Fondata nel 1993 da Jensen Huang, Chris Malachowsky e Curtis Priem, Nvidia nasce con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo della grafica per PC. Il primo prodotto, NV1, debutta nel 1995, ma è con la serie RIVA e soprattutto con la GeForce 256 del 1999, considerata la prima GPU al mondo, che l’azienda conquista il mercato. L’acquisizione di 3dfx nel 2000 consolida la sua leadership nel settore delle schede video.
Storia di un successo annunciato
Negli anni successivi, Nvidia espande il proprio raggio d’azione: entra nel mercato dei chipset con nForce, collabora con Sony per la PlayStation 3 e lancia CUDA nel 2006, una piattaforma che trasforma le GPU in strumenti per il calcolo parallelo. Questo segna l’inizio della transizione da semplice produttore di hardware grafico a protagonista dell’innovazione tecnologica.
Nel 2016, con l’architettura Pascal e il sistema DGX-1, Nvidia si afferma nel campo del deep learning. Le successive architetture Volta, Turing, Ampere e Hopper consolidano la sua posizione nel settore dell’intelligenza artificiale, dei data center e della guida autonoma. L’acquisizione di Mellanox nel 2020 rafforza la sua presenza nelle soluzioni di rete ad alte prestazioni.
Nel 2023, Nvidia supera i 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione, diventando una delle aziende più preziose al mondo. Nel 2024, grazie alla crescente domanda di chip AI, raggiunge i 3000 miliardi, superando temporaneamente Apple e Microsoft. A fine Luglio 2025, la capitalizzazione ha raggiunto addirittura 4,35 miliardi di Dollari (equivalente a cinque volte la capitalizzazione di Borsa italiana e pari a 4% circa della capitalizzazione di tutte le Borse mondiali). Come si può evincere dal grafico di Google Finance sopra riportato, sono gli ultimi cinque anni che hanno segnato la svolta nel potenziale economico di Nvidia e il Covid e quanto conseguente, anche nelle metodiche lavorative (smart working eccetera) di molti, non è stato in fattore irrilevante in questa dinamica.
Prospettive future
Le prospettive di Nvidia sono strettamente legate all’espansione dell’intelligenza artificiale. Con una quota di mercato tra il 70% e il 95% nei chip AI, l’azienda è in posizione dominante. L’introduzione dell’architettura Blackwell, con 208 miliardi di transistor e prestazioni triplicate rispetto alla generazione precedente, promette di accelerare ulteriormente il training dei modelli AI.
Ma tutto quest’oro potrebbe non continuare a luccicare in modo così brillare per sempre senza che la barra sia tenuta dritta sempre più saldamente, cosa che l’azienda pare peraltro al momento essere in grado di fare con una certa scioltezza. Le tensioni geopolitiche, in particolare con la Cina, hanno rallentato la produzione del chip H20, le incertezze daziarie “trumpiane” e la concorrenza fanno così per altro verso che Nvidia stia valutando nuove strategie, come lo sviluppo di chip alternativi (B20, B30, RTX PRO 6000D) per adattarsi alle normative locali.
Secondo le previsioni, il mercato globale dei chip AI potrebbe raggiungere i 311 miliardi di dollari entro il 2029. Nvidia, con investimenti mirati e una pipeline tecnologica all’avanguardia, è ben posizionata per cogliere questa opportunità. Il titolo NVDA, quotato al NASDAQ, è considerato dagli analisti un “buy” con target price in crescita ed è presente praticamente in tutti i portafogli gestiti del Mondo.
