Private equity europeo: il potenziale del lower-mid market

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Teddy Mouawad di Keyhaven Capital Partners, si staglia su uno sfondo grigio chiaro, guardando direttamente la telecamera con un'espressione neutra, che riflette la professionalità spesso riscontrata nel settore del private equity europeo.

La volatilità, gli alti tassi di interesse e la geopolitica stanno ridisegnando il panorama degli investimenti. Ecco perché il mercato lower-mid europeo rimane uno dei settori più promettenti del private equity

Indice

Il mercato europeo del private equity sta entrando nel 2026 con un rinnovato slancio, sostenuto dalla stabilizzazione dei tassi di interesse e dal miglioramento delle condizioni di finanziamento che hanno contribuito ad accelerare la conclusione di accordi alla fine del 2025. Il sentiment degli investitori si è rafforzato grazie all’allentamento monetario e alla maggiore visibilità da parte della Banca centrale europea e della Banca d’Inghilterra. Allo stesso tempo, il capitale privato rimane fondamentale per le Pmi del mercato lower-mid europeo, dove le lacune strutturali nel credito bancario e la frammentazione dei mercati continuano a creare forti opportunità per gli investimenti di private equity e la creazione di valore.


Negli ultimi 20 anni, i fondi a piccola e media capitalizzazione hanno sovraperformato le loro controparti più grandi, ed è proprio su questo segmento che Keyhaven Capital Partners sta concentrando la propria attenzione, come ci ha raccontato Teddy Mouawad, partner e co-head of investment del fondo di private equity con sede a Londra.

Mid e lower-mid europeo: perché rimane un’opportunità

Fin dalla sua fondazione, oltre 22 anni fa, Keyhaven Capital Partners ha avuto un obiettivo chiaro: sostenere le Pmi più resilienti e interessanti del mercato lower-mid europeo, con un approccio completamente “fuori mercato”, come spiega Teddy Mouawad.

“Dalla nostra fondazione, abbiamo investito oltre 2,3 miliardi di euro e ci siamo specializzati nel sostenere i leader di nicchia nel mercato lower-mid con un valore aziendale fino a 250 milioni di euro. Investiamo nei leader di mercato di nicchia collaborando con sponsor locali e indipendenti in tutta l’Europa occidentale, che sono i nostri partner operativi sul campo. Investiamo sempre attraverso negoziazioni bilaterali, il che ci consente di evitare del tutto i processi di gara competitivi, garantendo multipli di ingresso bassi, metriche di ingresso interessanti, una buona protezione dal ribasso e l’allineamento degli interessi sia con gli azionisti fondatori che con lo sponsor con cui collaboriamo.”

L’approccio di Keyhaven Capital Partners

Dopo una fase iniziale incentrata su fondi di fondi, coinvestimenti e secondari, Keyhaven ha progressivamente adattato il proprio modello alle nuove dinamiche di mercato. Ma il cambiamento decisivo è avvenuto nel 2017.

“Nel 2017 abbiamo adattato la nostra posizione a quella di investitori azionari attivi che guardano, con forte convinzione, a una serie di società in cui possiamo apportare più valore o generare forti rendimenti. Da allora, siamo stati uno dei primissimi investitori in Europa a guardare agli sponsor indipendenti e alle società del mercato lower-mid in tutta Europa”, aggiunge.

“Keyhaven collabora con sponsor indipendenti che ci forniscono un flusso di operazioni differenziato e di provenienza locale, supportato da una profonda conoscenza del settore e da un impegno mirato su un numero limitato di transazioni. Questo modello integra la piattaforma paneuropea di Keyhaven, consentendo una governance disciplinata, un controllo efficace e una creazione di valore strutturata, pur mantenendo la flessibilità e l’intuito necessari per identificare e realizzare opportunità di alta qualità nel segmento medio-basso del mercato”, precisa Mouawad.

Resilienza e creazione di valore al centro degli investimenti

Un mercato frammentato e complesso, ma ricco di opportunità di consolidamento: è qui che Keyhaven ha costruito il suo vantaggio competitivo nel corso degli anni.

