Mercati volatili e diversificazione: la risposta del private debt

Mercati volatili e diversificazione: la risposta del private debt

In un contesto di volatilità obbligazionaria, il private debt emerge come importante elemento di diversificazione. Sienna Investment Managers analizza il ruolo trasformativo di questo strumento evidenziando come l’esperienza maturata e una forte presenza sul territorio, unite a un’analisi fondamentale approfondita e a strutture contrattuali solide, siano elementi chiave per bilanciare rendimento e rischio, guidando al contempo la crescita sostenibile delle imprese italiane ed europee

Il panorama finanziario globale è caratterizzato da una persistente incertezza, con i mercati obbligazionari tradizionali che continuano a mostrare elevata volatilità. In questo scenario, gli investitori sono alla ricerca di strumenti che offrano rendimenti interessanti ma con meccanismi intrinseci di difesa. Il private debt, e in particolare il direct lending, si sta affermando come risposta convincente.

Questo si verifica in un momento in cui i rigidi requisiti regolamentari e l’avversione al rischio delle banche creano un “gap di finanziamento”, spingendo le aziende verso alternative creditizie non bancarie.

Sienna Investment Managers, attraverso le voci di Antonio Montano (Portfolio Manager) ed Elena Nemola (Investment Associate), analizza come l’attuale contesto stia ridefinendo l’interesse per questa asset class e quali sono le strategie adottate.

Private debt come elemento di diversificazione in un contesto di volatilità

La volatilità sui mercati obbligazionari pubblici ha portato gli investitori a cercare alternative meno correlate ai movimenti di prezzo delle obbligazioni liquide.

Antonio Montano spiega come l’asset class del private debt riesca a isolarsi dalle fluttuazioni dei mercati liquidi:

“Il private debt beneficia di questo contesto perché i suoi rendimenti sono spesso basati su interessi variabili (floating-rate), quindi non sensibili alle variazioni dei tassi di interesse”.

Questo meccanismo di tassi variabili non solo mitiga il rischio di duration (la sensibilità del prezzo del bond alle variazioni dei tassi) ma funge anche da protezione dall’inflazione. Inoltre, l’illiquidità del private debt non è vista come un ostacolo, ma come una fonte di extra-rendimento:

“Rispetto ai mercati obbligazionari, il private debt riesce ad offrire un extra (figlio dell’illiquidità e di negoziazioni bilaterali che forniscono soluzioni ad-hoc e personalizzate) che rende ancora più attraente l’asset class.”

In una strategia d’investimento multi-asset quindi, il private debt non è semplicemente un sostituto del credito tradizionale, ma un tassello altamente complementare a equity e bond quotati.

“Rispetto ai bond quotati, offre caratteristiche uniche, come rendimenti più elevati, protezione dall’inflazione grazie ai tassi variabili e una bassa correlazione con i mercati pubblici. “, sostiene Elena Nemola.

Inoltre, sono presenti alcune e differenze chiavi e strutturali:

  • Rispetto all’equity: fornisce flussi di cassa stabili e minore volatilità, proteggendo il capitale.
  • Rispetto al credito tradizionale: aggiunge il premio per l’illiquidità e beneficia di strutture finanziarie su misura, negoziate bilateralmente.

Bilanciare rendimento e rischio: l’analisi fondamentale come pilastro

La ricerca di rendimento nel private debt deve essere legata a una rigorosa gestione del rischio. La strategia di Sienna IM si basa su una due diligence che va oltre il mero rendimento promesso. La presenza sul territorio gioca, inoltre, un ruolo fondamentale: supporta l’origination, aiutando a individuare rapidamente le migliori opportunità, facilita l’analisi attraverso visite dirette a stabilimenti e uffici per capire davvero il business, e rende più efficace il monitoring grazie a relazioni strette e costanti con le aziende.

Antonio Montano sottolinea che l’analisi fondamentale dell’azienda è il pilastro centrale:

“Quando si selezionano opportunità di investimento nel private debt, l’elemento centrale è senza dubbio l’analisi fondamentale dell’azienda. Non si tratta solo di considerare il rendimento promesso, ma di esaminare a fondo la solidità finanziaria dell’impresa, il suo posizionamento competitivo e la sostenibilità del modello di business.”

L’attenzione è focalizzata sulla capacità dell’azienda di generare flussi di cassa sufficienti a onorare il debito, anche in scenari di stress. Oltre ai flussi, l’analisi considera la struttura dei costi, la qualità della governance e la stabilità dei ricavi.

