Cartolarizzazioni e credito: così il reddito fisso genera valore

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Su uno schermo digitale viene visualizzato un grafico azionario a candele con barre rosse e verdi che tendono al ribasso, sovrapposte a diverse linee di media mobile di colore diverso, che indicano un calo del valore di mercato.

Dopo anni di rendimenti penalizzanti, il mercato obbligazionario torna centrale per gli investitori. Valutazioni tirate, volatilità persistente e nuove tensioni geopolitiche: nel mondo del credito torna a pesare la selezione attiva, e un occhio di riguardo per la cartolarizzazione Il 2025 si conferma un anno spartiacque per l’obbligazionario, che torna al centro delle scelte degli investitori

Dopo anni in cui i portafogli fixed income hanno faticato a offrire valore, il ritorno a rendimenti reali positivi cambia le carte in tavola. Con un caveat: in un ambiente in cui la volatilità resta elevata e i premi per il rischio non sono distribuiti in modo uniforme, le scelte di portafoglio richiedono più che mai un approccio attivo. È nel dettaglio dei segmenti meno esplorati, come la cartolarizzazione, che si nascondono le opportunità. Ne hanno discusso Ali Dibadj, John Lloyd e John Kerschner, rispettivamente CEO, Head of Multi-Sector Credit e Head of Global Securitised di Janus Henderson Investors.

Focus degli investitori: rendimento senza volatilità

Alla luce di una nuova configurazione macroeconomica, gli investitori obbligazionari stanno concentrando l’attenzione su due temi dominanti: la volatilità dei tassi d’interesse e la tenuta delle valutazioni. “Dopo mesi segnati da mutamenti significativi nelle strategie della Federal Reserve, che ha spostato il proprio focus dall’inflazione alla debolezza del mercato del lavoro – spiega Dibadj –  la gestione dell’instabilità dei rendimenti è diventata prioritaria. È in questo contesto che emerge una domanda chiave: come offrire esposizione al credito in grado di mitigare la volatilità e allo stesso tempo preservare i rendimenti senza compromettere il profilo di rischio”.

“La sfida principale – sottolinea Lloyd – è trovare soluzioni obbligazionarie che riducano la sensibilità ai movimenti dei tassi, mantenendo un livello di performance soddisfacente in termini di rendimento complessivo”.

“Per quanto concerne il comparto del credito societario – aggiunge Kerschner – le valutazioni appaiono compresse, il segmento delle cartolarizzazioni offre ancora margini interessanti di valore relativo, specie in un’ottica di gestione attiva. Nonostante i rendimenti aggregati siano ancora percepiti come solidi, la differenza si gioca nella capacità di selezionare i titoli più resilienti all’interno dei portafogli strutturati”.

Rendimenti iniziali e ritorno al reale

Partendo dalle richieste del mercato, emerge una questione spesso trascurata: gli investitori sottovalutano il potenziale insito nei rendimenti iniziali. “Questi ultimi – sottolinea Kerschner -rappresentano storicamente uno dei migliori predittori del rendimento totale nel tempo. In un contesto in cui i rendimenti sono ancora relativamente elevati, molte delle preoccupazioni legate alla performance dell’obbligazionario potrebbero risultare infondate. Se la Federal Reserve proseguirà nel percorso di allentamento monetario e il PIL statunitense manterrà un profilo di crescita solido, le condizioni rimarranno favorevoli per gli asset obbligazionari più rischiosi”.

“Ci troviamo in un punto di partenza decisamente più interessante rispetto al recente passato – osserva Lloyd – dopo anni di rendimenti reali negativi, oggi il mercato offre nuovamente rendimenti reali positivi. Questa inversione di tendenza rappresenta un fattore strutturale di attrattività. Combinando il ritorno del rendimento reale con gli spread di credito, le condizioni complessive tornano a essere favorevoli per l’intero comparto del reddito fisso”.

In un mercato che si fa più selettivo, la gestione attiva permette di cogliere tali elementi non visibili a una lettura superficiale, soprattutto in presenza di dinamiche macro che si muovono rapidamente e in modo asimmetrico tra settori e strumenti.

Deglobalizzazione e selezione attiva: la carta globale

“Se le condizioni di rendimento tornano favorevoli – spiega il CEO della casa di gestione angloamericana – resta fondamentale sapersi muovere in un contesto sempre più frammentato. L’evoluzione geopolitica e il riemergere di tendenze deglobalizzanti pongono una nuova sfida alla costruzione dei portafogli obbligazionari”.

“E’ tanto una sfida quanto un’opportunità – osserva Lloyd – dal momento che in un mondo in cui le catene del valore si riorganizzano su base regionale, la gestione attiva su scala globale consente di selezionare i titoli e le società meglio attrezzate per affrontare dazi, barriere e nuove logiche commerciali.

“Il comparto delle cartolarizzazioni è per sua natura più radicato nel tessuto locale – aggiunge Kerschner  – e dunque meno esposto agli effetti diretti della deglobalizzazione. Si tratta infatti di strumenti originati da aziende che operano su base domestica e concedono prestiti ad attori locali. I settori più sensibili alla globalizzazione, come ad esempio i container marittimi, rappresentano una frazione marginale del mercato cartolarizzato. Anche l’effetto dei dazi non ha colpito in modo significativo questo segmento, che si conferma così una fonte di rendimento più stabile e meno vulnerabile agli shock globali rispetto al credito societario tradizionale”.

“In un contesto globale che cambia rapidamente – conclude Dibadj – la capacità di selezionare titoli resilienti e di individuare le aree meno esposte alle distorsioni geopolitiche può fare la differenza nei portafogli fixed income”.

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su Cartolarizzazioni e credito: così il reddito fisso genera valore

Qual è il principale cambiamento che sta rendendo il reddito fisso più attraente per gli investitori?

Il ritorno a rendimenti reali positivi sta cambiando le prospettive per i portafogli di reddito fisso, che in passato hanno faticato a generare valore. Questo significa che gli investitori possono ora potenzialmente ottenere un rendimento tangibile dopo aver considerato l'inflazione.

Quali sono le sfide principali per gli investitori nel mercato del reddito fisso attuale?

Nonostante il miglioramento dei rendimenti, l'ambiente attuale presenta ancora un'elevata volatilità e premi per il rischio non distribuiti uniformemente. Questo richiede un approccio di investimento più attento e selettivo.

Dove si nascondono le opportunità di investimento nel reddito fisso secondo l'articolo?

Le opportunità più interessanti si trovano nei segmenti meno esplorati del mercato, come la cartolarizzazione. Questi settori meno battuti possono offrire rendimenti interessanti che non sono facilmente accessibili nei mercati più tradizionali.

Quale strategia di investimento è raccomandata in un contesto di volatilità elevata e premi per il rischio disomogenei?

È fondamentale adottare un approccio di portafoglio attivo, concentrandosi sui dettagli dei singoli segmenti di mercato. Questo permette di selezionare attivamente gli investimenti che offrono il miglior rapporto rischio-rendimento.

Come la deglobalizzazione influisce sulla strategia di investimento nel reddito fisso?

La deglobalizzazione suggerisce una maggiore enfasi sulla selezione attiva della carta globale. Questo implica che gli investitori dovrebbero valutare attentamente le opportunità specifiche per paese o regione, piuttosto che affidarsi a un approccio generalizzato.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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