“Se si guardano i dati degli ultimi 20 anni, il mercato lower-mid ha costantemente sovraperformato i fondi a grande capitalizzazione. In particolare, negli ultimi anni, si è assistito a un completo prosciugamento dei DPI e delle vendite di uscita dal mercato delle fusioni e acquisizioni nel settore delle grandi capitalizzazioni. Abbiamo mantenuto un flusso costante di DPI e uscite che non dipendono dal mercato delle IPO o da un debito elevato per acquisire le nostre società.

Ci concentriamo sulla trasformazione operativa e non sull’ingegneria finanziaria. In media, le società del nostro portafoglio hanno un rapporto tra debito netto ed EBITDA pari a due volte e mezzo al momento dell’ingresso. Promuoviamo miglioramenti operativi con una mentalità orientata al lavoro sul campo, puntando al contempo a fusioni e acquisizioni, espansione internazionale e diversificazione dei ricavi. Dopo un periodo di detenzione tipico di tre-cinque anni, conduciamo un processo di asta strutturato per massimizzare il valore di uscita, spesso beneficiando di arbitraggi multipli”, sottolinea Mouawad.

Private equity europeo: dove nascono le opportunità

Ma quali sono le aziende che oggi offrono il potenziale maggiore? Mouawad identifica un profilo molto specifico. “Sicuramente le aziende che sono ancora di proprietà delle famiglie fondatrici o degli azionisti e che hanno un forte potenziale di professionalizzazione. Ciò presuppone la necessità di un partner professionale che le aiuti a passare al livello successivo e a diventare internazionali”, continua.

Oltre a concentrarsi su aziende resilienti che sono leader di mercato difensive e si trovano a un punto di svolta nel loro ciclo di sviluppo, la società londinese esamina attentamente alcuni settori, scelti sulla base di un’attenta ricerca.

Settori chiave per Keyhaven

“Ci concentriamo su tre settori principali. Oggi investiamo in aziende B2B nei settori dei servizi alle imprese e della sanità. Abbiamo anche un’esposizione al settore manifatturiero, ma evitiamo le aziende con una forte dipendenza dal CAPEX.

Cerchiamo di identificare temi interessanti osservando le tendenze negli Stati Uniti, che poi arriveranno anche nel Regno Unito e in Europa. A guidare questa tendenza sono l’invecchiamento demografico, la crescente attenzione al benessere, il nearshoring e l’automazione, temi strutturali che offrono opportunità replicabili in tutta Europa”, spiega Mouawad.

Il potenziale nascosto del mercato mid-lower italiano

L’interesse per il mercato paneuropeo è una delle caratteristiche distintive di Keyhaven. Negli ultimi anni, ha scelto di concentrarsi sul mercato lower-mid italiano. Anche in questo caso, la frammentazione gioca un ruolo cruciale nell’identificazione delle migliori opportunità.

“In Italia, stiamo guardando con grande interesse a numerose aziende manifatturiere e di servizi B2B.

Il Paese beneficia di fondamentali macroeconomici in miglioramento, ma il panorama delle PMI rimane altamente frammentato, rendendolo un mercato attraente per il consolidamento e la crescita. Molte aziende sono ancora guidate dai fondatori, sottocapitalizzate o prive di competenze manageriali, il che crea opportunità ideali per noi per collaborare con i fondatori, investire e sostenere la loro prossima fase di sviluppo.

Un altro punto importante è la scarsa fiducia che i grandi investitori spesso dimostrano nei confronti dell’Europa meridionale. Questo scetticismo gioca a nostro vantaggio: con meno concorrenza, siamo in grado di accedere a un portafoglio molto solido e selezionare opportunità di alta qualità”, spiega Mouawad.

“Keyhaven ha sempre avuto grande fiducia nel mercato italiano. Abbiamo investito in solide aziende italiane come Novation Tech e MyFamily e recentemente abbiamo completato una nuova transazione con Augens Capital: SRG Associati, una piattaforma che consolida i servizi di contabilità, fiscalità e gestione delle buste paga per le Pmi”, sottolinea Mouawad.

