Intervista a Marie Jacot, Edmond de Rothschild AM
I mercati privati sono in auge, è un fatto. E se un nome come Rothschild (Edmond de Rothschild Asset Management, per l’esattezza) annuncia di aver creato un nuovo team dedicatomal comparto, è il caso di saperne di più. We Wealth ha dunque raggiunto con l’occasione Marie Jacot, global head of distribution di Edmond de Rothschild AM.
Dr.ssa Jacot, in un contesto di grande interesse per i mercati privati, la costituzione di un nuovo team vendite in Edmond de Rothschild AM si deve a una crescente domanda da parte della clientela oppure è stata una vostra esclusiva decisione? Come mai in goni caso avete scelto proprio questo particolare momento?
Negli ultimi mesi abbiamo notevolmente rafforzato e migliorato la nostra struttura dedicata ai mercati privati. Abbiamo creato un team dedicato alla distribuzione sui mercati privati composto da cinque membri, guidato da Robbert Zoet e con riporto diretto a me, con l’obiettivo di sostenere la crescente presenza dell’azienda sui mercati privati e approfondire le relazioni con gli investitori istituzionali a livello globale. All’inizio di gennaio abbiamo anche annunciato la nomina di Anne-Laurence Roucher a Group Head of Private Markets, che riporterà al nostro CEO Christophe Caspar. La sua mission, in questo nuovo ruolo strategico per l’azienda, sarà quella di supervisionare la strategia di investimento e le operazioni di private equity, private debt infrastrutturale e real estate, in linea con il nostro impegno verso l’impact investing e la finanza sostenibile. È stato l’allineamento di diversi fattori.
Da un lato stiamo riscontrando un crescente interesse in tutti i segmenti della nostra clientela nei mercati privati: clienti istituzionali, asset allocator, consulenti finanziari e il pubblico in generale. E, dal canto nostro, desideriamo supportare gli obiettivi di investimento dei nostri clienti. Crediamo fermamente nell’ulteriore potenziale di questa asset class come motore sia per la trasformazione delle economie che per la performance di portafoglio. Dall’altro, abbiamo dalla nostra anche una lunga esperienza di investimento nei mercati privati e la nostra competenza abbraccia tutte le principali asset class in questo settore, ovvero private equity, real estate e infrastrutture, per un totale di 24 miliardi di euro. Questi settori fanno parte del nostro DNA e dobbiamo continuare a garantire un servizio di prim’ordine ai clienti attuali e potenziali.
Le masse private che Edmond de Rothschild AM gestisce includono un ammontare consistente di immobiliare e debito per le infrastrutture. Come mai prediligete questo tipo asset privati? Quali i vantaggi specifici di investire in ciascuna di queste asset class?
Abbiamo radici storiche in entrambe le aree grazie alla secolare tradizione di investimenti della famiglia Edmond de Rothschild. Nel settore immobiliare, gestiamo un patrimonio di quasi 14 miliardi di euro (al 31/12/2025) e siamo attivi nei principali mercati europei, investendo in settori ad alto potenziale come quello residenziale, logistico e del debito, con un’offerta di prodotti in continua espansione che spazia dal segmento istituzionale a quello retail.
Nonostante gli alti e bassi del mercato immobiliare che abbiamo osservato negli ultimi anni, questa asset class rimane saldamente parte delle nostre convinzioni e prevediamo continuerà a svolgere un ruolo importante nei portafogli degli investitori a lungo termine. La chiave per servire al meglio gli interessi dei nostri clienti è una forte selettività e conoscenza del settore, e le nostre strategie di investimento immobiliare distintive con team specializzati sottostanti servono proprio a questo scopo.
Lato debito infrastrutturale, la nostra piattaforma specializzata gestisce un patrimonio di 6,5 miliardi di euro (al 31/12/2025) e si concentra su investimenti tematici nei settori della transizione energetica, delle infrastrutture digitali e dei trasporti, destinati a promuovere il progresso tecnologico, ambientale e sociale attraverso progetti di trasformazione.
Per quanto riguarda invece il private equity, quali strategie preferite adottare? In quali settori preferibilmente?
