Banche e assicurazioni italiane: c’è ancora spazio per stupire in Borsa?

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Un uomo in camicia bianca è seduto a una scrivania davanti a diversi monitor che visualizzano grafici e diagrammi, guardandosi alle spalle mentre tiene in mano un documento con un grafico a torta.

Dopo una corsa straordinaria, i titoli finanziari reggono le aspettative. Ma i margini di crescita si fanno più selettivi, tra tassi alti e nuove incognite macro.

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Investire in banche e assicurazioni resta la scommessa preferita dai gestori di fondi europei. Non è una novità: secondo le rilevazioni periodiche di BofA, è così ininterrottamente dalla fine del 2024 – e, fatta eccezione per una breve parentesi a favore dei titoli difensivi (da non confondere con il comparto bellico), i finanziari guidano la classifica sin dall’inizio del 2023. Ma banche e assicurazioni hanno ancora margini per continuare a sovraperformare il mercato?

Gli indici settoriali italiani relativi a banche e assicurazioni segnano rispettivamente +46,5% e +40% negli ultimi 12 mesi al 25 luglio, contro una performance del Ftse Mib attorno al 20%. A ben vedere, però, restringendo lo sguardo all’ultimo semestre, solo il settore bancario è riuscito a battere l’indice principale.

Banche italiane: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

L’incognita dei dazi sulle aziende esportatrici e il calo dei margini d’interesse potrebbero, in teoria, ridurre la capacità delle banche di generare ricavi. Tuttavia, questo non sembra preoccupare eccessivamente gli analisti.

Nel dettaglio del comparto italiano – che con le prime trimestrali di Unicredit (e anche di Poste) ha mostrato nuovi record semestrali – la redditività “potrebbe aver raggiunto un picco nel 2024”, ha dichiarato Mirko Sanna, capo analista di S&P per le banche italiane. Tuttavia, ha aggiunto, “ci aspettiamo che la redditività delle banche resti strutturalmente al di sopra del costo del capitale. La riduzione della frammentazione, la maggiore dimensione degli istituti e modelli di business più agili contribuiranno a questo”.

Il margine d’interesse sta già diminuendo leggermente, trimestre su trimestre. Tuttavia, “le entrate da diversificazione e l’efficienza dei costi aiuteranno le banche a compensare il calo del margine di interesse netto nel 2025 e 2026”. Il wealth management e le sinergie derivanti da future aggregazioni dovrebbero contribuire, insomma, a mantenere tonici gli utili bancari – in Italia e non solo. Anche se questo scenario poggia sull’ipotesi di un’economia priva di forti rallentamenti e su tassi d’interesse stabili ben al di sopra dei livelli pre-pandemia – ipotesi di base, salvo sorprese dalla guerra commerciale ancora in attesa di un vero punto di equilibrio tra Usa e Ue.

Secondo Sanna, le banche trarranno inoltre beneficio dal miglioramento dell’affidabilità creditizia sovrana, che S&P ha rivisto al rialzo lo scorso aprile: “Il rischio sovrano per le banche italiane rimane superiore rispetto a molti altri Paesi, ma la riduzione del rischio di rifinanziamento esterno è un elemento positivo, contribuendo alla stabilità delle istituzioni finanziarie domestiche”.

Assicurazioni: segnali di forza e margini di crescita

Per quanto riguarda l’altra grande componente del portafoglio finanziario, i titoli assicurativi, anche qui l’Italia appare ben equipaggiata. Nel 2024, secondo ANIA, i premi sono aumentati del 17% a 151,4 miliardi di euro – un dato che riflette il ritorno di attrattività del prodotto assicurativo dopo le difficoltà del biennio 2022-2023. Secondo un outlook pubblicato da Morningstar DBRS, le compagnie italiane sono “ben posizionate per beneficiare delle opportunità di crescita del mercato nel 2025”.

Oltre ai premi, è la redditività a mostrare una netta accelerazione: se nel 2022 il ritorno sul capitale proprio (Roe) era pari al 3,3% e nel 2023 all’11,6%, nel 2024 il comparto è salito al 15,5%.

“Anche se i portafogli continuano a essere concentrati sui titoli sovrani italiani, il che potrebbe esporre le compagnie a condizioni di mercato volatili – ha precisato l’agenzia di rating – questo rischio è tuttavia mitigato dall’elevata capitalizzazione delle compagnie italiane e dagli alti indici di Solvency II”.

Guardando al recente passato, l’andamento dei nuovi premi lascia ben sperare. Nel 2024 i prodotti linked (Ramo III) sono cresciuti del 49% su base annua, grazie alla buona performance dei mercati finanziari che ha attratto investitori in cerca di rendimenti più elevati. Secondo ANIA, nel 2025 i premi vita totali potrebbero aumentare di un ulteriore 8%, mentre per il comparto danni è attesa una crescita dell’8,5%.

“Riteniamo che le previsioni di crescita di ANIA siano in linea con le nostre aspettative, sia per il comparto vita sia per quello danni”, ha scritto Morningstar DBRS. “Nel comparto vita saranno soprattutto i prodotti di Ramo III a trainare la crescita, mentre i rendimenti elevati e persistenti di forme alternative di investimento retail, come i titoli di Stato italiani, potrebbero limitare la crescita dei premi dei prodotti vita tradizionali”.

Il potenziale di crescita resta alto soprattutto nel comparto danni, dove la storica sottoassicurazione delle famiglie italiane continua a offrire margini. Il rapporto di penetrazione dell’assicurazione danni in Italia (premi danni/PIL) è tra i più bassi in Europa: pari all’1,9% nel 2024, contro il 6,8% dei Paesi Bassi, il 4,7% della Francia, il 4,3% del Belgio e il 2,5% della Germania.

Domande frequenti su Banche e assicurazioni italiane: c’è ancora spazio per stupire in Borsa?

Qual è la preferenza degli investitori europei riguardo ai settori bancario e assicurativo?

Investire in banche e assicurazioni rappresenta la scommessa preferita dai gestori di fondi europei. Questa tendenza è costante dalla fine del 2024, con i finanziari che guidano la classifica sin dall'inizio del 2023.

Da quanto tempo i settori bancario e assicurativo guidano le preferenze degli investitori?

I settori bancario e assicurativo guidano la classifica degli investimenti dei gestori di fondi europei ininterrottamente dalla fine del 2024. Fatta eccezione per una breve parentesi a favore dei titoli difensivi, i finanziari sono in testa sin dall'inizio del 2023.

Quali sono le aspettative per le banche italiane nei prossimi mesi?

L'articolo affronta la domanda su cosa aspettarsi dalle banche italiane nei prossimi mesi, suggerendo che ci sono ancora margini per valutare il loro potenziale di performance.

Quali segnali emergono dal settore assicurativo in termini di performance e potenziale?

Il settore assicurativo mostra segnali di forza e margini di crescita. Questo indica un potenziale positivo per il comparto, che potrebbe continuare a sovraperformare il mercato.

Le banche e le assicurazioni italiane hanno ancora spazio per sovraperformare il mercato?

L'articolo solleva la questione se banche e assicurazioni italiane abbiano ancora margini per continuare a sovraperformare il mercato. La risposta a questa domanda è centrale per valutare le future opportunità di investimento.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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