Nel 1982, George Daniels (1926-2011) costruì due orologi da tasca apparentemente gemelli: erano lo Space Traveller I e lo Space Traveller II. Il primo lo vendette quasi subito, per poi pentirsene. Memore di questo distacco traumatico, tenne il secondo con sé fino alla fine dei suoi giorni. Da allora, i due Space Traveller del mastro orologiaio inglese non sono mai stati esposti insieme. Ma l’attesa è finita, perché appassionati e collezionisti potranno ammirare i due “gemelli separati alla nascita” a inizio novembre alle latitudini di Singapore, grazie a una mostra che celebra il centenario della nascita di questa straordinaria figura di artigiano che, mentre il mondo si convertiva al quarzo, impiegava oltre 2.500 ore per costruire – a mano – un singolo orologio.

Space Traveller I
A riunire i due Space Traveller sono Phillips in Association with Bacs & Russo e The Hour Glass, che presentano George Daniels 100. The Genesis of Artisanal Watchmaking: ventidue segnatempo del maestro britannico, in mostra dal 12 al 15 novembre al The Singapore Edition, nell’ambito di Iamwatch 2026, il raduno dei creatori dediti all’orologeria artigianale indipendente. Ma quanto vale uno di questi orologi? Nel luglio 2019 lo Space Traveller I è stato aggiudicato da Sotheby’s a Londra per 3.615.000 sterline, circa 4,56 milioni di dollari.

Space Traveller II
Chi era George Daniels: l’autodidatta da 2.500 ore a orologio
George Daniels, comandante dell’Ordine dell’Impero britannico, è considerato uno degli orologiai più influenti dell’età moderna. Autodidatta, ingegnere e artigiano, ha dedicato la vita alla difesa e al progresso dell’orologeria fatta a mano.

George Daniels all'opera
In vita, ha realizzato ventiquattro orologi da tasca e due da polso, il Four-Minute Tourbillon e lo Spring Case Tourbillon, prima di proseguire le serie Millennium e Anniversary insieme al suo apprendista, Roger W. Smith. Sembrano pochi, ma ognuno assorbiva buona parte di un anno di lavoro. Daniels padroneggiava trentadue delle trentaquattro discipline necessarie a costruire un orologio interamente a mano, e ha raccolto il suo sapere in un manuale dal titolo disarmante, Watchmaking, che ancora oggi si trova sugli scaffali di ogni orologiaio.

Il Four Minute Tourbillon
Ed è allo Spring Case Tourbillon che appartiene il record di Daniels: questo orologio in oro giallo nel 2022 è balzato sul gradino più alto del podio dell’asta “The Geneva Watch Auction: XVI” di Phillips con 4,1 milioni di euro, cifra quadrupla rispetto alla stima iniziale. L’incasso ha guadagnato al segnatempo il record mondiale per un orologio da polso prodotto da una casa britannica.
«Lasciamo che gli altri facciano palline di Natale»
All’epoca il mondo aveva perso interesse per l’orologio meccanico, sedotto dalla nuova tecnologia al quarzo arrivata dal Giappone, e insistere sulla strada degli ingranaggi era considerato una pura follia. Daniels, però, non era del tutto solo nella sua passione, e riuscì a sopravvivere in piena industrializzazione. Roger Smith ricorda quegli anni con affetto: «Mi diceva sempre: “Roger, l’unica cosa che facciamo qui è costruire orologi, spingere avanti la misura meccanica del tempo; è questo il nostro obiettivo. Lasciamo che gli altri facciano palline di Natale, noi ci occupiamo delle cose serie”».

George Daniels nel suo laboratorio
L’invenzione del coassiale e la sfida persa dall’industria svizzera
Restare fedele alla meccanica non significava ripetere il passato. Daniels cercava di continuo il modo di migliorare l’orologio tradizionale e di renderlo di nuovo attuale. La sua invenzione più celebre è lo scappamento coassiale, il primo sviluppo di rilievo dai tempi dello scappamento ad ancora messo a punto da Thomas Mudge (1717-1794) due secoli prima. La soluzione riduce la dipendenza dalla lubrificazione e garantisce una maggiore precisione nel lungo periodo.