Quando si investe in società potenzialmente più rischiose per ottenere un extra-rendimento, il rischio non viene ignorato, ma viene attivamente gestito attraverso la strutturazione del prestito:

“Anche quando si decide di investire in società che possono sembrare apparentemente “più rischiose”, come ad esempio l’appartenenza a settori più ciclici, il rischio viene gestito attraverso l’analisi dei fondamentali dell’azienda ed una strutturazione attenta del prestito, che combina covenant e garanzie per proteggere l’investitore.”

I covenant (clausole contrattuali) stabiliscono limiti operativi e finanziari, come la leva finanziaria o l’interest coverage ratio, fungendo da “campanello d’allarme” per l’investitore e mantenendo rigide discipline finanziarie nell’azienda finanziata.

L’analisi fondamentale viene applicata a tutte le aziende, indipendentemente dal settore di appartenenza, con l’obiettivo di selezionare realtà in grado di dimostrare maggiore resilienza e di ridurre l’impatto di eventuali turbolenze economiche.

Elena Nemola individua i comparti più attraenti nel contesto attuale:

“Tra i settori più interessanti oggi troviamo l’healthcare, grazie alla domanda stabile anche in fasi di rallentamento economico, il settore della tecnologia e software, caratterizzato da flussi ricorrenti e contratti a lungo termine e il manifatturiero di beni essenziali, dove le aziende solide riescono a mantenere margini stabili e una clientela costante; l’esperienza maturata nei diversi cicli economici consente di comprendere come aziende e settori reagiscono a contesti macroeconomici differenti”.

Il private debt come fonte di finanziamento alternativa in Italia e in Europa

Mentre l’analisi fondamentale protegge gli investitori, l’impatto del private debt si estende anche all’economia reale. Il direct lending, infatti, sta agendo come un fondamentale strumento di diversificazione per le PMI italiane ed europee, storicamente dipendenti dal credito bancario.

Il mercato europeo del private debt è più maturo rispetto a quello italiano, ma, anche in Italia, secondo i dati diffusi da AIFI e pubblicati da Il Sole 24, gli investimenti in private debt sono quadruplicati tra il 2020 e il 2024, con una netta prevalenza di finanziamenti a PMI.

“Il private debt fornisce liquidità aggiuntiva alle PMI, diversificando le fonti di finanziamento e riducendo la dipendenza esclusiva dalle banche, senza richiedere cessione di controllo societario.”

Rispetto ai prestiti bancari offre soluzioni più flessibili, personalizzate e in tempi più rapidi, modulando il finanziamento in base al ciclo di crescita e agli investimenti pianificati dell’azienda.

“La presenza di un numero relativamente ridotto di operatori in Italia significa che le opportunità disponibili possono offrire un premio più elevato, rappresentando occasioni interessanti per chi è in grado di selezionare e gestire gli investimenti con attenzione”, spiega Elena Nemola.

Il mercato italiano è frammentato e concentrato su PMI e mid-corporate. Ciò rende l’approccio di Sienna IM, basato sulla due diligence approfondita, ancora più importante per accedere a opportunità meno contese ma potenzialmente più redditizie, mitigando il rischio legato alla singola società.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Domande frequenti su Mercati volatili e diversificazione: la risposta del private debt

Perché il private debt viene considerato una risposta alla volatilità dei mercati obbligazionari tradizionali?

Il private debt, in particolare il direct lending, offre rendimenti interessanti e possiede meccanismi intrinseci di difesa contro l'elevata volatilità dei mercati obbligazionari tradizionali. Questo lo rende uno strumento ricercato dagli investitori in un contesto di persistente incertezza finanziaria globale.

Qual è il ruolo dell'analisi fondamentale nell'investimento in private debt?

L'analisi fondamentale è un pilastro per bilanciare rendimento e rischio nel private debt. Permette di valutare in modo approfondito le opportunità di investimento, garantendo una gestione oculata del portafoglio.

In quali aree geografiche il private debt si sta affermando come fonte di finanziamento alternativa?

Il private debt si sta affermando come fonte di finanziamento alternativa sia in Italia che in Europa. Questo indica una crescente adozione e rilevanza dello strumento in queste regioni.

Quali sono le caratteristiche che rendono il private debt un elemento di diversificazione efficace?

Il private debt si distingue per offrire rendimenti potenzialmente interessanti e per avere meccanismi intrinseci di difesa, caratteristiche che lo rendono un valido strumento di diversificazione. Questo è particolarmente rilevante in un contesto di mercato caratterizzato da elevata volatilità.

Quali fattori contribuiscono all'attrattiva del private debt in un panorama finanziario incerto?

L'attrattiva del private debt deriva dalla sua capacità di offrire rendimenti interessanti e meccanismi di difesa intrinseci, rispondendo così alla ricerca di strumenti più stabili da parte degli investitori. Questo avviene in un momento di persistente incertezza sui mercati finanziari globali.

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