di generare liquidità, stanno impegnando risorse sempre maggiori nella costruzione di data center, nell’acquisto di semiconduttori e nello sviluppo delle infrastrutture necessarie a sostenere la domanda di intelligenza artificiale. La sostenibilità di questa strategia dipenderà dalla velocità con cui gli investimenti riusciranno a produrre ricavi e margini sufficienti.
“La combinazione tra il deterioramento dei flussi di cassa e l’aumento degli impegni di investimento significa che il dibattito sulla capacità dei rendimenti dell’intelligenza artificiale di giustificare la portata degli investimenti potrebbe non trovare una risposta in tempi brevi”, ha dichiarato Emmanuel Cau, responsabile della strategia azionaria per Europa e Asia-Pacifico di Barclays.
“È vero che le recenti operazioni di raccolta tramite capitale proprio e debito, effettuate da Meta e Microsoft, hanno dimostrato che la domanda da parte degli investitori rimane molto solida”, ha chiuso l’analista di Swissquote, “tuttavia, cresce il nervosismo, in particolare sui mercati del credito”.