Omega De Ville co-axial
L’ambizione, tuttavia, andava oltre il meccanismo in sé: Daniels voleva che la sua tecnologia fosse adottata dall’industria svizzera, e ci riuscì con Omega. In mostra ci sarà anche l’Omega De Ville Co-Axial Limited Edition del 1999, in platino, accanto al Banbery Millennium dello stesso anno, esemplare unico in oro bianco con quadrante in argento e oro giallo. Ridurre Daniels all’inventore del coassiale sarebbe comunque riduttivo: il suo vero traguardo fu l’integrazione completa di invenzione, artigianalità e indipendenza.
Space Traveller I e II: i due ‘gemelli’ da milioni di euro riuniti dopo 40 anni
Realizzati nel 1982, i due Space Traveller occupano un posto a sé nel corpus di Daniels. Non sono due esemplari dello stesso modello né variazioni su un tema, ma due tappe ravvicinate del lavoro di un solo uomo: il primo è l’espressione originale di un’idea straordinaria, il secondo il suo affinamento.
Lo Space Traveller I, in oro giallo 18 carati, unisce lo scappamento a doppia ruota ideato da Daniels all’indicazione del tempo solare medio e del tempo siderale, al calendario annuale, all’età e alle fasi lunari e all’equazione del tempo. Fu venduto subito e il suo autore se ne pentì presto. Invece di replicarlo, sfruttò il secondo esemplare per spingere il concetto più in là, aggiungendo un cronografo commutabile fra tempo solare medio e siderale e integrandolo in un meccanismo già di eccezionale complessità. Lo Space Traveller II divenne il suo orologio personale e lo accompagnò fino alla scomparsa, nel 2011.

L'interno di uno Space Traveller
Il percorso espositivo raccoglie, nelle parole degli organizzatori, la maggior parte di ciò che Daniels completò nell’arco della sua vita professionale. Fra i pezzi segnalati spicca la Grand Complication del 1987, in oro giallo, che somma ripetizione minuti, calendario perpetuo istantaneo, riserva di carica, fasi lunari, termometro, equazione del tempo e tourbillon coassiale da un minuto.
Sul fronte dei polsi compaiono il Four-Minute Tourbillon del 1991, cronografo in oro giallo con tourbillon coassiale da quattro minuti e indicazione della riserva di carica, e lo Unique Anniversary, esemplare unico in platino con movimento coassiale.
Il maestro di F.P. Journe e Roger Smith: il padre degli orologiai indipendenti
Senza Daniels l’orologeria indipendente di oggi sarebbe profondamente diversa, e forse non esisterebbe affatto. Il maestro inglese ha gettato un ponte fra la grande tradizione di Breguet e i creatori contemporanei, preparando il terreno al boom che sarebbe seguito. Michael Tay, group managing director di The Hour Glass, lo considera «il primo vero orologiaio indipendente del ventesimo secolo» e ricorda che «Roger Smith, che fu suo apprendista, ne prosegue il metodo», mentre «François-Paul Journe ha parlato pubblicamente di lui come di un mentore e di un amico».
Per Aurel Bacs, senior consultant di Phillips Watches, il debito è totale: «Credo davvero che senza George Daniels oggi non saremmo qui, al cospetto delle menti e degli artefici più brillanti, intelligenti e creativi della prossima generazione. E quale occasione migliore per Phillips di unirsi a The Hour Glass a Iamwatch per celebrare, onorare e venerare il centenario della nascita del più grande orologiaio del Novecento?».
Allo stesso tributo è dedicato il documentario realizzato da Phillips in Association with Bacs & Russo, girato fra l’Isola di Man, l’Inghilterra e la Svizzera con interviste e materiali d’archivio della George Daniels Educational Trust. La prima proiezione è in calendario il 14 novembre.
Il ruolo di Phillips e i record storici di Rolex e Patek Philippe
La regia dell’operazione è affidata a un dipartimento che negli ultimi anni ha riscritto le classifiche del settore. Phillips in Association with Bacs & Russo detiene il record mondiale per l’asta di orologi di maggior successo, Decade One (2015-2025), che nel 2025 ha totalizzato 83 milioni di dollari. Nello stesso anno le vendite complessive di orologi della casa hanno superato i 290 milioni di dollari: è la prima volta che il dipartimento orologi di una casa d’aste oltrepassa la soglia dei 200 milioni annui per cinque anni consecutivi.
Al suo attivo ci sono anche due primati. Il Rolex Daytona referenza 6239 appartenuto a Paul Newman, aggiudicato a New York il 26 ottobre 2017 per 17.752.500 dollari, resta il risultato più alto di sempre per un orologio da polso d’epoca. Il Patek Philippe referenza 1518 in acciaio, battuto l’8 novembre 2025 per 17.631.075 dollari, detiene invece il record per un Patek Philippe da polso d’epoca.
Da Singapore a Londra
Dopo l’anteprima privata e la vernice su invito del 12 novembre, la mostra sarà aperta al pubblico da venerdì 13 a domenica 15 novembre, dalle 11 alle 20. All’inizio del 2027 l’esposizione si trasferirà nella sede londinese di Phillips, in Berkeley Square. A Singapore resta però il primato di un incontro che Michael Tay non esita a definire storico: «Per gran parte della mia carriera ho sognato di vederli nella stessa stanza, e che accada qui è un evento storico e decisivo».


