Bond nel 2026: cosa aspettarsi nel dopo-Powell alla Fed

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Il punto sulla strategia obbligazionaria in vista di una Fed più colomba, parla Rushabh Amin, portfolio manager Multi-Asset Solutions di Allspring Global Investments

Articolo tratto da Family Office & Family Business in collaborazione con Allspring


E’ stato un altro anno di previsioni ribaltate: nel 2025 l’oro ha proseguito la sua corsa, mentre il dollaro ha perso quota ribaltando quello che credevamo di sapere sui Trump trade che avrebbero funzionato. Nel prossimo anno, le obbligazioni restano al centro delle analisi, alla luce di mercati azionari che appaiono più vulnerabili e possibili tagli ai tassi Fed. Ma sulla parte lunga della curva Usa, restano timori. Ne abbiamo parlato con Rushabh Amin, portfolio manager Multi-Asset Solutions di Allspring Global Investments.

Dottor Amin, i rendimenti obbligazionari restano attraenti mentre le azioni appaiono relativamente costose. Rispetto alla storia recente, com’è evoluto il vostro posizionamento su azioni e reddito fisso?
Siamo stati posizionati in modo piuttosto “risk on” dal secondo trimestre di quest’anno, favorendo in particolare aree più economiche del mercato azionario che hanno un vento macro favorevole, inclusi i Mercati Emergenti (Corea, EM ampi, Hang Seng) e il Giappone nei mercati sviluppati. Abbiamo ridotto la nostra esposizione ai titoli “growth” durante questo rally, per motivi valutativi e perché ci stiamo spostando verso i beneficiari e i costruttori del tema AI. Il reddito fisso era stato relativamente poco attraente se confrontato con le azioni, dato il livello totale degli spread, ma, dato che ci aspettiamo una politica monetaria più dovish negli Stati Uniti, stiamo iniziando a trovare più aree del reddito fisso che ci attraggono. In particolare sulla “pancia” della curva (punto 5–7 anni) o più breve.

I Treasury statunitensi potrebbero soffrire sotto una posizione fiscale più espansiva? C’è davvero un rischio-indipendenza alla Federal Reserve?
Tutti i membri votanti della Federal Reserve cambieranno entro marzo del prossimo anno e, indipendentemente da chi sarà il presidente, il board probabilmente assumerà un orientamento più “dovish” – per noi questa è un’aspettativa di consenso. Per il lungo periodo, tuttavia, ciò che conterà davvero è se la Fed avrà davvero un cambiamento di mandato, come alcuni suggeriscono, oppure se potrà rimanere in qualche misura indipendente. Riteniamo che, nel lungo termine, il reddito fisso statunitense rimanga il mercato più liquido al mondo, ma possiamo vedere gli investitori globali cominciare a diversificare lontano dai titoli governativi Usa (una tendenza che è in corso già da qualche tempo). Una misura chiave sarà la correlazione tra azioni e obbligazioni statunitensi, ma anche il modo in cui i titoli sovrani Usa si comportano quando c’è debolezza nel mercato azionario.

Nella vostra visione, il 2026 potrebbe essere segnato da ulteriori tagli dei tassi da parte della Bce? Come muoversi?
Riteniamo che il tasso sui depositi della Bce rimarrà al livello attuale del 2% per la maggior parte del 2026. Se la Federal Reserve dovesse reagire a un mercato del lavoro statunitense più debole del previsto tagliando aggressivamente i Fed Funds, allora potrebbe esserci margine per un ulteriore taglio dei tassi nell’Eurozona, ma questo non è il nostro scenario base. In termini di settori che ci piacciono da una prospettiva di total return, valutazioni costose per gli ibridi corporate così come per le parti “high beta” del mercato ci portano a preferire settori difensivi come Utilities, Comunicazioni e Sanità, rispetto ai settori più ciclici dove non si è più compensati per il rischio ciclico. Siamo entrati nel 2025 sovrappesati su Financials e Real Estate, ma gran parte del “succo” di questo trade è già stato spremuto.

Data la posizione attuale del Btp, la diversificazione allo stesso livello di rischio raramente aumenta il rendimento di un portafoglio italiano tipico. Quali indicazioni dareste a chi pianifica una strategia obbligazionaria partendo da questo punto di partenza?
Questo è un punto molto attuale, soprattutto pensando alla convergenza quest’anno tra BTP e Bund e OAT, dove la cosiddetta periferia ha sovraperformato il core. Riteniamo che le ragioni dietro ciò siano ben documentate e suggeriremmo di guardare a tre aree chiave che potrebbero offrire un livello interessante di rendimento rispetto al rischio. Continuiamo a favorire il debito degli emergenti (sia in valuta locale sia in hard currency), dove il rapporto carry/volatilità è stato incredibilmente resiliente, con un vento macro favorevole entrando nel 2026. Il credito corporate investment grade e high yield è stato relativamente poco attraente, ma pensiamo che una forte selezione dei titoli – specialmente in strategie a duration breve – potrebbe essere efficace. Fondamentale, per un portafoglio obbligazionario, le significative opportunità nei mercati globali dei titoli indicizzati all’inflazione.

Domande frequenti su Bond nel 2026: cosa aspettarsi nel dopo-Powell alla Fed

Quali sono state le principali sorprese nelle previsioni finanziarie per il 2025?

Nel 2025, l'oro ha continuato la sua ascesa, mentre il dollaro ha registrato un calo. Questo scenario ha ribaltato le aspettative sui cosiddetti 'Trump trade' che si prevedeva avrebbero avuto successo.

Quale classe di asset è al centro delle analisi per il prossimo anno?

Le obbligazioni sono al centro delle analisi per il prossimo anno. Questo interesse è motivato dalla percezione di maggiore vulnerabilità dei mercati azionari e dalla possibilità di tagli ai tassi da parte della Fed.

Quali fattori rendono i mercati azionari più vulnerabili secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce che i mercati azionari appaiono più vulnerabili, anche se non specifica i motivi esatti. La possibile riduzione dei tassi di interesse da parte della Fed è uno dei fattori considerati.

Cosa si prevede riguardo ai tassi di interesse della Fed nel prossimo anno?

Si ipotizza la possibilità di tagli ai tassi da parte della Fed nel prossimo anno. Questa prospettiva influenza l'attenzione posta sulle obbligazioni.

Qual è l'andamento previsto per la parte lunga della curva dei rendimenti USA?

L'articolo menziona che la parte lunga della curva dei rendimenti USA è oggetto di analisi, ma non fornisce dettagli specifici sull'andamento previsto per questa porzione della curva.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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