Mps, l’ombra della Procura cala sulla scalata Mediobanca

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Un uomo in abito scuro si trova in una strada acciottolata fiancheggiata da edifici storici europei e guarda di lato. L'immagine è parzialmente in bianco e nero, in contrasto con lo sfondo colorato.

Indagati per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza i vertici protagonisti dell’Opas su Mediobanca: l’ad di Mps Lovaglio, Francesco Caltagirone e Francesco Milleri (Delfin)

Monte dei Paschi ha chiuso una seduta in rosso del 4,56% in seguito all’indagine che ha coinvolto i vertici dei maggiori protagonisti della scalata su Mediobanca (-1,9%).

La holding della famiglia Delvecchio, Delfin, e Caltagirone avrebbero coordinato acquisti di azioni Mediobanca con l’obiettivo di compiere la scalata su Piazzetta Cuccia, superando complessivamente la soglia critica combinata del 25% senza fornire le obbligatorie comunicazioni alle autorità e senza lanciare relativa offerta pubblica. Un coordinamento non comunicato al mercato che sarebbe anteriore, dunque, al lancio dell’Ops di Montepaschi su Piazzetta Cuccia, conclusa con successo lo scorso 22 settembre con l’86,3% di adesioni.

Risultano indagati per manipolazione del mercato e ostacolo alla vigilanza, in relazione a questa ipotesi investigativa della Procura di Milano, il presidente di Delfin Francesco Milleri, Francesco Gaetano Caltagirone e l’ad di Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio. Le pene previste, nelle fattispecie di reato contestate arrivano rispettivamente a sei e otto anni.

La notizia è stata anticipata dal cronista giudiziario Luigi Ferrarella, sul Corriere della Sera e ha trovato conferme nelle ore successive.

Monte dei Paschi ha comunicato di “aver ricevuto la notifica da parte della Procura della Repubblica di Milano di un decreto di perquisizione” e che “in tale contesto è stato notificato un avviso di garanzia al Dr Luigi Lovaglio in qualità di Amministratore Delegato”.

Già in precedenza la Procura di Milano aveva aperto un fascicolo che indicava potenziali irregolarità su un’altra operazione che aveva coinvolto Delfin e Caltagirone, ossia la vendita per accelerated book building tramite Banca Akros, attaverso la quale il ministero dell’Economia aveva venduto una parte delle sue quote in Mps nel 2024 (rafforzando il peso di Caltagirone e Delfin su Siena). La novità emersa nelle ultime ore, tuttavia, consiste nell’ipotesi che un coordinamento fra queste due società esistesse anche in relazione all’acquisto di azioni di Mediobanca antecedenti al lancio dell’offerta pubblica da parte di Mps.

Secondo le ricostruzioni dell’indagine pubblicate da Radiocor, gli inquirenti Giovanni Polizzi, Luca Gaglio e l’aggiunto Roberto Pellicano avrebbero attivato le indagini in seguito a una querela presentata a inizio 2025 da Mediobanca nei confronti di alcuni articoli di stampa, ritenuti diffamatori da Piazzetta Cuccia. Nel giugno scorso, poi, era uscita la notizia dell’apertura di un fascicolo d’indagine relativo alla vendita del 15% di quote Mps in mano allo Stato avvenuta nel novembre 2024. Operazione sospetta, agli occhi degli inquirenti, in quanto mediata da una banca insolitamente piccola (Akros) per operazioni di questa dimensione e peraltro facente parte del gruppo Banco Bpm che allora si spartì, in soli 9 minuti, le quote ricollocate dallo Stato offrendo lo stesso esatto premio (+5%) offerto dagli altri tre compratori: Anima (cui andò il 3%), Delfin (3,5%) e Caltagirone (3,5%). Vari operatori di mercato, pur lanciando ordini di acquisto significativi, rimasero tagliato fuori da quella vendita.

Domande frequenti su Mps, l’ombra della Procura cala sulla scalata Mediobanca

Qual è il motivo principale del calo del 4,56% di Monte dei Paschi nella seduta menzionata?

Il calo di Monte dei Paschi è stato causato dall'indagine della Procura che ha coinvolto i vertici dei principali attori nella scalata a Mediobanca. Questa notizia ha generato incertezza sul mercato.

Quali sono le società o i soggetti coinvolti nell'indagine relativa alla scalata di Mediobanca?

Nell'indagine sono coinvolti la holding della famiglia Delvecchio, Delfin, e Caltagirone. Questi soggetti avrebbero coordinato acquisti di azioni Mediobanca.

Qual era l'obiettivo della presunta coordinazione di acquisti di azioni Mediobanca da parte di Delfin e Caltagirone?

L'obiettivo di Delfin e Caltagirone sarebbe stato quello di compiere una scalata su Mediobanca, superando la soglia critica combinata del 25% delle azioni. Questo avrebbe potuto alterare gli equilibri di potere nella società.

Quali obblighi normativi sarebbero stati elusi secondo l'indagine?

Secondo l'indagine, Delfin e Caltagirone non avrebbero fornito le obbligatorie comunicazioni alle autorità competenti. Inoltre, non avrebbero lanciato la relativa offerta pubblica di acquisto (OPA) necessaria al superamento di determinate soglie di partecipazione.

Qual è stato l'impatto sul titolo Mediobanca a seguito di queste notizie?

Il titolo Mediobanca ha registrato un calo dell'1,9% nella seduta in questione. Questo riflette la reazione del mercato alle indagini e alle potenziali implicazioni per la società.

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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