Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra

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La Manovra 2026 allenta la stretta sui dividendi societari, ma alza il costo di acquisto delle azioni italiane con il raddoppio della Tobin tax

Indice

Si profila una logica di autocompensazione nella prossima Legge di Bilancio, che potrebbe coinvolgere due imposte centrali per il mondo degli investimenti finanziari.
Da un lato viene rimodulata, rispetto alla versione inizialmente proposta dal governo, la tassazione sui dividendi incassati dalle società, estendendo il perimetro dell’imposizione agevolata. Uno “sconto” che, però, rischia di essere finanziato da chi acquista azioni italiane: l’emendamento allo studio del Mef prevede infatti il raddoppio dell’imposta sulle transazioni finanziarie che colpisce le azioni emesse da società residenti in Italia e alcuni strumenti collegati, la cosiddetta Tobin tax.

Imposta sui dividendi

L’intervento riguarda le partecipazioni detenute da società in altre imprese. Con la Riforma Tremonti del 2003 fu introdotto il regime di dividend exemption, che consente alle imprese soggette a Ires di assoggettare a tassazione solo il 5% dei dividendi incassati, esentando il restante 95%.

Nel testo della Manovra 2026 approvato dal Consiglio dei ministri, questa esenzione è limitata ai casi in cui la partecipazione nella società “terza” superi il 10% del capitale. L’emendamento in discussione abbasserebbe tuttavia la soglia al 5%, ampliando di fatto il perimetro dell’agevolazione rispetto alla versione originaria della norma.

La questione è tutt’altro che marginale per le società che gestiscono grandi patrimoni. Come ha spiegato Massimiliano Campeis su We Wealth, l’inasprimento della tassazione sui dividendi “potrebbe avere un impatto rilevante sugli investimenti illiquidi operati da family office e Hnwi (high net worth individuals)”.

Chi investe tramite società veicolo in portafogli diversificati di partecipazioni non quotate rischierebbe infatti un carico fiscale sensibilmente più elevato sugli utili distribuiti, a meno di detenere in ciascuna azienda una quota superiore al 5%. Un vincolo che non sempre è compatibile con una corretta diversificazione del rischio e che potrebbe rendere meno attraenti co-investimenti e club deal. Dal punto di vista del governo, la misura rappresenta un modo per reperire risorse presso i soggetti più patrimonializzati: un prelievo che, per dimensioni e platea, vola sopra la testa della maggioranza degli italiani.

Tobin tax: il raddoppio dell’imposta

Molto meno “invisibile”, pur trattandosi di un’imposta leggera, è il possibile aumento della Tobin tax. L’emendamento prevede il raddoppio dell’aliquota dallo 0,1 allo 0,2% per le azioni di società residenti in Italia negoziate su mercati regolamentati (e dallo 0,2 allo 0,4% negli altri casi).

L’imposta si applica al trasferimento di azioni italiane, indipendentemente dal luogo in cui avviene la transazione e dal soggetto che acquista; per i derivati collegati a società residenti sono previste regole specifiche e importi fissi, diversi dalla logica percentuale applicata alle azioni. L’acquisto di quote di fondi ed Etf non è invece soggetto all’imposta.

Il prelievo è molto frammentato e difficilmente percepibile dal singolo investitore, ma il raddoppio delle aliquote potrebbe generare un gettito stimato attorno ai 330 milioni di euro l’anno. Il rovescio della medaglia è che la misura disincentiva, anche se marginalmente, l’acquisto di azioni italiane, introducendo un piccolo vantaggio fiscale a favore dei titoli esteri. Un esito non privo di ironia per un governo che ama definirsi “patriottico”.

Domande frequenti su Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra?

Quando si investe in Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra?

I rischi associati a Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra?

Le prospettive future per Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra?

La valutazione della performance degli investimenti in Sconto sui dividendi, pedaggio sulle azioni: novità in Manovra richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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