Fondi di investimenti: più democratici, più redditizi

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I team di fondi comuni con strutture decisionali più egualitarie – rispetto a quelle gerarchiche – tendono a generare performance annuali più elevate.

Indice

La struttura decisionale di un fondo d’investimento impatta direttamente sulle performance. È quanto emerge da una ricerca intitolata “The Leadership Effect: Evidence from the Fund Industry” di Saurin Patel, professore associato alla Western University, Sergei Sarkissian, professore associato alla McGill University, e Yu Xia, professore assistente all’Università di Manitoba.

Fondi democratici e autocratici

 

Gli autori hanno analizzato il modo in cui le strutture decisionali dei fondi comuni di investimento azionari statunitensi hanno influito sulla performance complessiva e sulle misure di assunzione del rischio. I dati raccolti dai documenti pubblici depositati presso la Securities and Exchange Commission sono stati separati in due categorie: quelli gestiti da team caratterizzati da una gestione verticale e quelli con una struttura a gestione orizzontale. I ricercatori hanno definito un team a gestione orizzontale come un team senza un manager principale, una struttura che, a loro avviso, indica un approccio più democratico alle decisioni. Al contrario, un team a gestione verticale riferisce a un singolo manager, indicando un processo decisionale più autocratico o gerarchico.

  

Differenze di performance…

 

Secondo il documento, questi due tipi di strutture di leadership producono “differenze significative nelle prestazioni”. I team che fanno capo a un unico lead manager – i team verticali – sottoperformano le loro controparti più democratiche di 50-75 punti base all’anno. I team con un unico lead manager detengono anche portafogli meno concentrati e più diversificati, un dato meno intuitivo ma che può portare un portafoglio a ottenere rendimenti più mediocri. La diversificazione riduce il rischio, ma centinaia di scelte azionarie possono anche pesare sui rendimenti. Secondo la letteratura precedente citata dagli autori, i portafogli più concentrati, o con le migliori idee, assumono un rischio maggiore e possono potenzialmente generare rendimenti più elevati.

 

… e di rischio

 

La ricerca ha anche rilevato che, oltre alla sottoperformance, questi fondi assumono un rischio di mercato leggermente maggiore nei loro portafogli rispetto ai fondi con team più eterogenei. Il rischio di mercato (o rischio sistematico) comprende fonti come recessioni, turbolenze politiche e tassi d’interesse, rischi che riguardano l’intero mercato in una sola volta. La diversificazione non aiuta a mitigare questo tipo di rischio. Infine, i team centralizzati tendono ad avere meno “rischio residuo” – o rischio non sistematico – nei loro portafogli, il rischio specifico di un’azienda o di una partecipazione e può essere mitigato dalla diversificazione. Secondo il documento, il fatto che i team di investimento con un potere più centralizzato assumano più rischio di mercato e abbiano meno rischio residuo è un indicatore del fatto che sono generalmente meno abili nella selezione dei titoli.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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