Non c’è solo un semestre record appena archivato e un aumento della remunerazione degli azionisti all’orizzonte: per Bper il wealth management ha fissato nuovi obiettivi ambiziosi da qui al 2028, con l’obiettivo dichiarato di corteggiare 75mila correntisti che non sono ancora clienti del private banking pur avendone le caratteristiche patrimoniali – un numero pari alla clientela private attuale. Per intercettare questo potenziale motore di nuovo valore aggiunto per la banca, fatta anche di imprenditori, Bper punta a fare leva sulle attività di Cesare Ponti, la banca private del gruppo. Nel complesso la rete commerciale di Bper comprende oltre 430 private banker, più di 100 Private Center e oltre 2.200 consulenti (sempre più supportati anche da strumenti di intelligenza artificiale, sottolinea la presentazione).
Per il wealth di Bper l’obiettivo è portare le masse gestite, comprese le polizze vita, da circa 106 miliardi nel 2025 a 125 miliardi nel 2028, con una crescita del 18%, e aumentare del 14% le commissioni wealth, da circa 1,1 a 1,2 miliardi. Il modello combina la rete distributiva con una fabbrica prodotto che gestisce circa 52 miliardi di euro e serve complessivamente intorno a un milione di clienti, oltre alla collaborazione tra strutture corporate e private per seguire gli imprenditori.
Grazie anche alla sinergia commerciale con il primo azionista Unipol, prosegue la crescita attesa della bancassicurazione: l’obiettivo annunciato è aumentare del 55% le commissioni nette assicurative, escluse quelle legate ai prodotti vita, da circa 148 milioni nel 2025 a 230 milioni nel 2028. Uno slancio deciso, dunque, su quel segmento della protezione assicurativa che spesso fatica a fare breccia nelle pratiche commerciali guidate da professionisti formati soprattutto sugli strumenti finanziari e di mercato..
Su questo terreno dovrebbero prendere piede i tradizionali cavalli di battaglia del ramo danni (auto, casa e salute) insieme alle soluzioni di protezione patrimoniale. A supportare consulenti e bancari nelle materie assicurative sono impiegati oltre 230 specialisti, affiancati da un’unità dedicata all’assistenza a distanza e dall’accesso interamente digitale ai prodotti più semplici. Anche in questo caso l’attenzione sarà rivolta in particolare ai clienti private e alle piccole e medie imprese, segmenti nei quali Bper vede ancora un ampio spazio per accrescere la penetrazione assicurativa.
BPER, un bacino di potenziali clienti private pari a due volte quello attuale
Il gruppo vuole trasformare in clienti private una parte della clientela con patrimoni già compatibili con il segmento, aumentando masse gestite e commissioni entro il 2028.
La platea dei clienti potenzialmente private è stimata in circa due volte gli attuali 75 mila clienti private.
La rete su cui punta il gruppo
BPER Banca Private Cesare Ponti sarà il polo di riferimento del Private Banking e Wealth Management, con il supporto della rete e della fabbrica prodotto Arca.
Masse gestite e polizze vita
+18%Commissioni Wealth Management
+14%Commissioni e intelligenza artificiale per spingere ricavi ed efficienza
Grazie agli investimenti e alla spinta della rete commerciale, Bper ritiene che le commissioni siano destinate ad accrescere il proprio peso sul conto economico. In generale, la banca prevede di portare i ricavi complessivi da circa 7,4 miliardi nel 2025 a 8 miliardi nel 2028, con una crescita media annua del 2,3%. Il margine d’interesse dovrebbe aumentare più moderatamente, da 4,4 a 4,7 miliardi, mentre le commissioni nette sono attese in crescita da 2,6 a 3 miliardi; la loro incidenza sui ricavi dovrebbe quindi salire dal 35% al 38%.
Sottolineare questo spostamento continua a essere una delle leve utilizzate dalle banche per rassicurare gli analisti sulla stabilità dei ricavi futuri e sulla minore sensibilità del conto economico all’andamento dei tassi. Per gli istituti di tradizione commerciale, la ricetta consiste sempre più spesso nel comunicare la centralità futura del wealth management e del business assicurativo: i nuovi target di Bper si muovono esattamente in questa direzione.
Ma non solo. Anche l’intelligenza artificiale dovrebbe contribuire al miglioramento del rapporto tra costi e ricavi, con effetti diretti sull’attività dei consulenti finanziari. Bper prevede circa 300 milioni di risparmi lordi nel periodo 2025-2028, prima degli effetti dell’inflazione e della fiscalità, e punta a portare il cost/income ratio verso il 40%. La strategia digitale comprende assistenti basati sull’AI per i consulenti, destinati a migliorare produttività, selezione dei clienti e personalizzazione delle proposte; digitalizzazione integrale dei processi di credito e di prodotto; automazione delle attività di middle e back office; controlli digitali e impiego dell’AI generativa e agentica nello sviluppo informatico.
Il target è messo nero su bianco: un aumento del 15% della produttività dei relationship manager, categoria che comprende le figure a diretto contatto con la clientela, come banker e consulenti. Anche attraverso la tecnologia, Bper conta inoltre di aumentare del 30% il tempo dedicato dal personale di rete alle attività commerciali. L’obiettivo è quindi contenere i costi non soltanto attraverso la riduzione delle risorse, ma spostando il lavoro umano dalle incombenze amministrative alla relazione con il cliente.
Crescita esterna e 7,5 miliardi agli azionisti
Sul fronte della crescita esterna, l’ad di Bper Gianni Franco Papa ha precisato che il piano aggiornato rimane costruito sull’attuale perimetro, ma ha lasciato aperta la porta a nuove operazioni: “Abbiamo creato una piattaforma molto solida, pronta a cogliere le opportunità di crescita, sia organiche sia inorganiche”. Sul dossier Mps non risultano al momento discussioni in corso; Bper valuterà eventuali proposte soltanto quando saranno disponibili elementi concreti, mantenendo un approccio disciplinato. L’amministratore delegato ha comunque rivendicato la possibilità che la banca possa “essere parte del consolidamento”.
Venendo alle righe finali del bilancio, Bper prevede un utile netto di circa 2,7 miliardi di euro nel 2028 e ricavi vicini agli 8 miliardi, accompagnati dall’impegno ad aumentare la remunerazione degli azionisti. Il gruppo punta a distribuire almeno l’85% degli utili generati nel periodo 2025-2028 attraverso dividendi e riacquisti di azioni proprie, per una remunerazione complessiva stimata in circa 7,5 miliardi. Dopo gli 1,4 miliardi distribuiti sul risultato 2025, il totale raggiunge circa 3,1 miliardi includendo il buyback autorizzato e il dividendo maturato sull’utile del primo semestre 2026. Rimane inoltre aperta la possibilità di distribuzioni aggiuntive qualora emerga capitale in eccesso, subordinatamente al raggiungimento degli obiettivi e alle necessarie autorizzazioni.

