Polizze lussemburghesi: che cos’hanno di così speciale

3 MIN
Edificio storico in pietra con bandiere, sotto un cielo nuvoloso.

All’evento Aca “Luxembourg: Life insurance at the service of international private wealth management”, legali, compagnie e banche depositarie hanno spiegato perché le polizze lussemburghesi sono diventate uno standard per la clientela private internazionale: protezione patrimoniale, portabilità tra giurisdizioni, tassazione differita e accesso più flessibile ai private markets

Le polizze vita sono il luogo dove gli interessi degli investitori ad alto patrimonio possono andare di pari passo con redditività bancaria e politiche di fidelizzazione delle reti di consulenza. In questa triangolazione, che dà il meglio di sé con una tipologia di cliente con esigenze particolarmente evolute, come frequenti cambi di residenza transfrontaliera, pianificazioni successorie articolate e reale necessità di segregazione patrimoniale, le polizze lussemburghesi si sono imposte come uno standard. Per ragioni giuridiche particolari, con una polizza lussemburghese si possono fare cose che una polizza italiana vieterebbe, o comunque renderebbe molto più difficili. Almeno per ora: anche in Italia sono in corso riflessioni sull’evoluzione del quadro normativo (staremo a vedere).

Ma quali sono questi vantaggi? Se n’è parlato a Milano, nel corso dell’evento riservato organizzato da Aca, “Luxembourg: Life insurance at the service of international private wealth management”, dove operatori del settore assicurativo, legali e banche depositarie hanno messo a fuoco le ragioni del successo della polizza lussemburghese nel wealth management internazionale.

Il primo livello è quello più tradizionale: protezione patrimoniale, fiscalità e successione. Su questo terreno, le polizze vita italiane e lussemburghesi condividono alcuni vantaggi, come la protezione civilistica del contratto e l’esenzione dall’imposta di successione delle somme liquidate ai beneficiari.

Ma la polizza lussemburghese, ha spiegato Laura Troiano, lawyer di D’Argenio Polizzi e Associati, aggiunge un secondo livello: la flessibilità europea e una personalizzazione sempre più spinta. All’interno della polizza lussemburghese possono entrare tipologie d’investimento più variegate e, anche per questo, il prodotto “è particolarmente adatto a offrire pianificazione patrimoniale e sicurezza”.

Il secondo grande vantaggio della polizza lussemburghese riguarda la mobilità internazionale. Per Marco Sammartino, Italy Market Manager di Cardif Lux Vie, “la portabilità internazionale è sicuramente uno dei vantaggi della polizza vita lussemburghese”, poiché il prodotto vive “all’interno di un ecosistema, quello lussemburghese, che consente ai grandi patrimoni mobili di attraversare diverse residenze”.

Il punto è decisivo per una clientela private sempre più internazionale. Le compagnie lussemburghesi vi si possono adattare perché operano spesso “in libera prestazione di servizi in diversi Paesi europei” e possono quindi accompagnare il cliente quando trasferisce la residenza, trasformando il prodotto “e rispettando il quadro giuridico e fiscale del Paese” di arrivo.

Tradotto nella pratica, significa continuare a godere della tassazione differita senza dover smontare la vecchia polizza per aprirne una nuova. Sammartino ha fatto un esempio concreto: “Un cliente italiano che sposta la propria residenza in Francia”, dove “la copertura demografica non è richiesta come lo è invece in Italia, dove è obbligatoria”, può vedere il prodotto adattato a quella giurisdizione.

Viceversa, “un cliente francese che sposta la propria residenza in Italia, abituato magari ad avere supporti di investimento molto più flessibili, in Italia trova un regime più rigido dal punto di vista degli investimenti, legato alle regole di interesse generale italiano”. In quel caso, può essere necessario “liquidare determinati investimenti e trasformarli”.

Il vantaggio della polizza, però, è che questi passaggi possono avvenire senza far emergere subito plusvalenze imponibili. “Se la polizza resta attiva e consente gli switch tra un supporto e l’altro”, ha spiegato Sammartino, questi switch “restano neutrali da un punto di vista fiscale”. E se le imposte si pagano solo alla fine, il rendimento composto lungo la vita del prodotto può beneficiarne.

Il terzo fronte di vantaggio, come accennato, è la maggiore libertà negli investimenti. Qui la polizza lussemburghese incontra il tema dei private markets, un ambito sempre più centrale per il wealth management ma ancora poco penetrato nei portafogli italiani. Secondo Berardo Staglianò, country manager Italy di Wealins, l’utilizzo della polizza per accedere ai private markets può essere rilevante per più motivi.

Il primo è l’accesso: “Nella polizza non investe direttamente il cliente, ma investe la compagnia”. Questo consente di superare “alcuni limiti di fondi che non sono disponibili al grande pubblico”. Il secondo è fiscale: molti di questi investimenti sono tassati al marginale, quindi “non c’è solo il differimento della tassazione, ma anche un’ottimizzazione a livello di aliquote”.