La piattaforma Edmond de Rothschild Private Equity gestisce un patrimonio di 4,6 miliardi di euro (al 31/12/2025) attraverso 11 strategie di investimento. Ogni strategia è diversa, ma tutte hanno in comune l’obiettivo di puntare su piccole e medie imprese leader nel proprio settore, rafforzando le economie locali e l’occupazione. Diamo la priorità a iniziative concrete che producono effetti tangibili e misurabili sull’economia reale. A tal fine, abbiamo sviluppato un’offerta di investimento unica che affronta tre grandi sfide del XXI secolo: energia (soddisfare le crescenti esigenze e accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio), risorse (proteggere gli ecosistemi e promuovere una gestione efficiente delle risorse stesse), capitale umano (adattarsi alle dinamiche demografiche e alle questioni regionali e internazionali).
Farete investimenti nel venture capital? Se si, in quali settori?
Un numero limitato delle nostre strategie di private equity si concentra sul finanziamento di società in fase iniziale (early-stage), con strategie molto specifiche e team altamente specializzati. Si tratta di un’aggiunta selettiva alla nostra più ampia offerta di Private Equity.
Annunciando la nascita del nuovo team Private Markets, avete parlato di un modello “collaborativo e scalabile”. Cosa intendete esattamente?
Per collaborativo intendiamo che si basa sulle competenze combinate della nostra rete di distribuzione globale, da un lato, che fornirà la copertura, e quelle dei nostri specialisti dei mercati privati, dall’altro, che portano con sè una conoscenza approfondita del settore. L’elemento scalabile è che possiamo sostanzialmente ripetere questo modello con qualsiasi altra asset class che potremmo voler aggiungere in futuro, coinvolgendo sales specializzati se i prodotti lo richiedono.
Come reputate il comparto PM in Italia? A vostro dire, quali segmenti offrono nel Belpaese le migliori opportunità?
L’Italia offre un ampio bacino di aziende familiari di medie dimensioni. In questo contesto, l’invecchiamento degli azionisti fondatori sta creando opportunità per operazioni primarie, in cui possiamo essere i primi investitori istituzionali nel cap table di aziende consolidate. L’obiettivo è quello di sostenere la successione proprietaria e allo stesso tempo far crescere queste aziende. Il settore tecnologico è particolarmente promettente. A differenza dei tradizionali investimenti in venture capital, abbiamo assicurato un’opportunità nel settore tecnologico con un’azienda bootstrapped che è stata redditizia sin dal suo inizio, grazie a un modello di business solido e altamente redditizio.
Roma, Milano e Firenze beneficiano anche di mercati dell’hospitality molto dinamici. Siamo coinvolti in un progetto storico a Roma, l’Hotel Majestic, nonché in un ambizioso progetto di riqualificazione urbana nel cuore di Firenze. Lì stiamo bonificando un sito industriale abbandonato e fortemente inquinato per creare un complesso multifunzionale che combini servizi residenziali, ricettivi e di altro tipo.
Dr.ssa Jacot, secondo Edmond de Rothschild AM gli investimenti nei private market resisteranno alle mode?
La famiglia Edmond de Rothschild opera nel settore degli investimenti nei mercati privati da oltre 250 anni e continuiamo a registrare un crescente interesse da parte dei clienti, quindi riteniamo che queste asset class siano destinate a durare! A nostro avviso, ciò si basa sulla convinzione che, nel lungo termine, un portafoglio combinato che includa asset liquidi e privati sia più resiliente e offra rendimenti interessanti.
Tuttavia, ciò a cui abbiamo sempre prestato molta attenzione in tutte le nostre offerte sui mercati privati è evitare potenziali “mode passeggere” in questi settori. Il nostro approccio: puntare sempre sulla creazione di valore fondamentale piuttosto che sull’ingegneria finanziaria e investire solo in settori e società in cui siamo fermamente convinti di avere le competenze necessarie per ottenere la crescita autentica che cerchiamo. Infine, ma non meno importante, l’universo degli investimenti non quotati è circa 10 volte superiore a quello delle società quotate, quindi esiste ancora un potenziale significativo non sfruttato per grandi opportunità nei mercati privati.

