Nel 2025 i gioielli hanno trainato la spesa mondiale in lusso con una valorizzazione di 1.440 miliardi in euro (1.640 miliardi di dollari). Il dato emerge dall’ultimo rapporto della società di consulenza Bain & Company e Altagamma, associazione italiana dell’industria dei beni di lusso.
Non solo gioielli nel mercato del lusso: le altre categorie
Tra le altre categorie che hanno registrato buone performance figurano abbigliamento, occhialeria e profumi. La cosmetica è rimasta debole, mentre pelletteria e calzature hanno continuato a incontrare difficoltà, pur mostrando entrambe segnali di ripresa. Nel comparto dell’orologeria, i collezionisti hanno privilegiato la qualità artigianale e la rarità rispetto alle mode del momento, sostenendo lo slancio del mercato della rivendita.
Nel 2025, la spesa per i beni di lusso personali è leggermente diminuita, attestandosi a 358 miliardi di euro (408,18 miliardi di dollari), rispetto ai 364 miliardi di euro (415 miliardi di dollari) del 2024. Tuttavia, nel 2026 le vendite potrebbero crescere tra il 2% e il 4%, raggiungendo un valore compreso tra 365 e 373 miliardi di euro (416,32 – 425,44 miliardi di dollari). Bain considera questo lo scenario più realistico, attribuendogli una probabilità del 70%, a condizione che prosegua la stabilizzazione del Medio Oriente, che i consumi locali rimangano resilienti e che la domanda cinese recuperi gradualmente.
La società di consulenza ha delineato anche uno scenario più ottimistico, con una crescita compresa tra il 4% e il 6%, al quale attribuisce tuttavia soltanto il 20% di probabilità. Perché si realizzi, sarebbe necessario un ulteriore allentamento delle tensioni geopolitiche, una nuova accelerazione del mercato statunitense e una ripresa più rapida in Cina. In alternativa, la crescita potrebbe rimanere compresa tra lo 0% e il 2% — uno scenario con una probabilità del 10% — in caso di nuove escalation in Medio Oriente o di una maggiore debolezza nelle Americhe.
Sta emergendo un nuovo equilibrio
Nel frattempo, la spesa complessiva mondiale nel lusso, che comprende anche crociere, ospitalità di lusso e alta ristorazione, dovrebbe attestarsi tra 1.440 e 1.470 miliardi di euro (1.640-1.680 miliardi di dollari). Secondo Claudia D’Arpizio, senior partner di Bain & Company e responsabile globale della practice Fashion & Luxury della società, «il mercato del lusso si sta stabilizzando, ma non si tratta di un ritorno ai ritmi del passato: sta emergendo un nuovo equilibrio. I consumatori non si stanno allontanando dal lusso. Stanno evolvendo verso un nuovo rapporto con esso, definito dal significato e non soltanto dal prodotto».
Differenze regionali
A livello regionale, la performance del mercato dei beni di lusso personali è miscellanea. Le vendite sono in crescita nelle Americhe, mentre risultano più deboli in Europa e Medio Oriente. In Cina invece la spesa in beni di lusso sta iniziando a recuperare, dopo la debolezza degli anni trascorsi: nel primo trimestre, le vendite online di beni di lusso sono aumentate tra il 25% e il 35% su base annua.
Negli Stati Uniti sono soprattutto i consumatori più giovani (con età inferiore ai 35 anni) a spendere in beni di lusso. La loro spesa aumenta più velocemente di circa il 4% rispetto alle generazioni più mature. Anche il mercato secondario continua a guadagnare terreno: circa la metà dei consumatori di luxury si rivolge infatti al mercato dell’usato o pre-posseduto prima di acquistare prodotti nuovi.

