Il ministero dell’Economia ha annunciato una nuova asta di titoli di Stato che comprende un BTP a 5 anni, un nuovo BTP a 10 anni e due CCTeu con scadenza nel 2034 e nel 2035. Fra le emissioni spicca il nuovo decennale con scadenza il 1° ottobre 2036 e cedola annuale del 4%.
Complessivamente, il Tesoro offrirà titoli per un ammontare compreso fra 7,25 e 8,5 miliardi di euro, escluse le aste supplementari.
Per prenotare l’acquisto c’è tempo fino al 27 agosto 2026. È possibile rivolgersi agli sportelli bancari e postali oppure utilizzare il proprio home banking, se abilitato alle funzionalità di trading.
Di seguito le caratteristiche dei titoli:
IT0005707614
9ª
04/05/2026
01/06/2031
01/12/2026
Da attribuire
1ª
01/09/2026
01/10/2036
01/10/2026 (*)
IT0005652828
11ª
1,05%
1,773%
15/04/2025
15/04/2034
15/10/2026
IT0005680753
11ª
0,80%
1,645%
15/10/2025
15/04/2035
15/10/2026
Perché inserire i Btp in portafoglio
I Btp rappresentano una scelta consolidata per i risparmiatori italiani, grazie al trattamento fiscale agevolato. Con un’aliquota del 12,5% sui rendimenti, nettamente inferiore al 26% applicato alla maggior parte degli altri strumenti finanziari, questi titoli di Stato partono da una posizione competitiva rispetto ad altre forme di investimento.
Tuttavia, il loro acquisto richiede una pianificazione attenta, soprattutto in relazione alle scadenze. È fondamentale scegliere titoli con una durata coerente con i propri obiettivi finanziari, in modo da recuperare il capitale in momenti strategici, come spese familiari o investimenti futuri.
Chi decide di vendere un Btp prima della scadenza deve considerare l’impatto delle variazioni di prezzo sul mercato: il valore potrebbe essere superiore o inferiore rispetto all’investimento iniziale, esponendo l’investitore al rischio di mercato. Al contrario, mantenere il titolo fino alla scadenza assicura il rimborso del capitale nominale, eliminando questa incertezza.
Rimane comunque il rischio di credito, ossia l’eventualità che lo Stato italiano non sia in grado di onorare i propri debiti. Sebbene lo scenario di un default sovrano sia considerato poco probabile, gli investitori dovrebbero sempre diversificare il portafoglio, valutando il proprio profilo di rischio e, se necessario, consultando un consulente finanziario per una strategia bilanciata.

