Il sistema previdenziale italiano deve confrontarsi con dinamiche demografiche ed economiche che ne mettono sotto pressione la sostenibilità. A questo si aggiungono livelli di educazione finanziaria ancora insufficienti e una percezione di un futuro e di una pensione ancora lontani, che portano molti lavoratori a rimandare scelte importanti. Un tema che rende centrale il fattore tempo, come racconta a We Wealth Marco Basilico, Responsabile Direzione Istituzionali e Previdenza di Arca Fondi SGR.
Quali sono oggi le principali criticità e quanto è urgente rafforzare il secondo pilastro previdenziale?
Le principali criticità sono tre: il calo della natalità, l’allungamento della vita media e la difficoltà di molti giovani a ottenere retribuzioni adeguate. Un sistema pensionistico a ripartizione si sostiene grazie ai contributi versati da chi lavora. Se diminuiscono i lavoratori, aumentano i pensionati e i salari crescono poco, l’equilibrio diventa più complesso. Per questo la previdenza complementare dovrà assumere un ruolo sempre più importante: non per sostituire il sistema pubblico, ma per aiutare i lavoratori a mantenere, dopo l’attività lavorativa, un tenore di vita vicino a quello costruito negli anni di lavoro. Prima si inizia ad accumulare, maggiore sarà il beneficio nel tempo grazie all’interesse composto.
La previdenza complementare resta ancora poco diffusa. Come rafforzare la cultura previdenziale e incentivare le adesioni?
La vera sfida è culturale: molte persone rimandano una decisione percepita come lontana o complessa. Occorre iniziare prima, portando educazione finanziaria e previdenziale nelle scuole, università e nei luoghi di lavoro. Serve inoltre semplificare l’adesione, valorizzarne i punti di forza: vantaggi fiscali, flessibilità, possibilità di anticipazioni nei casi previsti dalla normativa e percorsi di investimento coerenti con età e obiettivi dell’aderente. Va letta quindi positivamente l’introduzione dell’adesione automatica con possibilità di rinuncia prevista dalla Legge di Bilancio 2026 per i nuovi assunti. L’esperienza internazionale dimostra che meccanismi di questo tipo aumentano la partecipazione senza limitare la libertà individuale.
Che ruolo possono avere le aziende nella diffusione della previdenza complementare?
Le aziende possono fare molto, perché sono tra i luoghi in cui si prendono decisioni importanti sul futuro economico. Non basta offrire un contributo aggiuntivo: bisogna accompagnare i dipendenti nelle scelte previdenziali. In Arca Fondi SGR investiamo da tempo nella cultura previdenziale, con iniziative rivolte a imprese, lavoratori e studenti universitari. In questo contesto si inserisce anche Previverso, il progetto con cui dialoghiamo direttamente con aziende e università per rendere la previdenza più accessibile e vicina alle persone. La previdenza complementare può diventare sempre più un elemento distintivo del welfare aziendale: le persone non valutano solo la retribuzione immediata, ma anche il contributo dell’azienda alla loro sicurezza finanziaria futura, rendendola un efficace strumento di attraction e retention.
I fondi pensione possono convogliare risparmio verso l’economia reale. Che condizioni servono perché la previdenza complementare diventi una leva di sviluppo per il Paese?
Grazie al loro orizzonte di lungo periodo, i fondi pensione possono sostenere infrastrutture, innovazione, transizione energetica e sviluppo delle PMI. Attraverso il fondo pensione e i nostri fondi specializzati, abbiamo potuto sostenere realtà imprenditoriali di successo come Adler Ortho, che ha generato un ritorno pari a 2,5 volte il capitale investito, Bruno Generators, ormai prossimo all’IPO, e RINA. Imprese più forti generano maggiore produttività, occupazione qualificata e salari più elevati. Si crea così un circuito virtuoso: la crescita rafforza la contribuzione al sistema pubblico e la capacità, soprattutto dei giovani, di costruire una pensione complementare adeguata. Per sviluppare questo processo servono regole stabili, un quadro fiscale competitivo e strumenti efficienti e diversificati, mantenendo sempre prioritaria la tutela dell’interesse degli aderenti.
Articolo tratto dal n. 94 del Magazine We Wealth. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.

