Nelle famiglie imprenditoriali, la ricchezza raramente si distrugge per effetto del mercato. Più spesso viene compromessa da conflitti interni non governati: successioni improvvisate, rivalità tra eredi, assenza di regole societarie e sovrapposizione tra interessi familiari e gestione dell’impresa.
Il tema oggi non è soltanto fiscale o finanziario, la vera sfida è la stabilità della governance familiare e societaria nel lungo periodo.
Il vero rischio? Passaggi generazionali gestiti troppo tardi
Molte imprese italiane continuano a essere costruite attorno alla figura del fondatore, senza adeguati strumenti di continuità.
Fino a quando leadership resta accentrata, il sistema appare stabile ed indistruttibile ; quando però interviene il passaggio generazionale e lo stesso non è “ governato “ per tempo è assai frequente che si verifichino alcuni fenomeni che possano determinare fattori che incidano sulle performance aziendali, quali, ad esempio: frammentazione del controllo, paralisi decisionale, contenziosi tra eredi, conflitti assembleari;
Il vero rischio nasce dalla mancata distinzione tra famiglia, proprietà e governance conseguente ad una carenza” culturale” in capo all’imprenditore che spesso affronta la tematica del passaggio generazionale troppo tardi e solo in chiave di risparmio fiscale.
Holding familiari: uno strumento chiave per evitare conflitti
Uno degli strumenti più efficaci per prevenire queste tipologie di conflitto è costituito dalle holding familiari, che consentono di centralizzare le partecipazioni e disciplinare il trasferimento generazionale del controllo.
La holding, anche se troppo spesso costituita in mera ottica fiscale, permette, infatti, di evitare dispersioni proprietarie, di regolare i diritti amministrativi dei diversi rami familiari, di introdurre clausole di prelazione e meccanismi di exit, ed in particolare separare gestione industriale e interessi personali degli eredi.
I modelli Agnelli, Benetton e Ferrero
In questo senso, il modello della famiglia Agnelli rappresenta una delle esperienze più evolute di governance patrimoniale italiana.
La struttura costruita attorno a Exor ha consentito nel tempo di preservare stabilità e continuità del controllo attraverso una governance multilivello, capace di separare proprietà, gestione e successione familiare.
Anche il gruppo Benetton costituisce una best practice significativa. Attraverso la holding Edizione, la famiglia ha progressivamente costruito una governance capace di distinguere: ruolo della proprietà; gestione manageriale; interessi dei diversi rami familiari.
La scelta di rafforzare strutture manageriali indipendenti e di centralizzare il controllo degli asset strategici ha consentito negli anni di contenere il rischio di frammentazione tipico delle grandi famiglie imprenditoriali.
Un’altra esperienza spesso citata in ambito family business è quella della famiglia Ferrero. La governance del gruppo è stata storicamente caratterizzata da forte pianificazione successoria, elevata managerializzazione e chiara separazione tra dimensione familiare e gestione industriale. L’utilizzo di holding e strutture internazionali di coordinamento ha contribuito a preservare continuità e stabilità generazionale anche in presenza di un patrimonio globale estremamente complesso.
Patto di famiglia, trust e fondazioni
Ma la holding non è l’unico strumento giuridico a disposizione per governare il passaggio generazionale potendosi utilizzare anche il patto di famiglia, il trust e la fondazione
In particolare il patto di famiglia e’ un istituto che consente il trasferimento anticipato dell’azienda o delle partecipazioni societarie a uno o più discendenti, stabilizzando gli equilibri successori e riducendo il rischio di future contestazioni ereditarie.
La ratio è evidente: evitare che la successione determini la frammentazione del controllo societario e l’ingresso di conflitti personali nella governance aziendale, peraltro questo strumento è condizionato dalla necessità che partecipano alla pianificazione successoria tutti i potenziali eredi.
Il ruolo crescente del trust nella protezione patrimoniale
Di converso, il trust costituisce uno strumento sempre più centrale di governance e protezione patrimoniale nelle famiglie con patrimoni complessi o distribuiti a livello internazionale
La segregazione consente infatti di separare gli asset strategici dalle vicende personali degli eredi, garantendo continuità del controllo, protezione del patrimonio, governance multilivello, gestione ordinata del ricambio generazionale.
Il trust risulta particolarmente efficace nella gestione di partecipazioni societarie strategiche; patrimoni immobiliari indivisibili; seconde famiglie; patrimoni multigenerazionali.
Purtroppo negli anni passati si è visto un proliferare di trust “ fittizi” laddove il tema dello spossessamento era solo apparente determinando molte pronunce giurisprudenziali sulla nullità di tali strumenti in quanto elusivi delle norme di legge creando segregazioni patrimoniali fittizie.
Così come abbiamo parlato di casi di best practice, non sono rari i casi anche famosi in cui le lite e le contese familiari soprattutto inerenti il controllo di gruppi industriali.
Il caso De Cecco e i rischi delle liti familiari
Uno dei casi più emblematici del capitalismo familiare italiano è quello della famiglia De Cecco.
Le tensioni tra i diversi rami familiari attorno al 2020 portarono a contenziosi fra i vari ceppi familiari, sussistendo diversità strategiche e tentativo di rafforzare la partecipazione azionaria; in particolare si è assistito a contrapposizioni assembleari, contenziosi e difficoltà nella gestione strategica dell’impresa che peraltro operativamente, per fortuna, ha continuato un percorso di crescita virtuoso.
Vicende di questo tipo mostrano come il conflitto familiare possa rapidamente trasformarsi in un fattore di distruzione del valore aziendale. Mercato, banche e investitori tendono infatti a penalizzare le realtà caratterizzate da instabilità nella governance.
Family constitution e prevenzione delle controversie
Per questo motivo si consiglia alle famiglie imprenditoriali sempre più frequentemente l’adozione di family constitution; di regole per disciplinare l’ingresso dei familiari nell’impresa, tecniche di sistemi di composizione preventiva delle controversie.
Si tratta di strumenti spesso non vincolanti sotto il profilo strettamente giuridico, ma estremamente efficaci nella prevenzione del conflitto
La vera debolezza del capitalismo familiare italiano
La principale debolezza del capitalismo familiare italiano resta culturale.
Molti imprenditori continuano a rinviare il tema della successione perché percepito come destabilizzante o prematuro.
In realtà, il patrimonio moderno richiede una logica istituzionale e non personale.
La governance familiare non serve quando tutto funziona: serve prima che il conflitto emerga.
Ed è proprio qui che cambia il ruolo di family office, banker e advisor patrimoniali non sono più semplici gestori di ricchezza, ma architetti della continuità familiare e societaria nel lungo periodo.

