Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5%

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Primo piano di una bilancia d'oro con piccole pepite d'oro su un lato e pesi metallici sulla base, su uno sfondo scuro.

Chi vende lingotti o monete d’oro senza ricevuta oggi paga il 26% sull’intero valore. La proposta introduce una finestra di 6 mesi per affrancare al 12,5%: se inserita in Manovra, varrà la pena valutarla.

Indice

Anticipare le entrate fiscali sulle plusvalenze non ancora realizzate sull’oro, offrendo a chi non dispone di una ricevuta d’acquisto di lingotti o monete uno sconto sulle tasse superiore alla metà. È quanto prevede una nuova proposta presentata da Giulio Centemero, deputato della Lega, che propone di consentire una rivalutazione professionale dell’oro da investimento e, sul nuovo importo rivalutato, pagare immediatamente un’imposta sostitutiva del 12,5%. Al 14 novembre la proposta risulta presentata al Senato dal gruppo della Lega.

Secondo la legislazione vigente l’oro privo di una ricevuta d’acquisto che consenta di determinare il valore iniziale da cui calcolare la plusvalenza è soggetto a un’imposta del 26% sull’intero controvalore realizzato alla vendita. Una stangata che rischia di disincentivare il ricorso a canali tracciati e trasparenti.

Secondo la relazione, se aderisse l’equivalente del 10% del controvalore complessivo, la rivalutazione dell’oro potrebbe portare nelle casse dell’erario fino a 2 miliardi di euro. In Italia si stima che le famiglie detengano tra le 1.200 e le 1.500 tonnellate di oro da investimento, anche se solo una parte sarebbe priva di ricevuta d’acquisto e quindi potenzialmente interessata alla misura.

Oro, un regalo che rischia di essere supertassato

La proposta nasce dal fatto che l’oro da investimento — soprattutto lingottini e monete — è spesso un dono molto diffuso in occasione di battesimi, comunioni o matrimoni. Questi regali sono quasi sempre privi di documentazione fiscale che consenta di determinare la plusvalenza al momento della vendita, e dunque l’imposta “normale”. Una mancanza che pesa molto di più da quando la Legge di Bilancio 2024 ha previsto un forte aumento della tassazione sull’oro venduto senza ricevuta. Fino al 2023, infatti, lo Stato presumeva una plusvalenza del 25%, tassata al 26%, per un’imposta effettiva del 6,5% sul valore realizzato. Dal 2024 questa aliquota è balzata al 26% sull’intero importo incassato.

In altre parole: chi non ha documentazione è passato da un’imposta effettiva del 6,5% al 26%. Con l’affrancamento proposto, nel 2026 potrebbe aprirsi una finestra di sei mesi (fino al 30 giugno 2026) per pagare subito un’imposta del 12,5% sul valore periziato. Da quel momento, per eventuali vendite future, la base di calcolo diventerebbe il valore rivalutato, e l’imposta tornerebbe a colpire solo la plusvalenza effettiva e non l’intero controvalore.

Se la proposta diventasse legge, l’occasione per chi possiede oro privo di documentazione sarebbe concreta — a patto di essere disposti a versare in anticipo e in contanti l’imposta (è prevista anche la possibile di versare in tre rate, con interessi al 3%). Chi intendesse vendere oro e monetizzare i guadagni messi a segno dal bene rifugio per eccellenza (circa +50% solo nel 2025) potrebbe attendere il 2026, sfruttare l’affrancamento e ridurre di fatto a metà l’imposta che sarebbe dovuta in caso di vendita nel 2025.

Tuttavia, anche chi avesse acquistato oro “in nero” potrebbe cogliere un’occasione di regolarizzazione che difficilmente si ripeterà, facendo emergere valori che, con un’imposta piena al 26%, rischierebbero di restare nel sommerso — senza benefici né per l’erario oggi né in futuro. Più che una nuova tassa, insomma, questa disposizione somiglia a un condono.

Domande frequenti su Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5%

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5%?

Quando si investe in Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5%, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5% con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5% con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5%?

I rischi associati a Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5% sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5%?

Le prospettive future per Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5% sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5%?

La valutazione della performance degli investimenti in Oro: chi può risparmiare con l’affrancamento al 12,5% richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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