La macroeconomia cambia le strategie di investimento

L’attuale panorama macroeconomico, caratterizzato da incertezza, volatilità e tensioni geopolitiche, non ha influito in modo determinante sulle decisioni di investimento di Keyhaven, poiché una rigorosa gestione del rischio è sempre stata al centro della sua strategia.

“Il nostro approccio si concentra su settori con prospettive positive a lungo termine e un forte sostegno normativo, in gran parte isolati dalle oscillazioni macroeconomiche. Evitiamo le attività esposte alla volatilità economica o ai cambiamenti nel comportamento dei consumatori.

Mantenendo bassa la leva finanziaria, siamo stati relativamente poco influenzati dall’aumento dei tassi di interesse. Nonostante un mercato rallentato dalle difficoltà di liquidità e dal minor numero di uscite o IPO, continuiamo a registrare un’attività di M&A stabile e rimaniamo concentrati sul miglioramento del valore delle società in portafoglio. Abbiamo anche ampliato la nostra attenzione a settori come quello della difesa, che sta beneficiando di un forte slancio in Europa e a livello globale.

Non guardiamo alle società fortemente dipendenti dalle esportazioni, ma diamo la priorità a quelle con un’esposizione tariffaria minima, date le attuali incertezze”, osserva.

“Un esempio recente in linea con questa strategia è Zenix Aerospace, fornitore di componenti critici per cellule e motori aeronautici ai principali OEM aerospaziali e clienti Tier-1.”

Il ruolo del capitale privato nello sviluppo delle Pmi

Secondo l’ultimo rapporto di PitchBook, l’attività di private equity in Europa ha registrato una significativa accelerazione nel 2025. A livello globale, questo periodo si è rivelato il migliore dell’anno in termini di investimenti, per una questione di valore aggregato e di numero di transazioni.

Questi dati indicano un margine di crescita nei prossimi mesi, non solo per il settore del PE, ma più in generale per il capitale privato, che diventerà ancora più essenziale per la crescita delle PMI europee.

“Queste aziende sono la spina dorsale dell’economia europea. Tuttavia, spesso devono affrontare sfide strutturali, come l’accesso limitato ai finanziamenti tradizionali e la frammentazione del mercato. Con i prestiti bancari che rimangono limitati e i mercati pubblici che offrono scarsa liquidità, il capitale privato rimane il fornitore a lungo termine necessario per finanziare l’innovazione, l’espansione internazionale e la trasformazione operativa. Crediamo che il settore del private equity diventerà una fonte di capitale sempre più importante per queste aziende, con il nostro aiuto”, spiega Mouawad.

Per i fondi di investimento come Keyhaven, questo contesto offre l’opportunità perfetta per collaborare con queste aziende, fungendo da guida strategica per aiutarle a raggiungere i loro obiettivi a medio termine.

AI, sostenibilità e consolidamento: i motori della prossima fase

Guardando alle tendenze future, Mouawad sottolinea che la tecnologia (in particolare l’intelligenza artificiale) influenzerà sempre più l’economia.

“La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale stanno diventando temi centrali per gli investitori. Molte delle Pmi che valutiamo non sono ancora profondamente esposte a questi settori, quindi aiutarle ad adottare l’IA e a rafforzare le loro capacità tecnologiche sarà una priorità fondamentale. Il nostro team e i nostri consulenti senior svolgono un ruolo importante nel guidarle verso queste opportunità.

Anche la sostenibilità e il rispetto degli standard ESG stanno acquisendo importanza. Sempre più fondi stanno integrando iniziative di responsabilità nelle loro tesi di investimento e le ricerche dimostrano che le aziende europee con solide pratiche ESG possono ottenere un miglioramento di 1,5-1,8 volte del loro multiplo EV/EBITDA all’uscita rispetto a quelle che non hanno investito in questi settori.

Sebbene la tecnologia e l’intelligenza artificiale facciano parte del nostro kit di strumenti per la creazione di valore, il fattore umano rimane il nostro fattore di successo più importante. Negli ultimi 22 anni abbiamo costruito solide relazioni e partnership in tutta Europa, un patrimonio difficile da replicare e molto apprezzato dai nostri LP. Questa rete crea una barriera significativa all’ingresso per i nuovi arrivati”, conclude.

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

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