Un equilibrio finanziario che si regge sul reddito di un unico membro della famiglia può essere esposto al più estremo dei rischi: quello di non esserci più. Se non c’è patrimonio sufficiente o un’altra fonte di reddito a colmare il vuoto economico di una morte prematura, correggere lo stile di vita della famiglia superstite può costare gravi sacrifici.
Quando la dipendenza da un reddito è particolarmente concentrata, un’assicurazione specifica potrebbe essere la risposta adeguata.
Polizza Tcm: che cos’è
La polizza vita temporanea caso morte (Tcm) permette di rimborsare un capitale definito in partenza ai beneficiari superstiti, consentendo di superare l’improvviso venir meno del reddito del membro familiare economicamente più ‘forte’. Di norma, infatti, è proprio il ‘capofamiglia’ ad assicurarsi che i figli e il coniuge superstite possano, ad esempio, estinguere mutui o avere a disposizione somme sufficienti per completare gli studi.
La polizza Tcm non va confusa con le polizze vita ‘da investimento’: si tratta di un’assicurazione a tutti gli effetti (‘di puro rischio’) in cui il cliente paga un premio a fondo perduto per un certo periodo di tempo durante il quale, in caso di decesso prematuro dell’assicurato, la compagnia rimborsa il capitale definito a protezione.
A chi conviene davvero una polizza Tcm
Rimborsare un capitale in caso di decesso prematuro può essere un supporto utile psicologicamente nella gran parte dei casi, ma dal punto di vista finanziario l’assicurazione diventa veramente decisiva in casistiche ben precise. Una famiglia benestante in grado di poter finanziare con risorse proprie eventuali debiti, spese collegate all’istruzione dei figli e di mantenere uno stile di vita soddisfacente potrebbe fare a meno di una specifica assicurazione. Quest’ultima, se non veramente necessaria, diventa un costo che però, anche in caso di rimborso del capitale, non fa una differenza tangibile quando la situazione patrimoniale resta solida anche in assenza del reddito del defunto. Opposto il caso esposto all’inizio: quello di una famiglia che dipende in modo molto pronunciato da un solo reddito e che non può contare su un patrimonio sufficiente a coprire tutte le esigenze dei superstiti. Meglio invece non farsi illusioni per chi dovesse lavorare in settori molto rischiosi, viaggiare all’estero in Paesi ritenuti pericolosi o essere appassionato di sport estremi: in questi casi assicurarsi è più difficile e, comunque, la compagnia ne terrà conto con polizze specifiche. Meglio controllare sempre nel contratto quali sono le fattispecie di decesso escluse dalla copertura: non è una lettura piacevole, ma necessaria per capire se ci sono esclusioni che si ritengono importanti.
Tcm: il capitale ottimale da assicurare (e per quanto tempo)
Una volta capito che assicurare un capitale diventa veramente strategico per la famiglia, bisogna definire quanto denaro sarà necessario per sopperire al calo di reddito familiare. Maggiore la dipendenza economica dai guadagni dell’assicurato, maggiore il capitale che si sarà costretti a mettere da parte. L’eventuale presenza e numerosità della prole in età ancora pre-lavorativa sarà un importante elemento da considerare, viste le elevate spese del periodo universitario. Se il principale obiettivo del capitale assicurato fosse quello di estinguere un mutuo, si può considerare un capitale decrescente che possa seguire il piano di ammortamento del mutuo: come vedremo più avanti, scegliere l’opzione a capitale decrescente consente di risparmiare sul costo della polizza. Un’alternativa per la copertura del mutuo è la polizza credit protection, approfondita qui.
Costi e fattori che influenzano il premio della Tcm
In molti casi la polizza Tcm costa meno di quanto si immagini. In ogni caso, la determinazione del premio da parte della compagnia dipende da vari fattori. Innanzitutto la grandezza del capitale definito per il rimborso: un conto è assicurare 100mila euro, un altro 500mila. Esiste poi la possibilità di ridurre nel tempo il rimborso che si andrebbe a ricevere, con l’opzione a capitale decrescente: può essere particolarmente utile se il principale obiettivo è ancorare questo rimborso al costo di estinzione del mutuo, che a sua volta diventa di anno in anno più piccolo.
Un altro elemento è l’estensione delle coperture: in buona parte dei casi le Tcm possono integrare al rischio di decesso quello di invalidità permanente – una casistica più frequente della morte prematura per i soggetti più giovani e che quindi fa lievitare i costi.
A incidere, poi, sono anche una serie di fattori che consentono alla compagnia di stimare la probabilità che un decesso prematuro si verifichi nel periodo di tempo assicurato. Primo fra tutti, l’età dell’assicurato: più questo è in là con gli anni, più il premio della Tcm sarà alto. Un’altra tipica richiesta in fase di sottoscrizione riguarda il vizio del fumo, che la compagnia “farà pagare” sotto forma di premi più alti vista la sua dannosità per la salute. Viceversa, sottoporsi a check-up completi viene a volte incluso in pacchetti che fanno scendere il costo della polizza.
Quanto costa in media una Tcm in Italia? Vista la quantità di fattori in grado di incidere sui costi, è molto difficile fare una stima utile. Più semplice elaborare un esempio concreto. Immaginando di essere un 35enne non fumatore, assicurare 200mila euro per 20 anni può costare circa 21 euro al mese (preventivo reale ricavato da una compagnia che distribuisce Tcm online). In questo caso, si sarebbero spesi per 20 anni circa 5.000 euro per mettere al riparo una somma da 200mila euro. Va ricordato che, in ogni caso, i premi versati sono a fondo perduto, pertanto non verranno rimborsati nemmeno in caso di chiusura anticipata del contratto.
Detrazione fiscale del premio Tcm: come funziona
Per chi dovesse sottoscrivere una polizza Tcm, è prevista una particolare agevolazione fiscale. Fino a 530 euro la polizza Tcm permette di detrarre il 19% dei premi versati in dichiarazione dei redditi, il che si traduce in un risparmio massimo di circa 100 euro. Tuttavia, se nel contratto di assicurazione sono indicati più beneficiari e uno dei quali ha una grave disabilità, spiega l’Agenzia delle Entrate, l’importo massimo detraibile deve essere ricondotto all’unico limite più elevato di 750 euro.
Queste detrazioni sono valide per intero solo se i titolari del contratto assicurativo non guadagnano oltre 120.000 euro annui. “Se si supera questo limite, la detrazione decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo di 240.000 euro”.

