Credito, poca concorrenza: Antitrust boccia agenti monomandato

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Per l’Agcm serve una riforma degli agenti finanziari che consenta di superare il monomandato: manca concorrenza nell’offerta di credito

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Chi oggi entra in banca per chiedere un finanziamento dà per scontato che l’agente che gli sottopone un’offerta abbia un mandato sottostante al marchio visto all’ingresso: la legge italiana lo prevede espressamente. Ma l’Autorità garante della concorrenza ritiene che questa sia una stortura non più compatibile con la recente direttiva europea sui contratti di credito ai consumatori. Non solo: l’attuale disciplina degli agenti che si occupano del credito incide “negativamente tanto sugli assetti concorrenziali dei mercati del credito coinvolti quanto sulla tutela del consumatore”, ha scritto l’Agcm – una posizione particolarmente netta in vista del recepimento della direttiva Ue, considerata un’occasione per voltare pagina.

Il problema segnalato dall’Agcm è che “il monomandato tra intermediari a monte e distributori a valle può limitare la possibilità per gli agenti di formulare offerte alla clientela finale comparando servizi/prodotti di intermediari diversi e soprattutto con gamme complete (…). Ne consegue l’impossibilità di offrire un ventaglio ampio e articolato di soluzioni, in grado di rispondere in modo adeguato alla varietà delle esigenze della clientela, compromettendo, al contempo, la possibilità per il consumatore finale di effettuare una comparazione effettiva e informata tra le diverse alternative presenti sul mercato, con un aumento dei suoi costi di ricerca”.

In Italia l’agente, cioè la figura che può promuovere e concludere il contratto, ha pochi piatti nel menu. Se il cliente vuole capire cosa c’è fuori da quell’offerta deve arrangiarsi da solo o rivolgersi a un mediatore creditizio esterno. Ma a questa consapevolezza deve arrivarci da sé.

Il monomandato come ostacolo alla concorrenza

In sostanza, quando si varca la soglia di una filiale, il cliente deve essere consapevole che riceverà un’offerta di finanziamenti limitata e che l’onere del confronto tra le alternative ricade sulle sue spalle. L’agente, formalmente un libero professionista, non agisce in posizione di terzietà (al contrario del mediatore creditizio) né si trova nelle condizioni di avere una visibilità su offerte al di fuori del gruppo presso il quale ha stretto il suo mandato. Il vincolo del monomandato, pertanto, risulta “potenzialmente restrittivo della concorrenza e già oggetto di segnalazione da parte dell’Autorità”. Le poche eccezioni attualmente ammesse (circoscritte a prodotti specifici) non basterebbero a garantire “la capacità di servire in maniera più completa il consumatore ed estendere la propria offerta sul mercato”, e “non appaiono rispondere pienamente alla finalità di ampliamento del confronto competitivo”.

Il quadro che l’Agcm delinea al legislatore suggerirebbe una revisione della disciplina in occasione del recepimento della direttiva europea aggiornata, eliminando l’attuale vincolo imposto agli agenti in attività finanziaria, che si discosta dall’esperienza di altri Paesi europei. “Ad esempio, il plurimandato risulta espressamente ammesso in Francia e Spagna e praticabile nel sistema tedesco per gli intermediari indipendenti, costituendo un modello coerente con i principi di proporzionalità, concorrenza e tutela del consumatore delineati dalla normativa europea di settore”.

Una riforma urgente per allinearsi all’Europa

Il giudizio finale è netto: “Il divieto di plurimandato attualmente vigente, del resto, non appare necessario e proporzionato al perseguimento di obiettivi di interesse generale, quale la tutela del consumatore-investitore rispetto a possibili conflitti di interesse dell’agente plurimandatario, sussistendo misure meno restrittive della concorrenza idonee ad assicurare il perseguimento di tali obiettivi”.

Secondo l’Autorità garante, la nuova direttiva europea sui contratti di credito non impone più un modello organizzativo rigido nella distribuzione, ma punta a “garantire trasparenza effettiva, verificabilità e accountability informativa” a prescindere dal numero di mandanti dell’agente. Questo approccio, osserva l’Antitrust, “consente di superare gli assetti fondati sull’esclusiva” del monomandato, aprendo a “dinamiche pro-competitive nella struttura del mercato del credito” che possono tradursi in maggiori benefici per i consumatori. Per scongiurare conflitti di interesse nel caso di plurimandato, la tutela non passa più dall’obbligo di un solo mandante, bensì dall’introduzione di “specifici obblighi informativi e comportamentali” a carico degli agenti, come già avviene nella distribuzione assicurativa.

Domande frequenti su Credito, poca concorrenza: Antitrust boccia agenti monomandato

Qual è la principale critica dell'Antitrust riguardo agli agenti monomandato nel settore del credito?

L'Antitrust ritiene che il monomandato, ovvero l'obbligo per gli agenti di proporre solo prodotti di un unico marchio, sia un ostacolo alla concorrenza. Questa pratica non è più considerata compatibile con la recente direttiva europea sui contratti di credito ai consumatori.

In che modo la legge italiana attuale sugli agenti del credito incide negativamente sul mercato?

La disciplina attuale degli agenti che si occupano di credito incide negativamente sugli asset, limitando le opzioni disponibili per i consumatori. Questo riduce la competizione tra le diverse offerte di finanziamento.

Quale direttiva europea è citata come motivo di incompatibilità con la pratica del monomandato?

La direttiva europea sui contratti di credito ai consumatori è citata come il motivo principale per cui l'Antitrust considera il monomandato una stortura non più compatibile. Questa direttiva mira a promuovere una maggiore concorrenza nel settore dei finanziamenti.

Cosa si aspetta un consumatore quando richiede un finanziamento in banca riguardo all'agente che lo assiste?

Un consumatore che richiede un finanziamento in banca si aspetta che l'agente che gli propone un'offerta abbia un mandato sottostante al marchio della banca in cui si trova. La legge italiana prevede espressamente questa situazione.

Qual è la proposta di riforma suggerita dall'articolo per allinearsi all'Europa?

L'articolo suggerisce una riforma urgente per eliminare la pratica del monomandato degli agenti nel settore del credito. L'obiettivo è allineare la disciplina italiana a quella europea, promuovendo una maggiore concorrenza e beneficiando i consumatori.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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