Il terzo punto riguarda la coerenza temporale. I private markets sono investimenti di medio-lungo termine, proprio come la polizza. Inoltre, ha spiegato Staglianò, possono generare “capital gain molto importanti” e quindi “un differenziale di aliquota può diventare rilevante”. C’è poi il vantaggio del reinvestimento: “Finché il capitale resta nella polizza, non si viene tassati”.

Il cliente può quindi investire in un fondo di private equity, attendere la fine della vita del fondo e poi reinvestire nell’emissione successiva, rinviando la tassazione finché non liquiderà la polizza. Anche in questo caso, il rendimento composto aggiuntivo può contribuire a compensare il costo annuo dell’investimento tramite polizza rispetto a un investimento diretto o tramite fondi di mercato privato.

Perché tutto questo avviene meno agevolmente nelle polizze italiane? “Il mercato italiano fa ancora un po’ fatica”, ha osservato Staglianò, “in primo luogo perché i dipartimenti legal e compliance di molte banche frenano molto e hanno molti timori sull’investimento in attivi illiquidi”. Il dubbio tipico è: “Una polizza che investe in private markets può essere riqualificata?” ossia perdere i benefici giuridici della polizza e diventare investimento finanziario puro?. La risposta, ha spiegato Staglianò, è che “dipende dalla garanzia”. E ancora: “Non ho problemi a dire che, fra una polizza investita in strumenti plain vanilla con una garanzia ridicola e una polizza investita in private markets con una garanzia reale, la seconda è senza dubbio molto più solida”.

Questa apertura agli attivi complessi, però, richiede un’infrastruttura adeguata. È il ruolo delle banche depositarie, chiamate a gestire la vita operativa della polizza. Sylvie Zanatta, head of Fim & As Client Account Management di Quintet, ha descritto questo ruolo come parte del “triangolo di sicurezza della soluzione lussemburghese”. I servizi, ha spiegato, non riguardano “solo la custodia”, ma anche “l’operatività del conto, dove si riflette tutta la vita della polizza”, oltre a transazioni, trasferimenti, eventi sui titoli, servizio fiscale, valorizzazione e reporting.

Insomma, la polizza lussemburghese non è soltanto un involucro fiscale o successorio. O meglio: lo è, ma in forma potenziata e, proprio per questo, richiede un cliente adeguato, una consulenza robusta e un ecosistema capace di reggere la complessità che promette di governare. E richiede anche una consapevolezza: i controlli del regolatore sulla filiera e sulla clientela, dall’antiriciclaggio agli aspetti fiscali, saranno sempre più puntuali.

Domande frequenti su Polizze lussemburghesi: che cos’hanno di così speciale

Qual è il ruolo principale delle polizze vita nel contesto degli investitori ad alto patrimonio, secondo l'articolo?

Le polizze vita fungono da punto d'incontro tra gli interessi degli investitori ad alto patrimonio, la redditività bancaria e le strategie di fidelizzazione delle reti di consulenza. Offrono una soluzione che allinea questi diversi attori in un unico strumento finanziario.

Per quale tipologia di cliente sono particolarmente indicate le polizze lussemburghesi?

Le polizze lussemburghesi si rivolgono a clienti con esigenze evolute, come frequenti cambi di residenza transfrontaliera, pianificazioni successorie complesse e una reale necessità di segregazione patrimoniale. Queste caratteristiche le rendono uno strumento ideale per gestire patrimoni in contesti internazionali.

Quali sono i benefici chiave che le polizze lussemburghesi offrono agli investitori con esigenze specifiche?

Le polizze lussemburghesi permettono di conciliare gli interessi degli investitori ad alto patrimonio con la redditività bancaria e le politiche di fidelizzazione delle reti di consulenza. Sono particolarmente efficaci per chi necessita di gestire patrimoni in modo flessibile e sicuro, soprattutto in presenza di mobilità internazionale.

In che modo le polizze lussemburghesi facilitano la pianificazione successoria e la segregazione patrimoniale?

Le polizze lussemburghesi sono strutturate per rispondere a esigenze di pianificazione successoria articolate e alla necessità di segregazione patrimoniale. Questo le rende uno strumento efficace per proteggere e trasferire il patrimonio in modo ordinato e conforme alle volontà del titolare.

Qual è il vantaggio principale della 'triangolazione' menzionata nell'articolo riguardo alle polizze lussemburghesi?

La 'triangolazione' descrive come le polizze lussemburghesi riescano a far convergere gli interessi degli investitori ad alto patrimonio, la redditività bancaria e le politiche di fidelizzazione delle reti di consulenza. Questa sinergia massimizza il valore per il cliente con esigenze sofisticate.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Uomo in giacca e cravatta sorride, copertina rivista "WE Wealth" con titolo "Perché i mercati non hanno paura".
Magazine N°91 – giugno 2026
Family Office & Family business – N°5
Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier giugno 2026
Dossier aprile 2026